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#SpazioTalk, Davide Cassani a 360°: “Nibali competitivo a Tokyo anche con un anno in più. Fondamentale correre il Giro nel 2020. Ecco come cambia il mio lavoro”

Davide Cassani attende l’epilogo dell’emergenza coronavirus per riprogrammare il suo lavoro. Ospite della seconda puntata di #SpazioTalk, il podcast settimanale di approfondimento dei temi di attualità curato dalla nostra redazione, il commissario tecnico della Nazionale Italiana uomini Elite su strada e coordinatore tecnico delle nazionali maschili strada e pista, si è soffermato sulle notizie di rinvii e conferme che lo riguardano da vicino. Con l’appuntamento olimpico di Tokyo rimandato di un anno e il Mondiale 2020 di Aigle-Martigny confermato nelle sue date originali, dal 20 al 27 settembre prossimo, il ct azzurro ha colto l’occasione per fare il punto della situazione soffermandosi anche sulla possibile ricollocazione del Giro d’Italia 2020 e sull’opportunità di disputare il Tour de France 2020, in programma dal 27 giugno al 19 luglio, a porte chiuse.

Iniziamo con il rinvio dei Giochi Olimpici: scelta che condivide? Si trova d’accordo con le nuove date?
Sì, sono convinto per il rinvio perché non c’era assolutamente la sicurezza per andare a Tokyo e disputare i Giochi Olimpici, anche perché sarebbero mancati quattro mesi con la maggior parte dei corridori chiusi in casa e senza nessuna possibilità di allenarsi. Non sappiamo neanche quando i corridori possono cominciare a correre. La scelta di rinviare è stata saggia e intelligente. Per quanto riguarda la data, penso sia logico riproporre quella di quest’anno anche se sono convinto che rivedranno la data del Tour de France. Eventualmente potrebbero anticipare l’inizio del Tour di una settimana, proprio come avevano fatto quest’anno in previsione dei Giochi Olimpici.

Olimpiadi che sono uno degli ultimi grandi obiettivi inseguiti da Vincenzo Nibali. Anche per quella che è stata la sua esperienza da corridore quanto può influire, anche in termini fisici, una stagione come questa e quanto può cambiare arrivarci alla soglia dei 37 anni?
Valverde ha vinto il Mondiale a 38, quindi Nibali potrebbe vincere i Giochi Olimpici a 37. Ha ancora fame, ha ancora voglia di vincere, di allenarsi, di correre. Quindi dal momento che è davvero un grande obiettivo per Vincenzo, sono convinto che, anche se avrà un anno in più, andrà forte lo stesso.

Capitolo Giro d’Italia: quale potrebbero essere la date migliori per correrlo?
Ho talmente voglia di Giro d’Italia che mi va bene qualsiasi data. L’importante è che ci sia quest’anno, perché diventa un Giro ancora più importante per tanti motivi. L’abbiamo sempre detto: il Giro d’Italia non è soltanto una corsa in bicicletta, è qualcosa di più. Fa parte della nostra storia e fa parte della nostra rinascita nel dopoguerra, quando riuscirono ad organizzare il Giro nel 1946 mentre i francesi non ci riuscirono e lo organizzarono soltanto l’anno dopo. Quindi, per quanto mi riguarda, va bene agosto, settembre, anche ottobre. L’importante è farlo.

Mettendo in contrapposizione Giro e Tour mi ha fornito un assist perfetto per la domanda successivo: che ne pensa della possibilità di disputarli a “porte chiuse”?
C’è la stessa differenza che c’è nel fare i rulli o allenarsi all’aria aperta. Però, dal momento che siamo in un anno difficile, potremmo anche accettare un Tour a porte chiuse, anche se non sarà lo stesso. Mi auguro che possa esserci il Tour, ma soprattutto che la gente possa avere la possibilità di essere presente.

A cascata, con la ripresa degli allenamenti, c’è il problema delle corse minori. Il calendario italiano rischia di risentirne…
Sì, perché alla fine abbiamo perso tante corse: Tirreno-Adriatico, Coppi&Bartali, Milano-Sanremo, Larciano, Strade Bianche. Quindi mi auguro che ci sia la possibilità di recuperarle. Lo abbiamo sempre detto, è un anno talmente particolare che se tutto va bene iniziamo a correre a luglio. Vuol dire che la stagione sarà lunga quattro mesi. In questi quattro mesi inserire un calendario che sarebbe dovuto durare otto, è un po’ complicato. Qualcuno rimanderà la corsa all’anno prossimo.

L’ipotesi di condensare due Classiche Monumento come Milano-Sanremo e Il Lombardia in una settimana è più affascinante o più impraticabile?
Affascinante no, però forse c’è la necessità di condensare anche corse importanti in pochi giorni. Speriamo che ci sia la possibilità di spalmare il più possibile soprattutto le corse più importanti.

Il Mondiale è uno dei pochi appuntamenti confermati. Come cambia anche il suo lavoro dovendo scegliere i corridori sulla scorta di un calendario così rimodellato?
Cambia tutto, nel senso che con alcuni corridori, ma soprattutto con le squadre, i preparatori e i direttori sportivi, avevo già cercato di capire quale fosse il loro avvicinamento al Campionato del Mondo. A questo punto non so assolutamente nulla. Sappiamo che sarà un Mondiale per scalatori perché c’è una salita di 4 chilometri al 10% da ripetere 7 volte, ma solamente quando avremo la possibilità di vedere il calendario reale potrò riparlare con corridori, preparatori e squadre, per capire hanno voglia, interesse e desiderio di essere in forma per l’appuntamento.

Anche perché, per come sono fissati adesso, arriverebbero ad appena una settimana di distanza da un Europeo in cui c’è da difendere una maglia conquistata due volte di fila…
Tra l’altro quest’anno i Campionati Europei saranno in Italia, a Trento. Nel calendario “vecchio” la prova in linea era il 13 settembre, ma ci sarà da capire se ci sarà uno spostamento di data perché, come hai detto, non si sa ancora quando saranno posizionati i tre Grandi Giri. Per adesso non possiamo fare programmi.

Cosa augurarsi per lasciarsi alle spalle questo periodo?
Ci vediamo quanto prima in bicicletta, sulle strade, con i corridori per vederli vincere e soffire. Questo vorrà dire che il coronavirus è alle spalle e che siamo tornati alla vita normale. L’augurio è quello di uscire dalle nostre case, ridarci la mano, riabbracciarci per quanto possibile e vedere i corridori correre.

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