Israel-PremierTech, Mike Woods: “Il sistema di retrocessioni UCI non ha senso. La Vuelta ciliegina sulla torta di m*rda della mia stagione”

Michael Woods si aggiunge al coro di critiche per il sistema di retrocessioni del ranking UCI. Il corridore della Israel-PremierTech, tornato alle gare al Tour of Britain dopo il ritiro dalla Vuelta, ha parlato ai microfoni di Cyclingnews criticando il sistema di punteggio UCI, come aveva già fatto Tao Geoghegan Hart, ma toccando anche nuovi punti. Da sempre attento all’ambiente, infatti, il canadese ha spiegato anche che costringere i team a correre programmi tripli in contemporanea per andare a caccia di punti aumenta l’impatto in negativo del ciclismo sul nostro pianeta, oltre a ispirare poi delle tattiche di gara non sempre comprensibili.

“Dal migliore al peggior corridore del gruppo penso il sentimento sia unanime: il sistema di retrocessioni non ha senso per tante ragioni – ha esordito – Da una prospettiva UCI, per come viene calcolata. Dalla prospettiva in cui favorisce le corse minori, incoraggia uno strano modo di correre che credo sia meno intrigante e spettacolare. Penso sia un pensiero comune tra tutti i corridori. Per ridurre l’impronta ambientale? Dobbiamo essere da esempio. Spingere in questo senso all’interno del team penso sia il miglior modo per farlo da corridore”.

Infine, il classe ’86 ha commentato anche la sua difficile stagione: “È stato un anno frustrante. I giorni in cui sono stato bene ho vinto delle corse, ma ci sono stati molti giorni in cui sono stato malato o infortunato. E la Vuelta è stata la ciliegina su questa torta di merda, è stato devastante. Perché ero uscito dal Tour in gran forma, nonostante il covid all’ultimo giorno. Sentivo che sarei stato protagonista, soprattutto quando il percorso e il modo in cui è andata la corsa. Sarebbe stato adatto a me”.

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