Giro d’Italia 2026, Sepp Kuss conquista la tappa regina! 3° Giulio Ciccone, 7° Damiano Caruso, 8° Davide Piganzoli, Jonas Vingegaard saldo in Maglia Rosa
Sepp Kuss trionfa anche al Giro d’Italia 2026. Il dominio Visma | Lease a Bike si concretizza ancor di più quest’oggi con la vittoria di tappa del suo gregario storico, che si inserisce nella fuga di giornata, controllando la corsa con grande tranquillità prima di piazzare la stoccata decisiva sulla salita finale andando a riprendere Giulio Ciccone (Lidl-Trek), poi terzo alle spalle del compagno Derek Gee-West. Tutti facevano parte della maxi-fuga di giornata, così come Damiano Caruso (Bahrain Victorious), settimo all’arrivo, superato dai primi della generale, ovvero Felix Gall (Decathlon CMA CGM), Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e Jai Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe), che chiudono in quest’ordine a 39 secondi dal vincitore.
La Maglia Rosa resta dunque saldamente sulle spalle del danese, che oggi non attacca, lasciando fare gli altri, avendo anche il suo fedele compagno lanciato verso la vittoria, nonché Davide Piganzoli (Visma|Lease a Bike) poco dietro, in lotta per la Maglia Bianca, con l’italiano, ottavo all’arrivo, che recupera molto terreno su Afonso Eulalio (Bahrain Victorious), scalzato anche da Derek Gee-West, che si prende così la quinta posizione, a 6’31” dal leader. Davanti a lui Thymen Arensman (Netcompany Ineos), che a sua volta fatica nell’ascesa conclusiva, perdendo il podio a vantaggio di Jai Hindley (Red Bull – Bora – hansgrohe), che ora si trova a 5’04” contro i 5’33” del neerlandese. Resta secondo Felix Gall (Decathlon CMA CGM), che dopo il bel lavoro dei compagni ha provato ad attaccare sull’ultimo GPM di giornata, senza tuttavia mai riuscire a staccare Vingegaard. L’austriaco ha comunque consolidato al seconda posizione, visto che si trova a 4’03” dal danese.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Le prime fasi di gara fanno registrare alcuni scatti e allunghi non troppo convinti: nessuno riesce quindi a fare la differenza e il gruppo si mantiene dunque compatto nei primi 30 chilometri di gara, durante i quali il fatto maggiormente rilevante è il ritiro di Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG). Nel fondovalle che anticipa l’inizio del primo GPM di giornata, il Passo Duran, riescono invece ad avvantaggiarsi Chris Harper (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), Johannes Kulset e Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility), che vengono preso raggiunti da Manuele Tarozzi e Filippo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber), Joshua Kench (Groupama-FDJ United), Lorenzo Rota (Lotto-Intermarché), Iván García Cortina (Movistar Team), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Thomas Silva (XDS Astana Team), Mikkel Bjerg e Jan Christen (UAE Team Emirates XRG).
Questi 16 iniziano la salita con 30″ di margine sul gruppo, tirato dalla Lidl-Trek, che vuole tenere vicino i battistrada per lanciare all’attacco Giulio Ciccone. L’abruzzese si muove infatti sulle prime rampe dell’ascesa e a lui si accodano altri corridori, tra cui Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike), ma inizialmente questi uomini non riescono a prendere margine sul plotone. Ad aiutare Ciccone arriva quindi il compagno di squadra Matteo Sobrero, che aumenta l’andatura e consente all’abruzzese e ad altri corridori di sganciarsi. Tra questi si segnalano Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Darren Rafferty e Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Enric Mas ed Einer Rubio (Movistar Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Alberto Bettiol (XDS Astana Team) e nuovamente Sepp Kuss.
Gli inseguitori riescono a riportarsi sui battistrada (dove nel frattempo alcuni uomini hanno perso contatto) ai -100 dalla conclusione, ma da dietro non si fermano gli attacchi e, tra gli altri, si muovono anche nomi importanti quali Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), quest’ultimo supportato da William Barta e Mathys Rondel. Da solo, O’Connor riesce inizialmente a rientrare sul gruppetto di testa, tuttavia poi l’australiano va in difficoltà e si stacca, venendo raggiunto dal drappello Storer – Gee-West e perdendo contatto anche qua. Dopo qualche rimescolamento, tra corridori perdono contatto e altri che riescono a riaccodarsi, davanti si forma un gruppo di 14 unità in vista del GPM.
A comporlo sono Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Enric Mas, Lorenzo Milesi ed Einer Rubio (Movistar Team), Embret Svestad-Bårdseng (Netcompany INEOS), Jan Hirt (NSN Cycling Team), Chris Harper (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike), Wouter Poels (Unibet Rose Rockets), Johannes Kulset (Uno-X Mobility), Alberto Bettiol (XDS Astana Team) e Giulio Ciccone (Lidl-Trek), che passa poi per primo al GPM guadagnando così 40 punti. A 30″ scollinano invece Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Derek Gee-West (Lidl-Trek), Matteo Sobrero (Lidl-Trek), Juan Pedro López (Movistar Team), David De La Cruz (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Michael Storer, William Barta, Florian Stork e Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team), un po’ più dietro anche Mikkel Bjerg e Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG), mentre il gruppo giunge in vetta con un distacco di 1’50”.
La successiva discesa consente a Bjerg di riportarsi sugli inseguitori e, con l’inizio della salita di Coi, tutti quanti rientrano sui 14 al comando, compreso anche Arrieta. Davanti diventano quindi in 26, ma questa composizione dura poco dato che Ciccone e Rubio allungano e riescono a guadagnare una trentina di secondi sugli altri attaccanti, tra i quali vanno in difficoltà Bjerg e Arrieta. L’abruzzese transita per primo al GPM, dove il gruppo, tirato dalla Visma | Lease a Bike con Tim Rex, passa con un ritardo di 2’20” e già ridotto a una trentina di unità. La salita subito seguente, Forcella Staulanza, non modifica più di tanto la situazione, con Ciccone che fa anche qui il pieno di punti scollinando per primo davanti a Rubio. Poco dietro, distanziati tra loro, transitano Harper e Crescioli, mentre il resto degli inseguitori, con l’eccezione di Milesi, López e Rafferty, passa con un ritardo di 23″.
Harper e Crescioli rientrano su Ciccone e Rubio lungo la successiva discesa, ma con l’inizio del Passo Giau anche gli altri riescono a riaccodarsi, anche se diversi fuggitivi iniziano a perdere contatto. Vanno in difficoltà Mas, Stork, Barta, Poels, Van der Lee, De La Cruz, Bettiol, Kulset e Crescioli, ma anche in gruppo, che comincia la salita con 2’50” di ritardo, prosegue la selezione grazie al cambio di passo di Bart Lemmen (Visma | Lease a Bike). Con la Maglia Rosa restano in 14 e l’unico tra i big a saltare è Ben O’Connor, mentre Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) riesce a resistere, pur mantenendosi nelle ultime posizioni. Dopo qualche chilometro di salita, Ben Zwiehoff (Red Bull-Bora-hansgrohe) si porta davanti per provare a forzare ulteriormente l’andatura, ma solo Victor Campenaerts (Visma | Lease a Bike) e Koen Bouwman (Team Jayco AlUla) vanno in difficoltà.
Davanti, invece, è Pellizzari ad attaccare a meno di tre chilometri dallo scollinamento. Inizialmente lo seguono solo Ciccone e Rubio, ma il colombiano si stacca subito, venendo raggiunto poco dopo da Kuss, con cui si riporta sui due al comando. Si riagganciano poi anche Gee-West e Storer e pure Caruso e Hirt poco prima del GPM, dove Ciccone transita primo e conquista così la Cima Coppi, oltre a 50 punti che gli valgono il sorpasso virtuale su Jonas Vingegaard nella classifica della Maglia Azzurra.
Nella salita seguente, il Passo Falzarego, la situazione resta sostanzialmente invariata, con i fuggitivi che proseguono tutti assieme di buon accordo fino al Chilometro Red Bull, dove Gee-West lancia uno sprint da lontano prendendosi la prima posizione davanti a Storer e Rubio, che non la prende bene. Ripreso il campione canadese, il colombiano mostra tutto il suo disappunto finendo così per attaccare in vista del GPM per togliere i punti a Ciccone, che non si aspettava questa mossa visto che i due avevano parlato in precedenza proprio per non farsi la guerra e non spendere energie preziose.
L’abruzzese trasforma la rabbia in benzina e si tuffa in discesa con decisione, guadagnando così oltre un minuto sui suoi ex compagni di avventura, tra i quali tirano solo Storer e Kuss, mentre gli altri, partendo ovviamente da Gee-West, si accodano. Arrivati alla salita conclusiva è Pellizzari a provare ad alzare il ritmo, subito seguito da Kuss, mentre Gee-West prosegue del suo passo e gli altri devono arrendersi. L’americano non tarda poi a rilanciare, iniziando un inseguimento solitario che corona poco prima dei due chilometri alla conclusione, superando l’abruzzese con grande facilita per involarsi verso l’arrivo, seguito a distanza dal solo campione canadese, che tuttavia non può impedire allo statunitense di cogliere un successo di grande prestigio.
Nel frattempo, la battaglia fra i big arriva per distanziamento progressivo sino alla salita finale. A dettare il ritmo sul Passo Giau è Bart Lemmen (Team Visma | Lease a Bike), che tiene un ritmo proibitivo per molti, tanto che alla sua ruota in cima restano soli i compagni Davide Piganzoli e Jonas Vingegaard, Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team), Gregor Mühlberger (Decathlon CMA CGM Team), Egan Bernal (Netcompany INEOS), Thymen Arensman (Netcompany INEOS), Jai Hindley (Red Bull – BORA – hansgrohe) e Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), che in ultima ruota soffre, ma resiste.
Nella discesa ritrovano Svestad-Bårdseng, De La Cruz, Crescioli, Kulset e Staune-Mittet, con il primo e l’ultimo che danno il loro contributo per i rispettivi capitani, ma senza pesare sulla lotta per la classifica, né la tappa, visto che il distacco cresce. Ai piedi della salita finale interviene tuttavia Egan Bernal ad alzare il ritmo, prima che Mühlberger alzi ulteriormente il ritmo per favorire lo scatto di Gall, che arriva quando Eulalio sta perdendo contatto. Subito Vingegaard segue l’austriaco, mentre Hindley sale del suo ritmo, restando molto vicino. In difficoltà invece Arensman, che non riesce a seguire neanche Piganzoli, che ha in mente la Maglia Bianca.
Con la Maglia Rosa passivo a ruota, Gall si ritrova tutto il peso dell’inseguimento addosso e deve rallentare, subendo così il rientro di Hindley, aiutato da un Pellizzari che una volta staccato aveva rifiatato. Ripresi anche tutti gli altri uomini nel mezzo, ad eccezione dei primi tre, Pellizzari prosegue con un ritmo alto fino all’ultimo chilometro, quando Hindley prova a sua volta a mettere in difficoltà il rivale. La missione non riesce, visto che Gall e Vingegaard lo seguono senza problemi, riuscendo poi a staccarlo leggermente in vista del traguardo.
Risultato e Classifiche Tappa 19 Giro d’Italia 2026
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