Parigi-Nizza 2026, Jonas Vingegaard da padrone assoluto: nella corsa francese non si vedevano distacchi così ampi dal 1956

In tema di record, spesso il nome che rientra maggiormente nel discorso è quello di Tadej Pogačar. Negli ultimi anni lo sloveno ha riscritto – e continua a farlo – pagine di storia del ciclismo, corredate da numeri e da statistiche inarrivabili per tutti gli altri. La Parigi-Nizza 2026, in corso di svolgimento in questi giorni, sta però dando la possibilità di mettere insieme cifre eccezionali  a un rivale di Pogačar, ovvero Jonas Vingegaard. Il danese della Visma|Lease a Bike ha vinto due delle cinque tappe finora disputate e potrebbe anche aumentare il suo raccolto, da qui alla fine della corsa a tappe francese di livello WorldTour, alla cui conclusione mancano ancora tre frazioni.

Alla vigilia della tappa numero 6, Vingegaard, dopo aver sfoderato due notevoli prestazioni consecutive, guida la classifica generale con 3 minuti e 22 secondi di vantaggio sul rivale più vicino, Daniel Felipe Martínez (Red Bull-Bora-hansgrohe). Distacchi simili sono una novità per la Parigi-Nizza 2026, che spesso nel recente passato si è decisa sul filo dei secondi, magari al termine dell’ultima tappa. Prendendo come campo di osservazione le edizioni del XXI secolo (dal 2000 a oggi), una sola volta il vincitore ha avuto un vantaggio superiore al minuto nei confronti del secondo classificato: questo è avvenuto peraltro proprio l’anno scorso, quando Matteo Jorgenson (Visma|Lease a Bike) chiuse con 1’15” di margine su Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-hansgrohe).

Per ritrovare un dominio simile, in termini di tempo, a quello attualmente messo in atto da Vingegaard bisogna andare alla Parigi-Nizza 1956. In quell’occasione il belga Alfred De Bruyne chiuse la corsa (lunga 6 tappe) con 3’58” di vantaggio sul secondo classificato. Vista la condizione del danese e la tipologia di tappe che mancano alla fine (anche se l’arrivo in salita previsto per sabato 14 marzo, penultima tappa, è attualmente in dubbio) è più che ipotizzabile che il divario finale fra il primo e i piazzati sia più ampio.

A portata di pedale c’è il record dell’era moderna, per quel che riguarda la corsa francese. Dal secondo Dopoguerra in poi, il vantaggio più consistente è stato quello fatto registrare da Louison Bobet, nel 1952: all’epoca il francese chiuse 4’18” più rapidamente rispetto a Donato Zampini. E Pogačar? Lui la Parigi-Nizza l’ha già vinta, nel 2023, ma chiudendo con “soli” 53″ di vantaggio su David Gaudu…

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