I Numeri del 2025: Tadej Pogačar inanella record – Con Mathieu van der Poel un duopolio monumentale – Isaac Del Toro e Paul Magnier giovani da primato

Il ciclismo su strada ha vissuto un’altra stagione da record. I campioni di questo periodo storico stanno scrivendo, una dopo l’altra, pagine di storia, concentrando nelle loro mani la grandissima parte delle vittorie più pesanti. Ma nel 2025 si sono consacrati ad altissimo livello anche dei giovani che hanno firmato numeri clamorosi e che si candidano a ruoli ancora più importanti nel futuro di questo sport. Il nome di Tadej Pogačar è ovviamente il più ricorrente quando si parla di primati, con lo sloveno che ha probabilmente migliorato quella che, a fine 2024, era stata definita la “stagione migliore di tutti i tempi”. “Probabilmente”, perché manca, rispetto all’anno scorso, la vittoria di un Grande Giro (furono due, nel 2024), ma quel che il fenomeno della UAE Emirates XRG ha fatto nel resto della stagione, soprattutto nelle corse di un giorno è di incalcolabile valore. Vediamoli, quindi, i numeri di una stagione indimenticabile.

Gare WorldTour mai così veloci

L’incremento della velocità, sia di punta che media, viene riportato da più parti come un problema, sia di competitività che di sicurezza. Il dato a essa relativo, però, non accenna a scendere, rispetto al recente passato. Anzi. Se il 2024 era stato l’anno del record di velocità di percorrenza per quel che riguardava le Classiche di Primavera, nella stagione appena conclusa è stato l’intero WorldTour (quindi corse a tappe e di un giorno) ad alzare ulteriormente la scala del tachimetro: il dato, ricavato da ProCyclingStats, parla di una velocità media di 42,913 km/h. Il numero aumenta ancor di più se si restringe il campo alle Classiche, corse complessivamente alla media di 43,568 km/h. Da notare come il Tour de France 2025 sia stato il più veloce della storia (42,849 km/h) e che la nona tappa della Grande Boucle dello scorso luglio sia stata la seconda più veloce di tutti i tempi.

Tadej Pogačar, l’uomo che riscrive la storia

Come detto, nel 2025 lo sloveno ha vinto “solo” una corsa a tappe, il Tour de France, che è stata peraltro l’unica del genere cui ha preso parte. Nelle Classiche Monumento e, in generale, nelle corse di un giorno più importanti del calendario, però, Pogačar ha letteralmente dominato la scena. Rimanendo nel campo di Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Il Lombardia, il campione della UAE Emirates XRG ha firmato l’ennesimo capolavoro della sua carriera, dato che è stato il primo corridore della storia a chiuderle tutte e cinque, nella stessa stagione, sul podio. 

Alla lista dei primati di Pogačar si aggiungono i cinque Lombardia consecutivi (detronizzato Fausto Coppi, che si era “fermato” a quattro) e i nove podi consecutivi nelle Monumento disputate; la serie, che è evidentemente ancora aperta, infatti era iniziata al Lombardia 2023 ed è proseguita fino al più recente Lombardia. E i numeri dello sloveno si fanno ancora più spaventosi se si aggiungono gli ultimi due Mondiali in linea disputati, e vinti, e anche l’Europeo in linea, che si è concluso con il medesimo esito della gara iridata, almeno parlando di primo posto.

Mathieu van der Poel principe delle pietre (e non solo)

In termini di record, anche il neerlandese ha voluto dire la sua, andando a vincere la terza Parigi-Roubaix consecutiva. Come lui, nella storia, solo Octave Lapize, fra il 1908 e il 1910, e Francesco Moser, che si impose in successione nel 1978, nel 1979 e nel 1980. Il campione della Alpecin-Deceuninck ha dato un tocco di leggenda in più alla sua primavera vincendo, qualche settimana prima, la Milano-Sanremo e mettendo insieme così un totale di 8 successi nelle Classiche Monumento. Quest’ultimo non è un primato, ma un dato che lo colloca comunque fra i più grandi ciclisti di tutti i tempi.

