Vuelta a España 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2026.

  • Matthew Brennan (Visma | Lease a Bike): Terzo squillo per il giovane corridore britannico che si conferma miglior velocista in questa edizione della Vuelta. Non era una giornata scontata e la fatica inizia a farsi sentire nelle gambe essendo a metà corsa. Tuttavia lui è perfetto nella gestione dello sforzo, supportato da un treno d’elite con Christophe Laporte e Wout Van Aert che lo porta in carrozza fino agli ultimi metri. Vincere non è mai semplice, malgrado televisivamente sembra che questo ragazzo sia di un altro pianeta rispetto agli avversari.
  • Eddie Dunbar (Pinarello Q36.5 Pro Cycling): Nel 2024 vinse due tappe alla Vuelta, poi per varie ragioni non è più riuscito a trovare il miglior colpo di pedale. Il 30enne irlandese è ancora lontano dalla miglior condizione, ma non si può dire che non ci provi. Anche oggi, in un finale che sembrava già scritto, è stato l’unico a provare a inventarsi qualcosa nel tratto in salita. Ode al coraggio, peccato che non ci sia stato nessun altro a seguirlo. E considerando che in caso di sprint c’era un favorito assoluto, forse qualche altra squadra avrebbe potuto azzardare di più.
  • Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike): Pesce pilota perfetto, con tanto di quinto posto che gli permette di prender punti per la Maglia Verde. Il belga è ancora una volta grande protagonista e riscatta parzialmente la giornata di ieri, dove da favorito non è riuscito ad andare a segno. Tra l’altro interessante anche la sua volatina al GPM: che stia facendo un pensierino anche alla Maglia a Pois? Non è troppo distante da Santiago Buitrago e ha dimostrato di potersela giocare anche nelle tappe di montagna.
  • Ventagli: a 90 chilometri dall’arrivo sembravano esserci le condizioni per un azione con il vento laterale. C’è stato un timido tentativo, ma alla fine tutto è passato senza scossoni. Non è mai semplice trovare il momento giusto per piazzare questo genere di attacchi e le squadre devono anche gestire gli sforzi. Da un certo punto di vista è un’occasione persa, specialmente per quelle squadre di uomini di classifica, come la Red Bull – BORA – hansgrohe, più attrezzate a livello di passisti. Si poteva tentare di mettere in difficoltà qualche altro big.
  • Mads Pedersen (Lidl-Trek): Esce di scena abbastanza mestamente dalla Vuelta. E ci ricorda che anche i fuoriclasse assoluti sono esseri umani. Dopo un Tour corso all’arrembaggio, ha faticato parecchio in queste prime tappe nella corsa spagnola, fino a optare per il ritiro. Forse era dovuto, forse avrebbe potuto stringere i denti e provare a giocarsela almeno oggi. Sta di fatto che, data la fatica che stava facendo, è anche opportuno fermarsi un attimo e capire cosa ci sia che non vada.
  • Alberto Dainese (Soudal Quick-Step): Era una buona giornata, almeno sulla carta, per lo sprinter italiano che invece paga dazio in salita e giunge attardato con più di cinque minuti. Le occasioni per corridori con le sue caratteristiche non sono moltissime, perderne una così è un peccato. Va detto che nessuna volata alla Vuelta è regalata e una piccola giornata storta cosa caro. Avrà modo di rifarsi, sperando che la condizione possa migliorare strada facendo.  

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