Tirreno-Adriatico 2026, Wout van Aert: “Un’occasione persa. In salita sentivo dolore e poi ho reagito troppo presto a quell’ultimo attacco”
Altra occasione sfumata per Wout van Aert, che si deve accontentare di un piazzamento nella quarta tappa della Tirreno-Adriatico 2026. La frazione odierna con arrivo a Martinsicuro sembrava particolarmente adatta al corridore della Visma | Lease a Bike che tuttavia non è riuscito a trovare il lampo nella volata finale, in un inizio di stagione per il momento sfortunato. Il belga ha pagato un errore tattico nell’andare subito a rispondere all’attacco di Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), che aveva provato ad anticipare tutti, per poi nuovamente lanciarsi al seguito di Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), seguito da Andrea Vendrame (Team Jayco-AlUla), che hanno provato ad anticipare lo sprint. Sforzi che ha pagato caro negli ultimi metri, non avendo di fatto chance nel duello con lo storico rivale Mathieu van der Poel (Alpecin – Premier Tech).
“Al momento mi sembra un’occasione persa – commenta Van Aert dopo l’arrivo ai microfoni di Sporza – La volata in un gruppetto così piccolo è sempre difficile. Ho reagito troppo presto a quell’ultimo attacco. È come se avessi già fatto la volata. Ma anche Mathieu van der Poel è partito da lontano e nessuno è riuscito a stargli dietro. È stato il più forte. Bisogna ammetterlo”.
La Visma | Lease a Bike ha lavorato molto nel finale, in particolare con Matteo Jorgenson che si è sacrificato per fare il forcing sullo strappo di Tortoreto. Una selezione che avrebbe dovuto avvantaggiare il belga e invece non è arrivato il risultato sperato: “Abbiamo fatto una gran tappa. Kielich è stato sempre attento davanti e ha avuto un ruolo cruciale per posizionarci nella salita. Poi, quando hai un uomo come Jorgenson per tirare il gruppo sai che non saranno in molti a poterlo seguire. È un peccato che non siamo riusciti a concretizzare”.
Il ritmo dello statunitense è stato forse eccessivo per lo stesso Van Aert, che ha ammesso di aver faticato non poco a tenere la sua ruota, mentre i principali avversari non si sono comunque staccati: “In salita sentivo soprattutto dolore. Era un conto alla rovescia. Forse per me è stato anche troppo, ma era necessario per togliersi di ruota i corridori più veloci, anche se uomini come Mathieu e Ganna c’erano ancora e sono difficili da battere”.
D’altro canto, per un corridore che ha vissuto un inverno difficile, tra infortuni e malattie, si notano ulteriori miglioramenti e c’è comunque la possibilità di cogliere segnali positivi che bisogna saper prendere: “Però sono soddisfatto – conclude – È stata una bella giornata”.
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