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Bahrain-McLaren, Mark Cavendish ammette di aver sofferto di depressione: “Ho avuto pensieri neri”

Nella vita di un campione ci sono picchi molto alti, ma gestire i bassi non è semplice. Capita purtroppo spesso di sentire che nei momenti più duri delle carriere di grandi atleti ci possono essere stati psicologici molto difficili da vivere. Ad avere la forza di confessare un suo periodo molto difficile è stato ieri Mark Cavendish, che ha raccontato al Times di aver ricevuto la diagnosi clinica di depressione nell’agosto 2018. Campione del mondo su strada e pista, vincitore della Milano – Sanremo e di 30 tappe al Tour de France, per un totale di 146 successi solo su strada, il britannico non vince dal febbraio di quell’anno, con un totale di appena due vittorie negli ultimi tre anni. Il suo grande nemico è stata inizialmente la mononucleosi, che lo ha debilitato fisicamente mentre inseguiva il suo sogno di diventare il corridore più vincente della storia alla Grande Boucle (spodestando così il cannibale Eddy Merckx), portandolo ad elaborare “pensieri neri”.

“Non ho sofferto solo fisicamente in questi anni, ho sofferto anche di depressione – ammette al quotidiano in maniera chiara – Non ho preso medicine, ma sono stato aiutato. Ormai, sono riuscito a superarla e sono riuscito ad uscire da questo periodo molto doloroso. Ora riesco a vedere gli aspetti positivi della vita”.

Corridore abituato ad essere il migliore, accostato ai giganti di ogni tempo per le sue qualità allo sprint, il corridore dell’isola di Man ha dovuto chiaramente affrontare le conseguenze della sua mancanza di risultati. In un ambiente sportivo di alto livello le pressioni e le aspettative sono sempre altissime, specialmente per persone abituate a vincere e che puntano sempre più in alto. Una situazione che dunque ha portato a grandi difficoltà, creando una spirale dalla quale uscire è stato molto difficile.

Ma ora finalmente è riuscito a superare, tanto da potersi persino godere questi giorni così difficili, grazie alla sua famiglia. Confinato in casa con sua moglie Peta Todd e i suoi tre figlia, approfitta al meglio di quello che ha: “Poter vivere questa situazione come genitore, mi rende davvero felice – aggiunge – Mi dà altre motivazioni e mi permette di rimanere sano”. Tutto quello che ha vissuto gli permette anche di vivere con maggiore serenità la lunga attesa e le incertezze sull’eventuale rientro: “L’incertezza del presente riguardo quando sarei potuto tornare a correre è qualcosa che ho già vissuto per due anni”.

Intenzionato a dimostrare di poter tornare quello di un tempo, il quasi 35enne è passato quest’anno alla Bahrain-McLaren, con la quale ha firmato un contratto di un anno. Non mancano chiaramente alcune preoccupazioni su quello che questa situazione potrà rappresentare per lui nello sport, ma per il momento è qualcosa di prematuro a cui pensare, in una stagione nella quale ha l’impressione che non si tornerà neanche a correre. “Non credo ci saranno corse quest’anno – aveva detto in una videochiamata condivisa con Bradley Wiggins – Eventualmente, bisognerebbe dare priorità ai Mondiali e al Tour de France. Comunque, ci sono persone per le quali la situazione è decisamente peggiore. Nel ciclismo viviamo in una specie di bolla”.

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