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EF Education First, il Fiandre non ha cambiato Bettiol: “Sono sempre lo stesso, al Tour si lavorerà per Uran. Il Mondiale? Mi piace molto”

Alberto Bettiol sta affrontando i primi passi nella seconda parte di un 2019 finora trionfale. Il 25enne toscano ha infatti festeggiato il ritorno alle EF Education First, dopo un anno sfortunato in BMC, con il successo strepitoso dello scorso aprile nel Giro delle Fiandre 2019, finora la sua prima e unica vittoria da professionista. Tornato a correre a inizio giugno al Giro del Delfinato, non ha lasciato il segno non presentandosi poi al via dell’ultima tappa. Nella Gazzetta dello Sport odierna fa il punto della situazione e dei prossimi obiettivi, il prossimo dei quali è il Tour de France 2019.

Io sono sempre lo stesso, è cambiato come la gente mi vede, magari come il gruppo mi considera – ammette candidamente – Io però sono sempre io, e spero di non cambiare mai. Mi piace questa vita, faccio sempre le stesse cose. Ci sono solo più bimbi che mi riconoscono e che mi chiedono di fare una foto. Non dico mai di no, perché sono stato anch’io dalla loro parte, alla ricerca di un professionista che mi regalasse un po’ del suo tempo. A Bruxelles dopo il Fiandre quasi perdevo l’aereo per tornare a casa, mi fermavano tutti per una foto”.

Sta ora affrontando lo stesso percorso di avvicinamento al Tour di due anni fa: “Sto ripetendo il
programma senza variazioni – aggiunge –  Come nel 2017 ho fatto il Delfinato e poi mi sto preparando a Livigno, sto lavorando ma non più di tanto. Il Delfinato è stato duro, ho dovuto recuperare un po’”. In Francia proverà a mettersi in mostra, ma senza assilli particolari: “Speriamo di fare subito bene, sin dalla crono, poi si lavorerà per Uran, è lui il nostro capitano, un grandissimo professionista. Due anni fa siamo andati vicino a vincere con lui e questo è ancora l’obiettivo. Io non so ancora quali opportunità avrò e in quali tappe. Di solito la prima settimana è la più pericolosa, poi vedremo. Ma io vorrei raccogliere i frutti più avanti, a settembre”.

Infatti, l’obiettivo primario per il finale di stagione sarebbe il Mondiale dello Yorkshire: “Mi piace molto, abbiamo provato le due salite, con il secondo strappo decisivo che ti fa entrare in città. Mi piace perché è un percorso veloce, che si adatta a più scenari. È anche molto lungo, sarà importante arrivarci con un bel fondo. E di certo non ci sarà il rischio che sia una gara lenta”.

Appuntamento ora ai Campionati Italiani, nei quali non sarà facile centrare risultato: “Io sono da solo, vedrò
un po’ come si svilupperà la corsa. Può essere come due anni fa, quando vinse Aru. O come l’anno scorso, quando invece nonostante tutto vinse un velocista come Viviani. Vorrei prima di tutto concentrarmi sulla crono, poi ci penserò”.

Il suo successo al Fiandre sembra poter aprire la strada finalmente ad una generazione italiana di nuovo vincente: “Ci sono delle belle speranze, c’è un bel movimento: da Ciccone a Ballerini, a tanti altri. Penso che ci siano belle garanzie per il ricambio”.

Infine, svela un piccolo retroscena riguardo le politiche di allenamento della EF Education First: “La mia
squadra ha una politica molto libera, all’opposto di Astana o Ineos: facciamo due piccoli ritiri insieme e poi ognuno lavora come vuole. L’ho scelta anche per questo: io ho i miei posti, le mie abitudini, le mie salite”.

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