Pedro Delgado: “Pogačar è al suo picco di carriera, sarà inarrestabile fino a fine 2027. Nel 2028 vedremo”

Il dominio di Tadej Pogačar nel ciclismo emoziona e preoccupa. Il corridore dell’UAE Team Emirates XRG sta continuando a macinare successi negli ultimi anni: con un 2025 stellare, lo sloveno ha portato a quota 4 i suoi sigilli al Tour de France, a 5 il conteggio dei Lombardia nella sua bacheca, a 3 le Liegi-Bastogne-Liegi, a 2 i Giri delle Fiandre e i Mondiali. Ci fermiamo qui, solo perché l’elenco sarebbe troppo lungo, ma il dominio del classe ’98 è sotto gli occhi di tutti. Ora la domanda che si pongono gli addetti ai lavori e gli appassionati è per quanto possa durare questo strapotere, che mette in difficoltà gli avversari.

Ha provato a rispondere a questa domanda Pedro Delgado, vincitore del Tour de France 1988 e di due Vuelta a España (1985 e 1989). In un’intervista a MARCA, lo spagnolo ha condiviso la sua analisi: “Credo che Pogačar sia al suo picco. Lo ha raggiunto l’anno scorso. Secondo la mia esperienza, puoi mantenere questo picco per tre anni senza problemi. Quest’anno e nel 2027 continuerà a essere inarrestabile. Poi bisognerà vedere anche la fatica mentale. Nell’ultimo Tour l’ho visto diverso, non tanto spontaneo come sempre. Fisicamente ha ancora due anni a questo livello: il 2026 e il 2027. Nel 2028 vedremo“.

“Perico” ha poi proseguito: “Il problema è che quando sei nel tuoi picco credi di poter continuare a migliorare. Io credo di no. A volte non peggiori tu, sono gli altri che migliorano. Al livello attuale, ci sono corridori che stanno migliorando passo dopo passo. Può essere raggiunto da Juan Ayuso o da altri. Un leggero calo di Pogačar permetterebbe ad altri di arrivare al suo livello. Per questo dico che dominerà fino al 2027. Ma non so chi potrebbe vincere il Tour dopo Pogačar. Direi Vingegaard. Ho sempre detto che Pogačar è due gradini sopra gli altri. Vingegaard è un gradino sotto di lui, però uno sopra gli altri, come Evenepoel. Quest’anno mi piacerebbe vedere la crescita di Lipowitz, vedere se fa un altro passettino in avanti”.

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