Papa Francesco: “Ciclismo esempio di vita, doping inquina lo sport”

Non capita spesso di sentir parlare il Pontefice di ciclismo. In occasione del congresso annuale dell’Union Ciclistica Europea, però, Papa Francesco è intervenuto inneggiando al ciclismo pulito e al grande spirito di sacrificio degli atleti che ogni settimana si sfidano in giro per il mondo, condannando dall’altra parte coloro che ricorrono a scorciatoie, il doping, per migliorare le proprie performance. Il Santo Padre si è soffermato sul paragone tra il correre in bicicletta e le difficoltà della vita di tutti i giorni, che esulano dal mondo sportivo e agonistico.

“Se pensiamo a una delle discipline più diffuse, il ciclismo su strada, vediamo come durante le gare tutta la squadra lavora unita – gregari, velocisti, scalatori – e spesso deve sacrificarsi per il capitano. E quando un compagno attraversa un momento di difficoltà, sono i suoi compagni di squadra a sostenerlo e ad accompagnarlo – ha sottolineato il Pontefice – Così anche nella vita è necessario coltivare uno spirito di altruismo, di generosità e di comunità per aiutare chi è rimasto indietro e ha bisogno di aiuto per raggiungere un determinato obiettivo“.

Lo sport viene danneggiato quando invece subentrano altri interessi: “Tanti ciclisti sono stati di esempio, nello sport e nella vita, per la loro integrità e coerenza, dando il meglio di sé in bicicletta – continua Papa Francesco – Questo ci fa capire l’importanza, per chiunque pratica uno sport di saper vivere sempre l’attività sportiva a servizio della crescita e della realizzazione integrale della persona. Quando, al contrario, lo sport diventa un fine in sé e la persona uno strumento al servizio di altri interessi, ad esempio il prestigio e il profitto, allora compaiono disordini che inquinano lo sport. Penso al doping, alla disonestà“.

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