Guillermo Thomas Silva (XDS Astana): Che fosse un corridore di qualità già si sapeva, visto che di buoni risultati ne aveva messi in fila diversi negli ultimi anni. A 24 anni, però, vive la giornata migliore della sua carriera, propiziata anche dall’eccellente lavoro del compagno di squadra Christian Scaroni. Vince la tappa, mette la Maglia Rosa e in buona sostanza fa la storia del ciclismo uruguagio, regalando inoltre un successo molto pesante alla squadra.
Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe): Il primo squillo di Jonas Vingegaard è arrivato e il marchigiano ha risposto, anche se ci ha messo qualche secondo per farlo. L’italiano prende la ruota del danese sull’ultima ascesa e non lo molla più, muovendosi con matura circospezione nel finale. Vede sfumare l’occasione di giocarsi il successo di tappa, anche se si getta comunque nella “volatina” finale”, ma in testa avrà probabilmente qualcosa di più importante.
Lennert Van Eetvelt(Lotto-Intermarché): Si avvicinava al Giro con parecchi dubbi, visti i viari guai fisici avuti nell’arco della prima parte di stagione. Quando la corsa si infiamma, però, è uno dei pochissimi ad accettare la sfida lanciata da Vingegaard, dando un’impressione convincente. Prova a pensare anche alla tappa e forse ragiona in maniera un po’ troppo conservativa, ma, in questo caso, sono più importanti le sensazioni.
Jan Christen (UAE Emirates XRG): Giusto perché, probabilmente, con una gestione più accorta delle energie del finale, avrebbe potuto ottenere ben di più. È lui infatti il primo a chiudere sui tre al comando, facendolo però da solo e mettendosi in una situazione tattica abbastanza complicata all’interno dell’ultimo chilometro: alla fine è ottavo e rimane la nota più lieta della squadra in una giornata da incubo.
Corbin Strong (NSN): Diversi suoi compagni finiscono a terra nel maxi-incidente, ma lui riesce a evitare il peggio, pur essendo stato costretto a fermarsi. La condizione non deve essere comunque quella ideale, perché, così come dimostrato dal rientro di alcuni corridori dotati di spunto veloce, riuscire a tornare in ballo per il successo era comunque possibile. A lui non è riuscito.
Chris Harper (Pinarello-Q36.5): È l’uomo di classifica di una squadra che ha perso subito il suo velocista, ma finisce per incassare un minuto di ritardo in un finale che era sì insidioso, ma tutt’altro che complicato. Spazio per andare a caccia di piazzamenti importanti, da qui a Roma, ce ne sarà eccome, ma per un corridore come l’australiano è importante non perdere troppo terreno dalla potenziale concorrenza, in contesti non impossibili.
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