Le 10 Scommesse del 2025… un anno dopo: Tom Pidcock e Simon Yates centrano gli obiettivi, Maxim Van Gils non mantiene le attese, Caleb Ewan chiude avvolto nel mistero
All’inizio dell’anno vi avevamo proposto quelle che, secondo noi, sarebbero state le 10 Scommesse del 2025. Guardando ai movimenti dello scorso CicloMercato, avevamo cioè individuato quei trasferimenti che avrebbero potuto rappresentare una “scommessa”, vuoi per il corridore, che si trovava magari a lasciare ambienti ben conosciuti per entrarne in nuovi, o vuoi per le squadre, che decidevano di puntare su un atleta da rilanciare o tutto da scoprire sui palcoscenici più importanti. Conclusa la stagione, andiamo quindi a vedere se le decisioni, degli uni e delle altre, si sono rivelate azzeccate, presentandovi i dieci nomi che avevamo scelto nello stesso ordine in cui ve li avevamo proposti.
1. Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling Team): I dubbi e le domande sull’inglese, dopo il divorzio dalla Ineos e l’approdo in una squadra Professional, erano tanti. Alla fine, la strada ha parlato e ha riferito di un corridore capace di andare forte da gennaio a ottobre, tanto da vincere la prima corsa affrontata con la nuova maglia (l’AlUla Tour) e da chiudere fra i migliori l’ultima gara del calendario su strada, Il Lombardia. Nel mezzo ci sono il podio finale alla Vuelta a España (in risposta a chi diceva che non dovesse puntare alle classifiche generali) e una lunghissima serie di piazzamenti (secondo alla Strade Bianche e al Giro dell’Emilia, terzo alla Freccia Vallone), che hanno fruttato anche un gran carico di punti UCI, preziosissimi per il futuro a breve termine della squadra. Evidentemente, il cambio di aria gli ha fatto molto bene.
2. Simon Yates (Visma | Lease a Bike): Cambiare squadra e vincere subito un Grande Giro non è da tutti. L’inglese ce l’ha fatta, portando a casa il Trofeo senza Fine del Giro d’Italia dopo tre settimane corse con grande attenzione e coronate con il memorabile attacco sul Colle delle Finestre. Per lui è stato un successo che alza ancora di più il tenore di una carriera già notevole, per la squadra è stata l’ulteriore conferma di un legame particolarmente stretto con le corse di tre settimane (in contumacia Tadej Pogačar). Inoltre, il gemello in giallonero ha aggiunto alla sua bacheca anche una tappa al Tour de France. Scommessa ripagata, ampiamente.
3. Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team): Vederlo in gara senza i colori della Soudal Quick-Step è stato sicuramente curioso, così come c’era curiosità intorno a quello che poteva essere il suo livello di prestazioni con la nuova maglia. Alla fine il bilancio annuale del bi-iridato è discreto, nobilitato soprattutto dalla vittoria del Gp Québec 2025. I risultati non sono mancati (podio alla Tre Valli Varesine, podio nella generale del Tour of Britain e quinto alla fine del Giro di Svizzera), ma da un corridore del suo stampo ci si poteva aspettare qualcosa in più, anche, se non soprattutto, al Tour de France (un terzo posto di giornata il suo miglior piazzamento). La funzione di “traino” di una squadra sì Professional, ma molto ambiziosa, l’ha comunque svolta e nel 2026, probabilmente, potrà selezionare con più cura gli obiettivi cui puntare.
4. Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team): Lasciare la UAE Emirates XRG non deve essere stata una transizione facile, dato che lo svizzero è passato dalle 9 vittorie del 2024 al singolo successo, arrivato a febbraio, della stagione appena conclusa. Lui cercava più spazio e sicuramente, in una squadra battente la sua stessa bandiera, lo ha trovato, non trovando però il colpo di pedale stronca-avversari visto nel recente passato. Il ruolino di marcia, comunque, in termini assoluti è stato discreto, soprattutto nella seconda parte della stagione, ma ci si aspettava di più. Passata la stagione di assestamento e visto il calendario cui avrà diritto la sua squadra nel 2026, c’è ancora parecchio margine perché la scommessa si riveli del tutto vincente.
