Siamo praticamente a metà Tour de France 2025 e in Maglia Gialla c’è un corridore sicuramente fortissimo, ma inatteso in quella posizione di classifica, Ben Healy. Il portacolori della Ef Education-EasyPost ha costruito il suo attuale primato con due fughe da lontano: con la prima, nella sesta tappa, è andato a prendersi anche una vittoria parziale, mentre la seconda, nella frazione numero 10, proprio prima del giorno di riposo, gli è servita per recuperare il ritardo dai primissimi della classifica generale e per balzare davanti a tutti. Così, Healy ripartirà da Toulouse con il simbolo del primato addosso e con 29″ di vantaggio su Tadej Pogačar.
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“Tutta la squadra si è spesa nel tentativo di mettere in atto la strategia che avevamo pensato per la tappa – le parole del direttore generale della Ef Education-EasyPost, Jonathan Vaughters, raccolte da CyclingNews – I ragazzi che sono andati in fuga insieme a Healy lo hanno aiutato al massimo e credo che nel confronto fra quello che ha fatto Harry Sweeny davanti e quello che hanno fatto Tim Wellens e Nils Politt dietro, vinca Sweeny di un buon minuto e mezzo. È stato impressionante ed è per questo che è stata una giornata davvero speciale per noi”.
E adesso? “Adesso ci sarà tanto lavoro da fare nei prossimi due giorni, ma penso che abbiamo un gruppo di corridori che non vede l’ora di mettersi a tirare il gruppo – il commento di Vaughters – Sarà divertente. Vogliamo onorare la Maglia Gialla. Healy? Non voglio mettergli pressione, ma tendo a non misurare le parole: penso che possa sicuramente chiudere fra i primi 10 a Parigi. Un posto nei primi 5? Ci vorrebbe una serie di prestazioni eccezionali, ma è tutto da vedere. Per me è fattibile, anche perché, in uno scenario ottimistico, non puoi sapere a quanto distacco dai primi due potrebbe essere il terzo classificato…”.
L’ex corridore e ora dirigente statunitense aggiunge: “Il Tour è una gara lunga, a volte qualcuno si ammala e altre volte qualcuno ha delle brutte giornate. Se devi sognare, è giusto farlo in grande. Ma, comunque, se Ben dovesse finire dodicesimo a Parigi, va bene lo stesso. Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, ora corriamo per divertirci. Certo, abbiamo la curiosità di vedere fin dove può arrivare e cosa può raggiungere, ma senza pressioni particolari. Di solito, quando ti trovi in questa posizione, a questo punto di una gara, capitano belle cose…”.