Red Bull-BORA-hansgrohe, il ds Szmyd elogia Alessio Magagnotti: “Si può paragonare a Peter Sagan. Un concentrato di talento. Speriamo diventi il nostro futuro miglior velocista”

La Red Bull-BORA-hansgrohe punta forte su Alessio Magagnotti. Il giovane talento italiano si sta dimostrando uno dei velocisti più promettenti del circuito e dopo una grande stagione con la formazione Rookies, in cui quest’anno è approdato dopo due anni alla Autozai Contri, si appresta a fare il salto nel professionismo il prossimo anno. Il trentino è diventato il primo corridore classe 2007 a vincere una corsa professionistica, quando a fine agosto si è imposto nella seconda tappa del Giro di Germania. Un’annata in cui il 19enne ha già corso diverse volte con il con il team WorldTour, tra cui anche la scorsa settimana al ZLM Tour, in cui ha ottenuto un secondo posto nella terza tappa, ma sopratutto accumulato ulteriore esperienza in gruppo.

Il team tedesco crede molto nella crescita di questo corridore, come ha spiegato il direttore sportivo Sylwester Szmyd in un’intervista a WielerFlits: “Durante il ritiro di gennaio ho organizzato alcune sessioni di sprint con i ragazzi più veloci e li ho seguiti con lo scooter. Alessio li ha surclassati tutti. L’ho visto correre e ho detto subito alla dirigenza: per favore, date a quel ragazzo un contratto da professionista il prima possibile. Spesso capita di vedere qualcuno che mostra ottime doti di sprint, ma bisogna dargli tempo. Nel caso di Alessio era chiaro che fosse un concentrato di talento e che non dovevamo assolutamente aspettare che se ne accorgesse il mondo esterno. Per fortuna mi hanno dato ascolto”.

Per capire il potenziale di Magagnotti, il paragone con una stella del passato è quello con Peter Sagan, mentre un grande velocista italiano come Mario Cipollini sembra distante dalla sua personalità: “È unico non solo per le sue qualità di volata, ma anche per la fluidità con cui pedala. Paragonatelo al giovane Peter Sagan. Non necessariamente in termini di doti fisiche, ma per come riesce, per così dire, a destreggiarsi nel gruppo e ad affrontare la vita senza stress. È un piacere da vedere. Dal punto di vista del carattere, è proprio l’esatto opposto di Cipollini. Al momento non ha nulla a che vedere con lui. È molto modesto e desideroso di imparare”.

La tranquillità con cui corre il trentino, nonostante la giovanissima età, è qualcosa di unico: “Per fare un esempio: prima della partenza dello ZLM Tour gli ho chiesto: “Sai come si corre nei gruppi a ventaglio?” Non ne aveva idea e quindi si è ritrovato nell’ultimo gruppo. Non perché non fosse abbastanza forte, ma perché sinceramente non ne aveva idea. Ma osserva molte cose e fornisce un ottimo feedback dopo e durante ogni gara. Il secondo giorno si è ritrovato improvvisamente nel primo gruppo. Questo dimostra come metta davvero in pratica quei buoni consigli e possieda una classe innata”.

Per tutti questi motivi, la Red Bull-BORA-hansgrohe ha scelto di puntare su Magagnotti per gli sprint, non rinnovando il contratto di Jordi Meeus: “Speriamo che Alessio diventi il nostro futuro miglior velocista. Il 2026 sarà un anno di apprendistato, in cui non ci saranno pressioni e potrà conoscere Danny Van Poppel con calma. Speriamo che questa combinazione funzioni, perché ovviamente consideriamo ancora Danny Van Poppel uno dei migliori lead-out al mondo. Insieme andranno lontano. È incredibile vedere quanto velocemente stia migliorando. Succede ogni mese, forse ogni settimana. Non riesco più a tenere il conto di quante volte quest’anno abbia già migliorato il suo miglior tempo sui cinque minuti in volata”.

Il potenziale del trentino è enorme quindi, con il futuro che potrebbe riservargli non solo un ruolo da protagonista in volata, ma anche nelle classiche, sull’esempio di Wout van Aert: “Può sicuramente andare in quella direzione, ma deve ancora scoprire tutto. Proviene dalla pista, il che rende la sua progressione forse ancora maggiore rispetto ai suoi coetanei. Ma credo anche che non sia un puro velocista. Se la cava bene anche in salita e forse le classiche potrebbero fare al caso suo. Soprattutto, non vogliamo incasellarlo in una categoria, perché così si finisce per dire che ci sono dei limiti. Il suo potenziale è infinito, ma resta da vedere come si concretizzerà nei prossimi anni”.

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