Strade Bianche 2026, Tom Pidcock: “Sono sempre molto fiducioso quando partecipo a questa corsa, è una gara che amo, ma non credo sia necessario continuare a cambiare il percorso”

Tom Pidcock si presenta al via della Strade Bianche 2026 con fiducia. Il britannico ha dimostrato di poter essere protagonista della classica toscana a ogni partecipazione, avendo vinto questa gara nel 2023, chiuso al secondo posto lo scorso anno e in top-5 nelle altre due occasioni nelle quali si è presentato alla partenza, e anche quest’anno punta a lottare per la vittoria, pur consapevole che non sarà semplice avere la meglio sul favoritissimo Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG). Visti gli ottimi risultati ottenuti negli scorsi anni, il portacolori della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling non quindi ha voluto cambiare il proprio approccio alla gara, alla quale arriva dopo un inizio di stagione che lo ha visto andare a segno in una tappa della Vuelta a Andalucia.
“Affronterò la gara come ogni anno – ha dichiarato Pidcock ai nostri microfoni in occasione della presentazione delle squadre – Sono sempre molto fiducioso quando partecipo a questa corsa. È una gara che amo davvero. Adoro lo sterrato, le salite, tutto. Quindi sì, penso anche di sapere bene come prepararmi. Arrivo sempre il lunedì in Italia e durante la settimana mi alleno bene e faccio una ricognizione. Siamo arrivati lunedì, martedì ho fatto una sorta di prima metà della gara e un po’ di allenamento, una giornata tranquilla, e poi ieri ho fatto la ricognizione con la squadra”.
Anche quest’anno ci sono state alcune modifiche nel tracciato, le quali, tuttavia, non incontrano l’approvazione del 26enne: “Il percorso migliore è stato quello di tre anni fa, quello originale. Non credo che sia necessario continuare a cambiarlo. Se vogliono aggiungere chilometri, dovrebbero farlo all’inizio. Non credo sia necessario eliminare i tratti di sterrato. Non sono un grande fan [di questo percorso]”.
Nonostante le modifiche, per il britannico non cambia il punto dove si accenderà la corsa: “Monte Sante Marie sarà sempre un punto cruciale perché è la parte più difficile della gara. Soprattutto quando c’è Tadej in gara, la velocità con cui corre l’UAE… Quando arrivi lì, è come se tutti fossero pronti a partire. Se spingerà a fondo, diventerà un po’ una faticaccia come due anni fa. Quindi sì, penso che sarà difficile. Ma, d’altra parte, il percorso è più facile prima, quindi le persone saranno più fresche. Ma bisognerà comunque riuscire a seguire Pogačar, no? È un compito arduo, siamo onesti. Ma vedremo“.
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