Vuelta a España 2025, arrestato l’uomo che ha cercato di saltare in strada al passaggio dei corridori: “Queste cose non le possiamo tollerare”

Un nuovo episodio ha turbato lo svolgimento della Vuelta a España 2025. Nel corso della tappa numero 15, a una cinquantina di chilometri dall’arrivo, una persona ha cercato di invadere la sede stradale proprio al passaggio dei corridori. Anche in questo caso si trattava di un manifestante che protestava per la presenza della Israel-Premier Tech in gara. Così come nell’episodio della caduta di Simone Petilli (Intermarché-Wanty), a farne le spese sono stati i corridori: questa volta ad andare a terra per la confusione creatasi, data anche dalla presenza di un poliziotto in strada, sono stati Javier Romo (Movistar) ed Edward Planckaert (Alpecin-Deceuninck).

Il belga non ha avuto conseguenze, mentre lo spagnolo ha riportato diverse escoriazioni e contusioni all’anca sinistra e al costato. Sull’accaduto si è espresso il direttore della Vuelta a España 2025, Javier Guillén: “Una persona è stata arrestata per essere entrata improvvisamente in carreggiata al passaggio dei ciclisti. Questo gesto ha costretto persino un agente della Guardia Civil a intervenire per cercare di impedire l’azione, che, data l’entità dell’intrusione, ha provocato la caduta del ciclista Movistar Javier Romo. È ovvio che questo tipo di azioni non può essere tollerato; ne stiamo già vedendo le conseguenze, visti i danni fisici ai ciclisti. Questi gesti mettono a repentaglio la sicurezza dei ciclisti, ma anche quella del pubblico e della persona che li mette in atto”.

Guillén aggiunge: “Chiediamo che queste azioni non accadano più – le parole diffuse dall’organizzazione – Abbiamo già visto cosa sta succedendo e, naturalmente, esprimiamo ancora una volta il nostro riconoscimento del diritto di tutti a manifestare pacificamente durante la Vuelta. Ciò che non possiamo permettere sono intrusioni di questo tipo o qualsiasi altra azione che metta a repentaglio la sicurezza dei ciclisti, che vogliono solo gareggiare e farlo in condizioni assolutamente normali, e stiamo facendo tutto il possibile per garantire che ciò avvenga. Naturalmente, collaboriamo con le forze e gli organi di sicurezza dello Stato per raggiungere questo obiettivo. Siamo sempre grati per tutti i servizi che ci forniscono, che ovviamente sono finalizzati solo ed esclusivamente alla tutela dei ciclisti affinché possano pedalare normalmente.”

Nell’immediato dopotappa aveva iniziato a circolare la voce che la Vuelta potesse rinunciare allo svolgimento dell’ultima tappa, a Madrid, per via delle proteste ma l’idea è stata smentita categoricamente dall’organizzazione.

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