Grandi corse di un giorno, aria rarefatta per gli “altri”

Quindi, facendo rapidi calcoli, se si parla delle corse di un giorno più importanti del calendario, siamo ancora nella situazione del 2024: Tadej Pogačar, Mathieu van der Poel e Remco Evenepoel si sono presi tutto quel che c’era da prendere, considerando che il belga ha vinto il titolo Mondiale a cronometro. Lo scenario “ristretto” assume contorni quasi incredibili se si allarga, all’indietro, l’orizzonte temporale: detto che nel 2024 andò nello stesso modo (con l’aggiunta della doppietta olimpica di Evenepoel), se si comprende nella statistica anche il 2023 ci si accorge che il solo Jasper Philipsen, vincendo la Sanremo, è stato capace di mettere in discussione la “triarchia”.

Nell’ultimo triennio, quindi, su 23 grandi corse di un giorno andate in scena, lo sloveno, il neerlandese e il belga ne hanno vinte 22… Oggettivamente, difficile immaginare qualcosa di più sconfortante per gli avversari, anche per via del fatto che i tre sono tutt’altro che “vecchi” e che quindi i loro rispettivi viali del tramonto paiono ancora lontani.

UAE Team Emirates XRG, numeri spaventosi

Era uno degli obiettivi dichiarati fin da inizio stagione e la UAE Emirates XRG lo ha centrato, diventando la squadra capace di raccogliere il maggior numero di vittorie nell’arco di una singola annata: alla fine sono state 97, ben 12 in più di quelle ottenute dalla Columbia-HTC nell’arco del calendario 2009. Nelle ultime ore si sono infatti aggiunti i successi di Isaac Del Toro nella cronometro e nella prova in linea dei Campionati Nazionali del Messico, che anche se di fatto è andata in scena oltre la data di chiusura della stagione considerata dall’UCI, restano comunque vittorie dell’anno 2025.

Non è invece riuscito il miglioramento di un altro primato, quello dei singoli corridori capaci di vincere almeno una corsa nell’arco dell’anno: la UAE ha infatti pareggiato il numero realizzato nel 2024, quando furono 20 i diversi trionfatori. A vincere, oltre ai già citati Tadej Pogačar e Isaac Del Toro, sono stati João Almedia, Igor Arrieta, Juan Ayuso, Filippo Baroncini, Jan Christen, Alessandro Covi, Felix Groβschartner, Rafał Majka, Brandon McNulty, Juan Sebastián Molano, António Morgado, Jhonatan Narváez, Ivo Oliveira, Pavel Sivakov, Marc Soler, Jay Vine, Tim Wellens e Adam Yates. A mancare l’appuntamento, a fronte comunque del grande lavoro svolto per i vari capitani, sono stati invece Mikkel Bjerg, Rune Herregodts, Vegard Stake Laengen, Domen Novak, Rui Oliveira, Nils Politt, Pablo Torres e Florian Vermeersch. Quest’ultimo, peraltro, una gara ufficiale l’ha vinta, e non di poco conto, dato che si è laureato campione del mondo di gravel, disciplina che però non rientra nel “conteggio” su strada,

Isaac Del Toro e Paul Magnier, ben più di semplici promesse

Isaac Del Toro e Paul Magnier sono coetanei, nati entrambi nel 2004, e sono due dei corridori che più hanno incantato nel corso del 2025. Il messicano è andato vicinissimo a vincere il Giro d’Italia ed è stato magnifico interprete delle corse di un giorno, tanto da chiuderne ben 12 sul podio. Il numero in questione è condiviso con il compagno di squadra Pogačar e con il Philippe Gilbert della stagione 2011 come primato, considerando le stagioni dal 2010 a oggi, secondo quanto calcolato da CyclingStatistics. La cifra di podi messa insieme da Del Toro, vista l’ancor più giovane età rispetto a quella di Pogačar, assume peraltro un connotato ancora più notevole se si pensa che di questi 12, sono dieci i gradini più alti dei podi in questione (sempre escludendo dal conteggio le prove dei Campionati Nazionali).

Numeri eccezionali anche per il francese Magnier, che in tutto ha alzato le braccia 19 volte nell’arco di tutta la stagione. Non è un primato assoluto, ma il portacolori della Soudal Quick-Step è entrato a modo suo nella storia del ciclismo, diventando il secondo corridore più giovane di tutti i tempi a firmare più di 15 vittorie nell’arco di una singola stagione. Magnier ci è arrivato a 21 anni e 183 giorni e meglio di lui ha saputo fare solo Beppe Saronni, che scollinò quota 15 quando aveva 20 anni e 235 giorni (correva l’anno 1978).

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