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Giro d’Italia 2019, Ciccone si toglie un peso: “Era la tappa che volevo vincere”

Giulio Ciccone ha finalmente coronato il proprio Giro d’Italia 2019 sempre all’attacco. Lo scalatore azzurro della Trek-Segafredo si è gestito al meglio oggi nella dura giornata che avuto l’epilogo a Ponte di Legno, sul cui traguardo è riuscito ad anticipare il compagno di fuga Jan Hirt (Astana) con il quale ha fatto la differenza rispetto agli altri attaccanti della prima ora sul Mortirolo, ma che poi verso il traguardo gli è rimasto fisso a ruota. Si tratta del suo secondo successo di tappa al Giro, arrivato tre anni dopo quello di Sestola del 17 maggio 2016, arrivato da neoprofessionista con la maglia della Bardiani-CSF.

“Come avevo detto l’altro giorno erano ormai due anni che provavo a vincere una tappa al Giro dopo quella del 2016 – ha spiegato ai microfoni RAI – Sembrava impossibile, anche con una buona condizione non riuscivo ad ottenerla. È stata un giornata dura, era la tappa che volevo vincere e ci sono riuscito“.

Il meteo avverso è stato l’avversario più difficile da battere: “Soffrivo per il freddo, in cima al Mortirolo non riuscivo a mettere la maglia lunga e ho rischiato il tutto per tutto andando senza niente”. Anche il suo compagno di fuga ha rischiato di far saltare i piani: “Litigio con Hirt? Ci sono rimasto male, abbiamo collaborato sul Mortirolo e parlato per andare insieme. Giù nella valle mi ha detto che non poteva più tirare e ci sono rimasto male. Mi sembrava un po’ una scorrettezza, ma è andata bene così. Occhiali tirati? Ho provato un’emozione/rabbia, in quei momenti non capisci più niente“.

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