Giro del Delfinato 2025, Remco Evenepoel: “Resto con i piedi per terra, ma sento che a crono ho colmato il divario. Ora vedremo in salita”
Remco Evenepoel assesta un gran colpo nella crono del Giro del Delfinato 2025. Il campione del mondo della specialità rende assolutamente onore alla sua maglia iridata con una prestazione maiuscola, che lo vede conquistare nettamente la prova contro il tempo, tanto da indossare anche la maglia di leader, recuperando in un colpo solo tutto il distacco dai fuggitivi di ieri. Tuttavia, è soprattutto il margine inflitto ai rivali diretta a colpire visto che Jonas Vingegaard è secondo a 21 secondi, mentre Tadej Pogacar è quarto a 48 secondi (nel mezzo Matteo Jorgenson, a 37 secondi). Nella generale il belga ha dunque ora un vantaggio di 16 secondi sul danese e 38 sullo sloveno. Distacchi non abissali, certo, ma comunque ora starà a loro guadagnare.
Ti aspettavi di vincere con così tanto margine?
Non mi aspettavo questi tempi. Penso significa che ho fatto una ottima crono. Ho fatto tutto quel che avevamo preventivato. Mi sono innanzitutto concentrato sulla vittoria di tappa, come avevo detto già ieri, poi avremmo valutato la classifica, ma non mi aspettavo di prendere la maglia, specialmente per il vantaggio di Romeo e Lipowitz. Ma penso che effettivamente significa che ho fatto una ottima cronometro e dobbiamo essere fieri del risultato e della prestazione.
Sapere i tempi dei tuoi rivali ti ha dato ulteriore motivazione?
No, mi ero concentrato sulle mie prestazioni e ho dato il massimo fino alla cima della salita, cercando poi di recuperare nella breve discesa, spingendo poi di nuovo fino all’arrivo. È stata dura perché era un falsopiano discendente con vento contrario piuttosto forte, ma sono felice di quel che ho fatto oggi, sia in termini di risultato che per i valori che ho espresso. È stata una crono perfetta, ma ora bisogna guardare avanti, quel che è successo è successo. Bisogna godersi il momento, ma soprattutto cercare di recuperare e guardare al fine settimana.
Senti di aver marcato il colpo psicologicamente sui tuoi rivali, in particolare Tadej Pogacar?
Non lo so, non credo. Hanno già fatto prestazioni straordinarie, quindi non penso che dopo oggi saranno chissà quanto delusi. Sono corridori fortissimi entrambi, anche di testa. Sono dei grandi campioni, si conoscono e sanno a che punto sono. Preferisco concentrarmi su me stesso, sulla mia squadra, sul nostro lavoro e sul recupero, poi vedremo come andrà
Questa prova cambia anche le dinamiche delle prossime tappe perché ora devono guadagnare su di te…
Certamente. Sarà anche un cliché, ma sempre meglio stare davanti che dietro. Penso di aver fatto quel che potevo oggi, è stata molto dura, specialmente nel tratto finale che non è stato veloce come poteva a causa del vento ed è stata dura. La squadra ha mostrato di essere già molto forte, ora dobbiamo superare tranquilli domani, per recuperare e concentrarci sulle tappe di questo fine settimana molto difficile in arrivo. Sarò qualcosa di completamente diverso di quanto abbiamo avuto sinora. Sarà una grande motivazione per tutti, ora vediamo le cose giorno per giorno e vedremo dove saremo domenica.
In ottica Tour de France, come possiamo vedere questo risultato?
Se vediamo quel che hanno fatto Roglic e Vingegaard nel 2021, spero che di non sbagliarmi con l’anno, stavano benissimo qui e poi sono stati fantastici anche al Tour… Ovviamente, è molto importante arrivare qui in forma, ma non voglio celebrare troppo né essere troppo entusiasta, considerando che c’è un grande fine settimana in arrivo. Penso che comunque le prestazioni mostrate finora siano già buone. Mi sento bene e felice. Sempre meglio essere in forma adesso, perché c’è meno stress poi nell’ultimo mese verso il Tour.
Quale è stata la sorpresa più grande per te oggi?
Il vantaggio sul secondo, per cominciare. Perché è più di un secondo al chilometro, che in una crono così corta è molto. Paragonandola alla cronometro dello scorso anno i distacchi sono simili, ma questa crono è dieci chilometri più corta. So che Tadej ha perso circa 50 secondi di ritardo oggi, ma non so cosa sia successo. Magari era solo una giornata storta, può succedere, come me alla Liegi, magari era il caldo perché oggi fa caldissimo. Io penso al mio risultato e poi si vedrà. Magari domani o nei giorni successivi mi ritrovo uno o due minuti dietro, quindi i ruoli cambiano completamente. Restiamo con i piedi per terra, continuiamo a lavorare duramente in vista del fine settimana e del prossimo mese.
Temevi più Vingegaard o Pogacar?
Onestamente entrambi. Sono doppio e triplice vincitore del Tour de France. Hanno realizzato molto più di me nelle corse a tappe e nei GT, quindi ammiro entrambi. Sono in qualche modo miei idoli, ma anche rivali ormai. Devo stare attento a entrambi, ma restare concentrato su me stesso. Meglio davanti che dietro i distacchi sono ridotti, speriamo ora di non perdere troppo, o magari anche guadagnare, anche se non è mai successo, ma è qualcosa che devo dimostrare di poter fare.
Senti di essere nella tua forma migliore?
Penso che anche ai Giochi dello scorso anno non ero male, neanche (sorride, ndr). Nel mese di giugno penso di non essere mai stato così forte, ma era indispensabile perché come ho detto già dall’anno scorso devo colmare il gap su Tadej e Jonas. Abbiamo lavorato duramente per questo e ho mostrato intanto che almeno a crono è successo, poi in salita vedremo. Comunque, bisogna mantenere i piedi per terra e continuare a lavorare
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