Tour de France 2026, Jonas Vingegaard pronto alla sfida: “Uscito bene dal Giro, sto bene mentalmente e fisicamente”

Jonas Vingegaard arriva al Tour de France 2026 con grande fiducia. Se il suo grande rivale Tadej Pogacar ha avuto un approccio praticamente perfetto continuando a trasformare in oro praticamente ogni cosa che ha toccato, il danese è stato all’altezza delle aspettative in ogni frangente, vincendo a sua volta le sue sfide che si era messo davanti, tra cui ovviamente un Giro d’Italia dominato in ogni aspetto, portandosi a casa Maglia Rosa e cinque tappe, distanziando puntualmente i rivali a ogni salita, apparentemente senza grande sforzo. Entrato così nel club degli otto che hanno vinto tutti i grandi giri, il leader della Visma | Lease a Bike punta dunque ora a diventare il nono corridore in assoluto a vincere il Giro e il Tour nella stessa stagione, un club nel quale due anni fa è entrato anche lo sloveno.

Una sfida sicuramente impegnativa, ma lo scalatore scandinavo non vede la Corsa Rosa come un ostacolo.”Senza nulla togliere a nessuno al Giro, è vero che non ho dovuto spingermi fino al limite – ha commentato ieri a margine della presentazione delle squadre – Non sono uscito dal Giro completamente allo stremo delle forze. Se esci dal Giro in ginocchio, ti servono due settimane, forse anche di più, per recuperare. A quel punto è difficile iniziare a prepararsi per il Tour perché il Tour è già alle porte. Per quanto mi riguarda, sono uscito dal Giro in buone condizioni e ho potuto iniziare abbastanza rapidamente a prepararmi per il Tour de France“.

Già capace di brillare in carriera in un GT dopo averne corso uno, anche se non vinto, come successo alla Vuelta 2023 e 2025, concluse in seconda posizione (“battuto” solo dal compagno Sepp Kuss) e vincitore lo scorso anno, Vingegaard conosce dunque bene il suo fisico e sente che può reggere questo impatto. Peraltro, ci arriva anche con la sensazione che la sua stagione è comunque già un successo grazie allo storico trionfo di Roma, alleggerendo così la sua posizione al via di Barcellona. “Da un lato, ovviamente, ho avuto una stagione molto buona finora – ammette – E questo alleggerisce un po’ la pressione su di me e sulla squadra, anche se il Tour de France rimane la gara più importante. È ancora la gara che vuoi davvero vincere. Sono molto felice, soprattutto per aver vinto il Giro d’Italia e ora per aver conquistato tutti e tre i Grandi Giri. Ma sono qui per puntare alla vittoria“.

Un cambiamento nel suo programma che è servito per togliersi il peso di anni fotocopia, creando una nuova sfida che mentalmente gli ha dato aria fresca: “Non mi andava proprio di fare quello che avevo fatto negli ultimi cinque anni. Fare sempre la stessa cosa non mi motivava più di tanto. Avevo bisogno di un cambiamento. Quest’anno mi sono divertito un po’ di più in sella rispetto all’anno scorso. Sto davvero bene, sia fisicamente che mentalmente“.

La sfida resta comunque di altissimo livello visto che deve affrontare “probabilmente il miglior corridore che sia mai stato in un gruppo”. A batterlo nei GT, ad eccezione della Vuelta 2019 quando era al suo esordio, non c’è riuscito nessun altro se non lui, due trionfi che gli danno la fiducia di credere che un’altra vittoria sia possibile. “Essere riuscito a staccarlo è qualcosa di davvero straordinario per me. È qualcosa di cui sono estremamente orgoglioso. Mi dà la motivazione per provare a farlo di nuovo e per provarci anche quest’anno. Mi dà anche la fiducia di essere uno di quelli che possono davvero sfidarlo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio