Giro d’Italia 2026, colpo a sorpresa di Guillermo Thomas Silva – Jonas Vingegaard e Giulio Pellizzari ripresi nel finale
Vittoria di Guillermo Thomas Silva nella seconda tappa del Giro d’Italia 2026. Il corridore della XDS Astana Team trova il successo più importante della sua carriera sul traguardo di Veliko Tarnovo, al termine di una tappa molto movimentata. Secondo posto per Florian Stork (Tudor Pro Cycling), mentre terzo si è piazzato Giulio Ciccone (Lidl – Trek) che ha tentato la rimonta negli ultimi metri. Tanta Italia nella top 10 con Christian Scaroni (XDS Astana Team) quarto, dopo aver svolto il compito da pesce pilota per il compagno, Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA hansgrohe) quinto e Matteo Sobrero (Lidl-Trek) sesto.
Una giornata storica per il ciclismo in Uruguay. Guillermo Silva, oltre a esser stato il primo corridore della sua nazione a partecipare al Giro, ha vinto e sarà anche in maglia rosa domani. Grazie agli abbuoni, infatti, il sudamericano è salito in vetta alla classifica generale. Tra i big bene Egan Bernal (Netcompany Ineos) che prende 6 secondi al Red Bull km e chiude con i migliori, malgrado non abbia seguito l’attacco di Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) nel finale. Escono di classifica, tra gli altri, Derek Gee-West (Lidl-Trek) e Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG) coinvolti nella maxi-caduta a 23 km dall’arrivo.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Come nella tappa inaugurale, anche in questa seconda frazione non c’è battaglia per andare in fuga: appena raggiunto il chilometro 0, infatti, allunga la Maglia Azzurra Diego Pablo Sevilla (Team Polti VisitMalta), immediatamente raggiunto dal compagno di squadra Mirco Maestri, e i due vengono subito lasciati andare dal gruppo, dove nessun altro appare intenzionato a prendere aria per 200 e più chilometri. Il plotone procede quindi ad andatura molto tranquilla per una quindicina di chilometri, ovvero fin quando, con il gap arrivato a toccare i 5’45”, l’NSN Cycling Team mette un suo uomo in testa per aumentare leggermente il ritmo e non concedere ulteriore spazio ai battistrada.
Il distacco si stabilizza quindi sui 5’25” e resta tale per molti chilometri, anche quando la Bahrain Victorious mette a sua volta un corridore a collaborare nell’inseguimento. Il vantaggio dei battistrada scende sotto ai cinque minuti in avvicinamento al traguardo volante di Sliven, dove Sevilla transita per primo davanti a Maestri e la volata per il terzo posto viene vinta dalla Maglia Rosa Paul Magnier (Soudal Quick-Step) davanti a Jonathan Milan (Lidl-Trek). Al passaggio, il ritardo del gruppo è di 4’35” e scende ulteriormente nel corso del successivo GPM del Byala Pass; in vetta, dove ovviamente Sevilla passa per primo e prende altri punti per la classifica Maglia Azzurra, il gap è infatti di 3’20”.
La tappa trascorre senza scossoni. Tra pioggia e strade sporche, il ritmo è blando e gli atleti viaggiano a meno di 40 km/h di media. In cima al GPM di Vratnik Pass, le squadre dei big accelerano per tenere davanti i capitani in vista della discesa. Qualche corridore, tra i quali Arnaud De Lie (Lotto – Intermarché) perde contatto, riuscendo a rientrare nel tratto successivo.
A poco meno di 27 chilometri dall’arrivo, viene annullato il tentativo di Maestri e Sevilla e in gruppo iniziano le operazioni in preparazione del gran finale. Poco dopo, purtroppo, Marc Soler (UAE Team Emirates – XRG) cade e innesca una maxi-caduta che coinvolge una trentina di corridori. Lo spagnolo è costretto al ritiro, così come il compagno di squadra Jay Vine e Santiago Buitrago (Bahrain – Victorious). Restano inoltre attardati alcuni big quali Adam Yates (UAE Team Emirates – XRG), anch’egli malridotto, e Derek Gee-West (Lidl-Trek).
Con le ambulanze ferme per soccorrere gli atleti, l’organizzazione neutralizza la corsa, facendo rallentare gli atleti. Dopo gli interventi del caso, la gara riparte, proprio in vista del chilometro RedBull.
Qui la Netcompany INEOS forza l’andatura e i capitani Egan Bernal e Thymen Arensman si prendono rispettivamente 6 e 4 secondi di abbuono. Ma non c’è respiro perché poco dopo si inizia a salire verso l’ultimo GPM di giornata, il Lyaskovets Monaster. Il primo a muoversi è Christian Scaroni (XDS Astana Team), ma il bresciano viene ben presto raggiunto dal gruppo, in testa al quale si mette Davide Piganzoli (Team Visma – Lease a Bike). Il lavoro dell’italiano è propedeutico all’attacco di Jonas Vingegaard. La prima rasoiata del danese arriva a poco più di un chilometro al GPM, ma il secondo affondo fa esplodere definitivamente il gruppo. Con lui restano solamente Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA hansgrohe) e Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché).
Il terzetto scollina con una ventina di secondi di vantaggio. Inizialmente trovano un buon accordo, ma sullo strappo finale rallentano e da dietro rinviene il drappello con tutti i migliori. Ci prova prima Jan Christen (UAE Team Emirates – XRG) a riportarsi sulla testa, ma negli ultimi mille metri si rimescolano le carte. Nello sprint a ranghi ridotti è bravissimo Scaroni a pilotare e lanciare Guillermo Thomas Silva (XDS Astana Team) che, a sorpresa, vince la seconda tappa.
Risultato e Classifiche Tappa 2 Giro d’Italia 2026
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