Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, Juan Ayuso: “È solo una gara di preparazione per il Tour, quindi se le cose dovessero andare storte non sarà la fine del mondo”
Juan Ayuso si presenta al via del Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026 senza grosse aspettative. Assente dalle gare da ormai due mesi, avendo chiuso anticipatamente una prima parte di stagione già abbastanza complicata a causa di un virus che lo ha costretto a ritirarsi dal Giro dei Paesi Baschi e a saltare le classiche delle Ardenne, lo spagnolo torna a correre in occasione dell’ex Giro del Delfinato, corsa che, dal suo punto di vista, servirà soprattutto per rifinire la preparazione per il Tour de France. Per questo motivo, considerando il lungo stop e anche le settimane trascorse in ritiro, il portacolori della Lidl-Trek nutre qualche riserva sulle sue possibilità di ottenere un risultato importante in queste otto giornate di gara.
“È passato un bel po’ di tempo dall’ultima volta che sono stato qui a rilasciare interviste, ad attaccare il numero sulla schiena e a provare quel leggero nervosismo che si prova prima di partire – ha dichiarato Ayuso ai nostri microfoni alla partenza della prima tappa – È stato un lungo periodo senza gare, ma date le circostanze non avevo altra scelta e sono davvero felice di essere qui“.
“Abbiamo svolto un buon ritiro con la squadra – ha proseguito il 23enne – Abbiamo fatto delle buone ricognizioni per il Tour. E questa è solo una gara di preparazione per il Tour. Quindi, anche se qui le cose dovessero andare leggermente storte, so che non è la fine del mondo. Anzi, sarei felice se qui le cose non andassero come vorrei, perché significherebbe che non succederà al Tour”.
Lo spagnolo spera in ogni caso in un buon risultato, ma è realistico: “Ovviamente, dobbiamo vedere: quando si corre, si corre sempre per vincere, ma poi bisogna vedere qual è il proprio livello e ovviamente qual è il livello degli altri corridori, e, ripeto, è da molto tempo che non gareggio. Quindi, penso che soprattutto oggi sarà un grande shock per me e sarà una giornata davvero dura. Ecco perché siamo qui adesso, per avere lo shock qui e non al Tour“.
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