Il Lombardia 2026, Tom Pidcock: “Penso che questo percorso mi si addica di più rispetto a quello inverso, il circuito finale di Como sarà durissimo”
Nel ristretto gruppetto di corridori che può ambire al successo a Il Lombardia 2026 c’è anche Tom Pidcock. Nella Classica delle Foglie Morte il 27enne britannico proverà a lasciare finalmente il segno in una Monumento e anche in questo finale di stagione, che lo ha visto spesso protagonista, come ai Mondiali di Montréal, al Giro dell’Emilia e alla Tre Valli Varesine, ma senza mai riuscire a trovare la vittoria. Il portacolori della Pinarello Q36.5 Pro Cycling ha comunque dimostrato di avere un’ottima condizione, motivo per il quale negli ultimi giorni ha pensato soprattutto a recuperare le energie in vista della gara, nella quale lo scorso anno chiuse al sesto posto.
“Sto bene, ho passato qualche giornata tranquilla [dopo la Tre Valli Varesine] – ha dichiarato Pidcock ai nostri microfoni – Penso che ogni anno si impari qualcosa di nuovo. Credo sia giusto prendersela un po’ più comoda in questo periodo dell’anno e non spingersi oltre il necessario. Con tutta la stagione nelle gambe, in queste gare impegnative non c’è bisogno di fare molto altro. Quindi è bello non doversi allenare troppo. Mi sento bene e non vedo l’ora”.
Il 27enne affronterà per la prima volta il finale di Como: “Abbiamo fatto la ricognizione degli ultimi 110 chilometri e sarà sicuramente una gara molto, molto dura. Penso che forse mi si addica di più rispetto al percorso inverso. Questo circuito finale a Como sarà davvero durissimo. Penso che il tratto pianeggiante prima di Como sia piuttosto lungo, ma sul Ghisallo credo che potrebbe succedere qualcosa. Prima, invece, penso che sia troppo lontano. Ma sicuramente è nel finale che succederà qualcosa“.
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