Tour de France 2026, Tom Pidcock: “Non si regala tempo a Richard Carapaz. Ho provato la fuga anche io, ma non mi volevano”
Tom Pidcock stavolta ha dovuto giocare sulla difensiva al Tour de France 2026. Dopo una seconda settimana molto aggressiva, potendosi così riposizionare nelle zone alte della classifica, oltre che provare a giocarsi una vittoria di tappa, il leader della Pinarello – Q36.5 Pro Cycling avrebbe voluto riprovarci anche oggi, ma non è riuscito nel suo intento, malgrado all’attacco siano partiti più di 40 corridori. Il britannico spiega infatti di averci provato nelle fasi iniziali di gara, trovando tuttavia l’opposizione di alcuni corridori, che ritenevano la sua presenza troppo ingombrante perché l’azione potesse avere fortuna. Impossibile dunque trovare una collaborazione con il due volte campione olimpico, costretto così a rinunciare ai suoi propositi
“Non è stato possibile entrare nella fuga, nessuno mi ci voleva – ammette ai nostri microfoni dopo il traguardo – Lo sapevo già prima della gara: ero nella lista nera di alcuni corridori che non volevano che entrassi nella fuga. Volevo provarci ancora una volta. Immagino che ora mi concentrerò solo sulla classifica generale fino a Parigi”.
Cosa che ha dovuto fare in realtà sin da oggi, seppur in maniera più difensiva, ovvero chiedendo ai suoi compagni di tirare in testa al gruppo per evitare che Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) guadagnasse troppo terreno, finendo persino per superarlo in classifica malgrado un distacco stamani superiore ai dodici minuti. Ancora una volta scatenato, l’ecuadoriano aveva infatti a un certo punto guadagnato ben otto minuti, mettendo a repentaglio la sua ottava posizione. Grazie all’intervento dei suoi compagni, oltre a quello di TotalEnergies e Tudor Pro Cycling, intenzionate a difendere i piazzamenti di Jordan Jegat e Yannis Voisard, al traguardo il ritardo è stato poi contenuto in 4’35”.
“Non è stata una giornata facile, ma credo che l’ultima salita sia stata abbastanza controllata – conclude il classe 1999 – Ma quando è in testa, ho troppo rispetto per Carapaz per concedergli tempo così: a Carapaz non si regala tempo in questo modo”. I due sono ora separati da 8’05”, un margine che il britannico cercherà di difendere per provare a conquistare quello che sarebbe il suo miglior piazzamento in carriera al Tour de France, migliorando il 13° posto del 2023.
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