Unibet Rose Rockets, Victor Lafay racconta le difficoltà di una stagione in cui non può correre: “Impossibile fare una salita. Mi stanco subito anche a fare la spesa. Ancora non sappiamo quale sia la causa”
Victor Lafay non ha ancora potuto correre con la Unibet Rose Rockets a causa di problemi fisici. Il corridore francese ha vestito la maglia del team solo nel ritiro di inizio stagione ma poi è stato fermato da quello che sembrerebbe un virus, che però non è stato ancora diagnosticato con certezza. Il 30enne francese ha infatti iniziato a soffrire di estrema stanchezza e mancanza di forze, che sono proseguite nei mesi successivi e gli impediscono quindi di potersi allenare. Non si hanno quindi certezze se il transalpino potrà tornare a correre e quando, ma la sua speranza resta quella di potersi mettere alle spalle questo ennesimo capitolo negativo della propria carriera e poter tornare a essere protagonista, ricordando che è stato capace di conquistare una tappa al Tour de France 2023 e al Giro d’Italia 2021.
Dopo queste grandi imprese, che lo avevano messo in luce come uno dei talenti francesi più promettenti, Lafay ha dovuto però fare i conti con un problema al ginocchio, che ha condizionato le ultime stagioni, tant’è che lo scorso anno, con il contratto in scadenza con la Decathlon AG2R La Mondiale, aveva pensato anche al ritiro, ma poi si è convinto di proseguire con la Unibet Rose Rockets, come ha raccontato in una lunga lettera diffusa dal team: “Prima di firmare con i Rockets, non ero sicuro al 100% che avrei continuato a correre a livello professionistico. Ero felice di smettere e so che nella vita c’è molto di più della bici. Ma quando ho parlato con Bas Tietema, la mia prospettiva ha cominciato a cambiare. La storia che mi ha raccontato e ciò che questa squadra rappresenta mi hanno fatto capire che non avevo ancora finito. Con i Rockets, potevo essere me stesso e far parte di qualcosa di entusiasmante”.
La scorsa stagione si era chiusa con l’ottimo secondo posto in classifica generale al Tour of Guangxi, che aveva ridato morale al francese, ma poi dopo un viaggio in Cina tutto è cambiato: “Nello stesso periodo in cui stavo discutendo con Bas e la squadra riguardo alla firma del contratto, avevo appena iniziato una nuova relazione con una ragazza che vive in Cina. Così, dopo l’ultimo ritiro di gennaio e prima della prima serie di gare a febbraio, sono andato in Cina per vedere la mia ragazza. Quando ero al ritiro di gennaio, ero in buona forma, e anche in Cina mi sentivo bene. È stato solo dopo il mio ritorno in Francia a febbraio che le cose hanno cominciato ad andare male, e mi sentivo molto stanco…”
I numerosi accertamenti medici non hanno però ad oggi fornito ancora una diagnosi precisa: “Avevo già saltato la mia prima gara e volevamo capire al più presto di cosa si trattasse, in modo da non perderne altre. Ho fatto altri esami del sangue e mi sono recato da un medico qui in Francia. Non avevo ancora delle risposte. Pensavamo che potesse trattarsi di un virus, ma quando non si sa di quale virus si tratti, è difficile capire cosa si possa fare per guarire. Durante tutto questo periodo, sono rimasto in contatto con il nostro staff medico e il mio allenatore. Stavamo cercando di capire insieme cosa fosse successo. Facevamo chiamate regolari per apportare modifiche al mio allenamento, cercando di non lasciare che la stanchezza peggiorasse. Non è migliorato nulla. Abbiamo controllato il cuore, i polmoni e tutti i diversi tipi di virus. Proprio tutto. Ancora non sappiamo cosa stia causando tutto questo”.
Lafay spiega come questa patologia stia rendendo molto difficile la sua vita quotidiana: “Se vado a fare la spesa, quando torno a casa ho solo voglia di dormire. Mi stanco facilmente. Lo stesso succede anche dopo il minimo sforzo fisico. Non si tratta solo di attività fisica. Se esco a cena con la mia famiglia o con gli amici, dopo un paio d’ore mi ritrovo semplicemente senza energie. Non riesco più a concentrarmi sulla conversazione, gli occhi iniziano a farmi male e l’unica cosa a cui riesco a pensare è tornare a casa a dormire”.
In questo stato fisico diventa quindi impossibile correre: “Dal punto di vista dell’allenamento, è difficile. Vivo in campagna tra Annecy e Aix-les-Bains e, quando mi alleno, cerco di mantenere la frequenza cardiaca tra 100 e 110 bpm o meno; in bici è dura. Se affronti una salita e vuoi rimanere a quella frequenza cardiaca, vai lentissimo, davvero, davvero lento. È impossibile”. Le gare mancano però molto al francese che infatti sottolinea: “Non è solo la stanchezza fisica a pesarmi. È anche la parte mentale. Noi corridori professionisti scegliamo di andare in bicicletta. Il lavoro è duro, ma lo facciamo perché lo amiamo, perché vogliamo avere successo. A volte mi sembra un po’ ingiusto non poterlo fare. Volevo davvero continuare la stagione con i Rockets”.
Ad oggi quindi Lafay non vede ancora la voce in fondo al tunnel, ma continua a credere di poter tornare a correre ai massimi livelli: “All’inizio pensavo che forse sarebbe durata solo qualche settimana, poi è diventato un mese, poi due mesi, e ora eccoci qui a metà agosto. Non mi sento ancora bene; sono ben lontana dal recupero, e per me è dura. So che un giorno starò meglio e potrò tornare a pedalare, a sentirmi di nuovo forte in sella. So che un giorno andrà tutto bene; ecco perché non mi sento giù di morale”.
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