Freccia Vallone 2026, Paul Seixas impressiona e fa la storia sul Muro di Huy!

Paul Seixas si prende la Freccia Vallone 2026 col piglio del campione. Il giovane prodigio francese domina la scena sul Muro di Huy vincendo per distacco con una progressione impressionante. Perfettamente piazzato ai piedi della salita, che fa interamente in testa, il leader della Decathlon CMA CGM asfissia gli avversari con due progressioni irresistibili che gli consentono di trionfare con tre secondi di vantaggio su Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), Ben Tulett (Visma | Lease a Bike), ultimo a perdere la ruota del vincitore, e Benoit Cosnefroy (UAE Team Emirates XRG). Grazie a questo successo, il 19enne transalpino diventa il più giovane di sempre, dal 1936, a conquistare questa storica corsa.

Il video dell’arrivo

Il racconto della gara

La Freccia Vallone parte senza il kazako Alexey Lutsenko (NSN Cycling Team), unico corridore iscritto a non aver preso il via. Ritmi serrati fin dal chilometro zero, con tanti atleti che cercano la fuga da lontano. I primi a muoversi sono Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Pavel Novak (Movistar), ma gli inseguitori chiudono. Al chilometro 11 vanno via Sjoerd Bax (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Alan Jousseaume (TotalEnergies) e Vincent Van Hemelen (Team Flanders – Baloise), sui quali rientra poco dopo anche Jakub Otruba (Caja Rural-Seguros RGA).

Questa volta è il tentativo giusto: il gruppo si rialza e ben presto il loro margine supera il minuto. Mentre la fuga va, nel plotone iniziano le grandi operazioni delle squadre dei big. Tudor Pro Cycling Team, UAE Team Emirates XRG e Lidl-Trek sono le prime a mettere un uomo in testa, per controllare il margine dei battistrada che nel frattempo arrivano a guadagnare un massimo di tre minuti. La sorveglianza del gruppo, operata anche da Ineos Grenadiers e Decathlon CMA CGM, congela completamente una corsa che sostanzialmente resta invariata sino all’approccio del circuito finale, al chilometro cento, dove il gruppo arriva con un ritardo di poco inferiore ai due minuti. La prima ripetizione delle tre salite di giornata non vede alcuna variazione, tanto che alcuni favoriti continuano a navigare nelle retrovie senza problemi.

Prima del primo passaggio al traguardo la fuga perde invece Vincent Van Hemelen, sino a quel momento passato per primo su ogni salita, mentre dopo il passaggio si registrano alcuni scatti dal gruppo, con una ventina di corridori che provano qualche azione di disturbo. Si rivela tuttavia un fuoco di paglia e la corsa rientra rapidamente all’ordine, in particolare grazie a UAE Team Emirates XRG, Lidl – Trek e Decathlon CMA CGM che tengono un ritmo abbastanza alto per scoraggiare gli attacchi, ma senza forzare particolarmente.

A 50 chilometri dalla conclusione ai cinque uomini rimasti in testa restano così ancora 1’20” da amministrare, ma arriva finalmente una accelerazione più decisa che porta il gruppo a recuperare rapidamente terreno. Come succede spesso, questa accelerazione produce anche una tensione che genera cadute e tra le vittime eccellenti figura Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), costretto a un inseguimento che sicuramente gli porta via molte energie visto che deve affrontare buona parte di questo con la bici di un compagno, compresa la seconda scalata del Muro di Huy, dove davanti Leknessund allunga, in compagnia del solo Van der Lee.

I due vengono poi ripresi da Bax e Otruba, mentre Jousseaume viene ripreso dal gruppo a 25 chilometri dalla conclusione. I quattro sopravvissuti della fuga provano a vendere cara la pelle, cercando di conservare il più a lungo possibile i meno di 30 secondi rimasti. Entrati nei 20 chilometri finali una nuova caduta vede finire a terra anche Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling), mentre poco dopo tocca anche a Diego Ulissi (XDS Astana) e Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling), completando così le sfortune del team elvetico che in precedenza aveva visto il ritiro di Julian Alaphilippe.

Rallentato anche Kévin Vauquelin (Ineos Grenadiers), che riparte velocemente con la bici di Axel Laurance, ma anche per lui a quel punto le possibilità diminuiscono fortemente. Leknessund intanto allunga di nuovo in testa alla corsa, restando questa volta da solo, ma la sua azione ha i chilometri contati, venendo ripreso definitivamente prima della Côte de Cherave, a sette chilometri dalla conclusione. A quel punto Filippo Fiorelli (Visma|Lease a Bike) prova uno scatto che provoca una accelerazione secca in gruppo, prima di un nuovo assestamento che vede proseguire la scalata a ritmo regolare, comunque troppo alto per due potenziali outsider come Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Frank van den Broek (Team Picnic PostNL).

EF Education – EasyPost, Red Bull – Bora – hansgrohe, Lidl – Trek, UAE Team Emirates XRG e Decathlon CMA CGM tengono chiusa la corsa, rendendo così inevitabilmente decisiva la scalata finale del Muro di Huy. Ci si arriva ovviamente a grande velocità e da subito in testa si fa trovare Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), affiancato da Ben Tulett (Visma|Lease a Bike). I due si fanno l’intera salita nelle primissime posizioni, con il francese a dettare il ritmo con due progressioni che fanno male a tutti. Alla prima resistono, oltre al britannico, anche Benoit Cosnefroy (UAE Team Emirates XRG), Mauro Schmid (Team Jayco-AlUla), Lenny Martinez (Bahrain Victorious) e Filippo Zana (Soudal Quick-Step), ma quando il baby-fenomeno decide di alzare ulteriormente il ritmo gli altri cedono uno ad uno.

Ultimo a staccarsi è Ben Tulett, a 200 metri dall’arrivo, ma il britannico paga lo sforzo venendo ripreso da Schmid e Cosnefroy, con lo svizzero che riesce a superarlo allo sprint, non appena spiana. È invece nettamente primo Paul Seixas, che trionfa per distacco con una ennesima prova di forza che dimostra chiaramente come ormai sia già, a soli 19 anni, uno dei più forti al mondo.

Risultato Freccia Vallone 2026

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