Silvio Martinello investito in strada: “9 punti di sutura, mi sono salvato saltando sul cofano dell’auto”

Disavventura per Silvio Martinello. L’ex corridore italiano, oggi commentatore per Radio Rai, ha raccontato sui suoi profili social di essere stato investito mentre attraversava le strisce pedonali. Il racconto accompagna un’immagine piuttosto eloquente postata dallo stesso ex atleta, in cui si vede l’enorme cerotto sul retro della testa che gli è stato messo a seguito dell’incidente. Stando a quanto raccontato dallo stesso classe ’63, l’episodio è avvenuto quando il campione olimpico nella corsa a punti di Atlanta ’96 stava attraversando la strada insieme al suo cane Hug. Un’auto che giungeva nel senso di marcia opposta non ha visto il pedone e lo ha investito, causando 9 punti di sutura. Silvio Martinello avrebbe evitato conseguenze peggiori grazie alla prontezza di riflessi, che gli ha permesso di saltare sul cofano dell’auto che lo ha investito.
Questo il racconto dell’ex professionista: “Questo è il risultato, visibile, di un investimento di cui sono stato stamani intorno alle 7, mentre attraversavo la strada sul passaggio pedonale con Hug, il mio fedele compagno a 4 zampe. La dinamica è semplice, si ferma l’auto per darmi la precedenza sul mio lato sinistro, inizio l’attraversamento e dal lato opposto sopraggiunge un’auto a velocità modesta e penso si fermi, invece non lo fa. L’impatto è violento ma comunque in parte limitato dalla mia prontezza di irrigidirmi e saltare letteralmente sul cofano dell’auto che mi scaraventa ad un paio di metri di distanza. 9 punti di sutura ma nessuna frattura, tante contusioni dolorose che con il passare delle ore si fanno sempre più cattive. La parte inferiore del mio corpo salvata dal salto sul cofano, condizione che ha sorpreso anche i medici del pronto soccorso e che mi ha consentito di non avere danni ben più seri. La corsa in ospedale, i rilievi della stradale e relativo sequestro dell’auto coinvolta per non essere coperta dall’assicurazione!”.
Silvio Martinello ha poi commentato: “Personalmente utilizzo l’automobile quando strettamente necessario, sono un assiduo pedone e ciclista per le mie commissioni, frequento marciapiedi e ciclabili, attraversamenti pedonali e passaggi pericolosi e sono aiutato dall’occhio sviluppato in tanti anni di competizioni, vedo cose che gridano vendetta e che mi portano a chiedermi come molta gente abbia perduto definitivamente il buon senso. La domanda è: ma cos’altro bisogna fare per obbligare chi si trova alla guida di un mezzo a rispettare il codice della strada e viversi gli spazi comuni con ragionevolezza? La maleducazione imperante e intollerabile, l’inconsapevolezza di avere un’arma in mano che può uccidere se utilizzata impropriamente rappresentano ormai una costante nelle nostre vite, non se ne può veramente più. Fino ad oggi ne parlavo senza aver vissuto un’esperienza personale, facendo comunque la mia umile parte per sensibilizzare l’opinione pubblica, ora che sono stato coinvolto direttamente l’impegno sarà ancora maggiore“.
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