Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck): Se c’era qualche dubbio sulla sua effettiva condizione post caduta al Tour de France, il belga li ha spazzati tutti via con lo spostamento d’aria della sua volata. I compagni di squadra gestiscono gli ultimi chilometri alla perfezione e gli consegnano un’occasione da gol facile facile, ma il modo in cui lui finalizza merita applausi e complimenti. Così, nella collezione di casa, arriva anche una Maglia Roja, dopo la Gialla indossata qualche settimana fa.
Elia Viviani (Lotto): Prima della partenza aveva annunciato di volersi giocare le sue carte e il veronese è stato di parola. Reattivo nei chilometri finali, si guadagna una buona posizione al momento di lanciare la volata; Philipsen è forse un rivale troppo duro, almeno in termini di pura esplosività, ma l’azzurro riesce comunque a strappare un buon quarto posto. Se la condizione dovesse ulteriormente migliorare con il passare dei chilometri, potrà togliersi altre, e più grandi, soddisfazioni.
Alessandro Verre (Arkéa-B&B Hotels): Riesce ad entrare nella fuga di giornata, cosa che gli è abbastanza abituale, e, soprattutto, riesce a cavarne fuori, in una giornata in cui era impossibile pensare di arrivare al traguardo con ambizioni di successo, la Maglia a Lunares Azules, ovvero quella riservata al primo classificato nella graduatoria dei Gpm. Così, l’italiano entra nelle foto di fine giornata da premiato e potrà godersi una giornata in maglia distintiva durante la seconda tappa: tenerla, visto il percorso della frazione di Limone Piemonte, sembra molto difficile, ma non si sa mai…
Mads Pedersen (Lidl-Trek): Di solito gli riesce tutto, ma questa volta non è fra i protagonisti del finale di gara. Sembra esserci un po’ di incertezza fra lui e il compagno chiamato ad aprirgli la strada nel finale, ovvero Søren Kragh Andersen: l’iridato di Harrogate parte troppo tardi e il divario nei confronti di Philipsen e degli altri colleghi lanciati in volata si è fatto ormai insormontabile. Avrà tempo e modo per rifarsi.
Casper van Uden (Picnic-PostNL): Rispetto al collega sopra citato, il neerlandese avrà meno opportunità per lasciare il suo marchio negli ordini di arrivo e il non aver sfruttato la possibilità novarese potrebbe già condizionare tutto il bilancio della sua partecipazione. Fra i velocisti puri è uno dei meglio qualificati in gara, ma questa volta gli manca lo spunto necessario per occupare una delle posizioni più rilevanti dell’ordine d’arrivo.
Arne Marit (Intermarché-Wanty): La squadra lo accompagna con un sostegno di buon livello fino alla fase decisiva della tappa, ma il belga, confermando che finora non è proprio la sua stagione, non riesce a trovare né il colpo di pedale né lo spazio giusto per andare a prendersi almeno un piazzamento di qualità. Potrà riprovarci, anche se le occasioni a disposizione non saranno poi così tante.
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