Movistar, nasce la Academy: ufficiale la creazione di una squadra giovanile
La Movistar annuncia che dal prossimo anno avrà un team giovanile. Considerato “un passo fondamentale verso il futuro” la creazione della Movistar Team Academy ha chiaramente l’obiettivo di “rafforzare la formazione dei giovani talenti e facilitare il loro passaggio dal ciclismo amatoriale al massimo livello del WorldTour”, potendo peraltro allungare anche la propria filiera visto che il team spagnolo ha anche un accordo con la storica squadra junior Baqué, che permetterà così di creare un percorso mirato per i giovanissimi talenti del paese, ma non solo. La nuova squadra, che sarà guidata da Sebastián Unzué, colma così un vuoto che negli ultimi anni ha visto numerosi prospetti iberici partire per altre squadre. Non è chiaro tuttavia al momento che tipo di licenza avrà questa squadra.
“Con questa iniziativa, la squadra navarra amplia la propria struttura sportiva offrendo una piattaforma di sviluppo sia per i ciclisti spagnoli che internazionali, puntando su un modello formativo di riferimento nel campo del ciclismo giovanile – spiega il team – La Movistar Team Academy aspira a diventare un punto di riferimento internazionale nello sviluppo dei futuri professionisti, fornendo ai corridori gli strumenti necessari per esprimere tutto il loro potenziale […] Con la nascita dell’accademia, Movistar Team ribadisce il suo impegno per il ciclismo del futuro, puntando su una struttura solida che accompagni e valorizzi i talenti emergenti nel loro percorso verso l’élite mondiale”.
“L’idea è quella di recuperare ciò che avevamo fino al 2004, quello che all’epoca chiamavamo la squadra amatoriale – dettaglia lo storico team manager Eusebio Unzué ad AS – Oggi sarebbe la squadra di sviluppo, nella quale intendiamo reclutare anche alcuni dei ragazzi giovani che in questi anni non abbiamo potuto avere perché non avevamo questa squadra […] All’epoca abbiamo smesso di farlo perché non aveva le definizioni e il sostegno che ora ha una squadra di sviluppo. Negli ultimi anni in Spagna abbiamo avuto la fortuna di avere buone squadre amatoriali e professioanal, e anche un po’ per rispetto nei loro confronti, affinché potessero fare il loro percorso, crescere e far fare esperienza a tutti questi giovani, ma i tempi sono cambiati e tutte le squadre del World Tour hanno già squadre di sviluppo. Non averla ci ha fatto concretamente perdere alcuni ragazzi, soprattutto i corridori spagnoli“.
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