Volta a Catalunya 2026, Brady Gilmore vince a Barcellona davanti a Dorian Godon – Jonas Vingegaard conquista la generale
Brady Gilmore conquista la tappa finale della Volta a Catalunya 2026, battendo nello sprint ristretto sul traguardo di Barcellona Dorian Godon e Remco Evenepoel. L’australiano della NSN Cycling Team ha bruciato sul traguardo il francese, grazie ad una volata di forza nel gruppetto rimasto al comando. Piazzati nella top10 di giornata anche due italiani: Luca Vergallito settimo, seguito da Simone Gualdi. Una corsa caratterizzata nel finale da diversi azioni, in cui il leader Jonas Vingegaard è stato bravo a non farsi sorprendere, restando sempre a ruota degli avversari e conquistando così la classifica generale per 1’22” su Lenny Martinez e 1’30” su Florian Lipowitz.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
La tappa si promette breve ed esplosiva e da subito i corridori mantengono le promesse, con tentativi di attacco sin dal chilometro zero. Dopo alcune azioni a vuoto, a far nascere il tentativo di giornata sono Magnus Cort (Uno-X Mobility), Einer Rubio (Movistar Team) e Liam Slock (Lotto-Intermarché), ai quali si accodano dopo poco anche Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG) e Darren Rafferty (EF Education-EasyPost). Altri ancora provano ad accodarsi, ma il gruppo annulla queste azioni, lasciando spazio solo ai cinque corridori usciti in precedenza, concedendo loro rapidamente u margine di un minuto.
INEOS Grenadiers e Team Visma | Lease a Bike controllano così la situazione, mantenendo il gap sotto i due minuti in approccio al circuito finale, alzando poi il ritmo quando l’Alt del Castell de Montjuïc comincia ad essere a vista. Le prime due ascese vedono così il gruppo avvicinarsi progressivamente, iniziando la terza ascesa con un gap ormai ridotto a venti secondi grazie al lavoro soprattutto della Red Bull – Bora – hansgrohe, con il supporto della Bahrain Victorious. Inevitabile così il ricongiungimento a 36 chilometri dall’arrivo.
Ripresi i battistrada, il primo a muoversi è un uomo della Pinarello – Q36.5, ma la sua azione dura poco perché a partire subito dopo è Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe), provocando l’immediata reazione di Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike), seguito subito da Oscar Onley (INEOS Grenadiers), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Lenny Martinez (Bahrain Victorious) e Afonso Eulálio (Bahrain Victorious). Non c’è tuttavia Florian Lipowitz (Red Bull – BORA – hansgrohe), costringendo il compagno di squadra a rialzarsi per aspettarlo, con il tedesco che riporta sotto anche Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), Antoine L’Hote (Decathlon CMA CGM Team), Senna Remijn (Alpecin-Premier Tech) e Cian Uijtdebroeks (Movistar Team).
Questi uomini proseguono a quel punto a scatti, con una intesa che è evidentemente impossibile da trovare. Dietro invece il gruppo procede spedito e si avvicina, riuscendo a rientrare sulle prime rampe della quarta scalata. Prima del ricongiungimento ci provano anche Lipowitz e Vingegaard, ma sono scatti telefonati e non fanno la differenza. Una volta rientrato il gruppo, il ritmo non cala perché la Red Bull – BORA – hansgrohe si mette subito all’opera per preparare un nuovo scatto del belga, che arriva puntuale in vista del GPM.
Anche stavolta tuttavia non riesce a fare la differenza e si rialza presto, visto che Lipowitz nuovamente non è fra i primi a rispondere. Nel tratto di pianura che precede il traguardo ci prova Marc Soler (UAE Team Emirates XRG), ma la sua azione ha vita molto breve, visto che la Visma | Lease a Bike decide di prendere in mano la situazione, con anche la Ineos Grenadiers che si porta in testa in vista della quinta ascesa. Nell’approccio al GPM torna invece davanti la Red Bull – Bora – hansgrohe, ma l’andatura è meno incisiva e concede alcuni scatti, anche di comprimari.
A partire tra i big stavolta è Osca Onley (Ineos Grenadiers), con la pronta reazione di Vingegaard e Martinez, oltre che di Lipowitz, mentre resta passivo Evenepoel. Questa azione comunque nuovamente viene annullata dal gruppo, dal quale esce subito Tobias Svarre (Uno-X Mobility), che prova ad approfittare di un momento di stallo. Il danese passa così sul traguardo con un margine di dieci secondi sul gruppo, dal quale partono nuovi scatti e, ai piedi della penultima ascesa si muove Marc Soler (UAE Team Emirates XRG), seguito da Giulio Ciccone (Lidl-Trek) e Ben O’Connor (Team Jayco AlUla).
Questi tre uomini operano la giunzione a 300 metri dallo scollinamento, con Soler che alza di nuovo l’andatura nel tratto più duro, seguito da Ciccone. Dopo il lavoro dei compagni, dietro di loro si muove di nuovo Onley, seguito dai soli Evenepoel e Vingegaard. In cima passa per primo Ciccone, seguito dai tre uomini di classifica, ma Soler e O’Connor non sono lontani e rientrano in discesa, formando un sestetto che prova, invano, a trovare una intesa.
Il gruppo torna dunque compatto, condotto dalla Ineos Grenadiers, poco dopo il cartello che indica dieci chilometri all’arrivo. Guillaume Martin (Groupama-FDJ) prova ad anticipare, ma la formazione britannica chiude subito prendendo di petto l’ultima ascesa dell’Alt del Castell de Montjuïc. Il ritmo non è altissimo, ma la stanchezza generale è tanta e nessuno riesce più a fare la differenza, con Enric Mas (Movistar) che lancia l’offensiva in vista del GPM.
In discesa ci provano nuovamente sia Evenepoel che Lipowitz, ma non riescono a fare la differenza. Il tedesco decide così di mettersi al servizio del compagno, per tenere alto il ritmo e posizionarlo al meglio per uno sprint velocissimo. Il belga si muove bene, ma da dietro arrivano due specialisti come Dorian Godon (Ineos Grenadiers) e Brady Gilmore (NSN Cycling Team) che lo surclassano, costringendolo al terzo posto. La vittoria invece è per il giovane australiano, che priva così il francese della tripletta.
Risultati e Classifiche Tappa 7 Volta a Catalunya 2026
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