Giro d’Italia 2019, Viviani lapidario: “Démare più forte, risultato da accettare. Domani ultima chance? Vediamo”

Per Elia Viviani continua ad essere stregato il Giro d’Italia 2019. Dopo quelli ottenuti a Fucecchio e a Pesaro, intervallati dal successo sfumato a tavolino ad Orbetello, il portacolori della Deceuninck-Quick Step si è dovuto accontentare del secondo posto anche sul traguardo di Modena, non riuscendo così a sbloccarsi nella Corsa Rosa dopo le quattro affermazioni della scorsa edizione. Rimasto fuori dalla maxi caduta innescata da Pascal Ackermann (Bora-hansgrohe), e della quale hanno fatto le spese tra gli altri anche Jakub Mareczko (CCC Team), Matteo Moschetti (Trek-Segafredo) e Simone Consonni (UAE Team Emirates), sotto il triangolo rosso dell’ultimo chilometro, il campione italiano non è riuscito a uscire dalla ruota di Arnaud Démare (Groupama-FDJ), che ha così potuto cogliere il suo primo successo nel GT italiano.

L’olimpionico dell’omnium ha commentato così il risultato odierno a caldo: “Démare è stato più forte e c’è da accettare il secondo posto. Nel finale abbiamo scelto il momento migliore per muoverci. Ci siamo infilati tra i treni di Groupama-FDJ e Lotto Soudal e nel finale ho provato a saltare fuori dalla ruota di Ewan, ma Démare è riuscito a fare uno sprint molto lungo e ha resistito. Complimenti a lui. Alla fine era una giornata tranquilla, il gruppo non andava piano ma eravamo appallati perché non c’era una fuga da prendere e tutti volevano stare davanti per il nervosismo che c’è nel finale. Al Giro non si va mai piano, ve lo posso assicurare. Ci sono ancora Santa Maria di Sale e domani, quanto starò qua vediamo”.

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