5. Ethan Hayter (Soudal Quick-Step): L’inglese aveva deciso di lasciare “casa” Ineos dopo cinque stagioni, alla ricerca di nuovi stimoli e, probabilmente, di nuovi metodi di allenamento. La sua scelta è caduta sulla formazione belga, che già in passato era stata capace di rilanciare corridori parsi un po’ smarriti, soprattutto in tema di specializzazione. Il londinese ha deciso di lasciare da parte il discorso “volate” e di concentrarsi sulle cronometro, raccogliendo una fruttuosa serie di risultati: sono arrivate infatti cinque vittorie (compresa quella al Campionato nazionale di Gran Bretagna) e altre prestazioni di ottimo livello. Dal punto di vista del morale, il corridore è parso più pimpante e libero e chissà che in un futuro prossimo non tornino a fluire i risultati anche nelle gare in linea.
6. Caleb Ewan (Ineos Grenadiers): Se si parla di “scommessa”, il tentativo di rilancio dell’australiano con la maglia della squadra inglese non ha proprio ripagato la puntata. Arrivato a stagione iniziata, dopo la fine della seconda esperienza di carriera con la Jayco-AlUla, il velocista 31enne si è presentato al via di due gare, la Settimana Coppi e Bartali (una vittoria) e, un paio di settimane dopo, il Giro dei Paesi Baschi: qui, è successa una cosa quantomeno insolita, con Ewan che ha corso la cronometro di apertura, ha vinto la seconda tappa e poi si è ritirato, per poi chiudere definitivamente la carriera giusto qualche settimana dopo.
7. Maxim Van Gils (Red Bull-Bora-hansgrohe): Intorno al belga si era animato un “tormentone” di CicloMercato, dato che il corridore decise di interrompere, prima della naturale scadenza, il contratto con la Lotto per unirsi alla formazione WorldTour tedesca già a inizio 2025. Condizionato però da una serie di problemi e di interruzioni della preparazione, il 25enne fiammingo non è riuscito a lasciare il suo segno e, soprattutto, a trascinare un settore di squadra, quello delle Classiche di un giorno, che ha raccolto poche soddisfazioni nell’arco dell’anno. Il suo momento più brillante è coinciso con la Clásica San Sebastián, chiusa sul terzo gradino del podio. Sono arrivate anche due vittorie di tappa, fra Vuelta a Andalucia e Giro di Norvegia, ma gli obiettivi di partenza, suoi e della squadra, erano ben altri.
8. Johannes Staune-Mittet (Decathlon AG2R La Mondiale): Sul norvegese ci sono, ormai da tempo, molte aspettative, soprattutto per quel che riguarda le corse a tappe. La sua separazione dalla Visma|Lease a Bike, con cui ha condiviso il percorso di crescita verso il professionismo, è stata per certi versi una sorpresa, ma il cambio di colori non ne ha rivitalizzato le ambizioni. Un inizio di stagione discreto, qualche tentativo di attacco da lontano senza successo e il primo Grande Giro della carriera, la Vuelta, portato a termine, senza però particolari sussulti. Di tempo ne ha ancora (compirà 24 anni a gennaio) e la squadra francese ha fiducia in lui (contratto fino al 2027): da vedere se riuscirà a fare quel passo in più tanto atteso.
9. Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost): A inizio stagione il danese cominciava una nuova vita ciclistica, lasciando quella Soudal Quick-Step per cui correva dal 2018 per unirsi alla formazione statunitense diretta da Jonathan Vaughters. Complessivamente, non è stata una stagione clamorosa, considerando i tanti giorni di corsa (76) e rapportandoli al numero di risultati importanti, date le sole tre presenze nei primi 10 dei relativi ordini d’arrivo. Detto che due di queste sono arrivate nelle prove dei Campionati nazionali di Danimarca, la terza è però di notevolissimo spessore, dato che coincide con la vittoria della tappa di Nova Gorica al Giro d’Italia. Forse un po’ poco per definire del tutto “vinta” la scommessa, ma la zampata è stata da vero campione.
10. Lennard Kämna (Lidl-Trek): La squadra statunitense aveva deciso, lo scorso inverno, di accogliere nelle sue fila un corridore costretto a rimanere lontano dalle corse per nove mesi, a seguito di un tremendo incidente in allenamento, con il guidatore di un’automobile che lo aveva investito. Il tedesco, allora 28enne, era tornato in gara giusto un anno dopo l’incidente, alla Volta a Catalunya. Dopo il necessario periodo di assestamento, sono arrivati anche alcuni risultati interessanti, fra cui il sesto posto finale al Giro di Romandia e un Giro d’Austria corso da protagonista. Il percorso imboccato sembra quello giusto e chissà che i due anni di contratto che ancora gli restano non gli diano la tranquillità necessaria per proseguire verso il ritorno al massimo livello.
| Crea la tua Fantasquadra per il Tour de France 2026: montepremi minimo di 8.500€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |





