Giro d’Italia 2026, il punto di vista di Alberto Contador: “Vingegaard non è al massimo della forma, quindi la corsa è aperta ad altre soluzioni”
Il Giro d’Italia 2026 era iniziato in Bulgaria con un favorito netto e indiscutibile: Jonas Vingegaard. Il danese, vincitore in carriera di due Tour de France e di una Vuelta a España, è uno dei quei pochissimi corridori che possono essere considerati su un livello a parte, soprattutto quando si parla di corse a tappe. Però, siamo ormai arrivati a metà gara e il corridore della Visma|Lease a Bike non è ancora in Maglia Rosa e non ha ancora indirizzato il Giro decisamente verso di sé. Sul piatto della bilancia, fin qui, ci sono due essenziali vittorie di tappa (Blockhaus e Corno alle Scale), ma anche una cronometro, quella di ieri – martedì 20 maggio – ben al di sotto delle aspettative.
La situazione attuale di classifica può quindi indurre qualche altro corridore a sperare nel successo finale, che invece pareva già nelle mani di Vingegaard prima ancora di cominciare? Alberto Contador la pensa così. “Sembra evidente che non stiamo vedendo Vingegaard al suo massimo stato di forma possibile – le parole dell’ex corridore spagnolo, vincitore di due Giri d’Italia in carriera, ad Eurosport – Forse si è presentato al suo 80 per cento di condizione pensando poi di crescere, anche se poi è sempre difficile parlare di percentuali e di numeri”.
Nell’agenda stagionale del danese c’è infatti anche il Tour de France 2026, che andrà quindi combinato con gli sforzi necessari per portare a conclusione nel migliore dei modi il Giro d’Italia. Secondo Contador, però, sulle strade italiane può ancora accadere qualche sorpresa, in termini di vittoria finale: “Il fatto che Vingegaard non sia al massimo lascia, anche se minimamente, aperte altre soluzioni per la conquista della Maglia Rosa“.
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