Tour of the Alps 2026, Tom Pidcock: “Sarà un bel banco di prova, forse potrei rimettermi un po’ in forma per la Liegi”
Sulla questione sicurezza, dopo la sua brutta caduta al Catalunya, il britannico ha aggiunto: "Penso che debbano succedere cose gravi perché le cose cambino"
Il Tour of the Alps 2026 rappresenta il rientro alle corse per Tom Pidcock dopo quasi un mese di stop. Caduto in un burrone durante la quinta tappa della Volta a Catalunya, il britannico si era ritirato il giorno seguente nonostante non avesse riportato gravi infortuni e, da allora, non ha più attaccato il numero sulla schiena a causa soprattutto di un gonfiore al ginocchio che lo ha tenuto fermo per diversi giorni e gli ha impedito di prepararsi al meglio per le classiche delle Ardenne. Assieme alla sua squadra, la Pinarello-Q36.5, il 26enne ha quindi deciso di saltare Amstel Gold Race e Freccia Vallone e partecipare alla corsa italo-austriaca per mettere chilometri nelle gambe in vista della Liegi-Bastogne-Liegi, con la speranza che ciò possa permettergli di presentarsi in buona condizione alla classica belga.
Intercettato dai nostri inviati alla partenza della prima tappa, Pidcock ha ammesso di non sapere qual è la sua condizione in vista della corsa a tappe euroregionale: “È una bella domanda. Non lo so. Penso che questa gara sarà un bel banco di prova. Sono felice di essere tornato a correre, quindi credo che qualsiasi cosa possa essere positiva in questa settimana. Penso che sia questo il mio atteggiamento mentale”.
Il focus sarà comunque soprattutto sulla Liegi di domenica prossima, alla quale il 26enne spera di presentarsi pronto al termine di questa settimana al Tour of the Alps: “Potrebbe andare in entrambi i modi. Potrei essere davvero stanco per Liegi o forse potrei rimettermi un po’ in forma“.
Riguardo alla sua caduta al Catalunya, il britannico è apparso un po’ scettico sulla possibile introduzione di cambiamenti da parte dell’UCI nei prossimi anni: “Penso che debbano succedere cose gravi perché le cose cambino e, sai, alla fine non è stata così grave. È stata solo una brutta caduta, quindi vedremo”.
Su questo argomento, Pidcock si era espresso anche nelle scorse ore a Domestique Cycling: “Ovviamente la sicurezza è un argomento molto delicato al momento, perché da un lato vengono apportate modifiche che non incidono affatto sulla sicurezza, ma che, come sapete, vengono fatte solo per il gusto di farlo. E poi ci sono altre cose, come i progressi tecnologici, che potrebbero effettivamente migliorare la sicurezza delle persone senza influire sullo sport, quindi è un argomento complesso”.
Il campione olimpico di MTB aveva parlato dei problemi fisici avuti dopo la caduta: “Penso di essere davvero fortunato perché andare in bici mi ha effettivamente aiutato a far guarire il ginocchio. Ha fatto passare l’infiammazione dal ginocchio e quindi in realtà è andata piuttosto bene. Penso che se non fossi un ciclista e non provassi ad andare in bici, ci sarebbe voluto più tempo. Non ho alcun dolore“.
Il 26enne ha comunque perso parecchi giorni di allenamento: “Sono rimasto senza pedalare per nove giorni, e poi non so quanto tempo sia passato prima che riuscissi a fare più di due ore. È stato un periodo piuttosto lungo, ma una volta ripreso l’allenamento abbiamo capito subito che potevamo spingere, perché quando pedalavo il gonfiore si attenuava. Così, da quel momento in poi, ho ricominciato ad allenarmi intensamente abbastanza in fretta”.
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