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Pagelle Liegi-Bastogne-Liegi 2021: Tadej Pogacar senza limiti, la Francia c’è, Ineos coraggiosa ma inconcludente, Roglic delude

Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), 10: Rischia e viene premiato. Lo sloveno fa tutto benissimo, correndo con grande intelligenza sino alla fine, quando non si fa prendere dalla foga e battezza la ruota di Alaphilippe per una volata finale che, anche grazie al vento, lo vede riuscire in una rimonta tutt’altro che scontata. Si prende così il primo successo in una classica che appare francamente difficile pensare che sarà l’ultimo. Ennesima perla di una giovanissima carriera già di grandissimo successo che in questo 2021 lo conferma ormai capace di giocarsi praticamente ogni corsa a cui partecipa.

Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep), 9: Gioca col fuoco nel restare fermo quando gli altri si muovono, ma quella è una sfida vinta. Nel momento decisivo è pronto a rispondere agli attacchi, andando a chiudere in prima persona, e anche nella volata non può probabilmente fare diversamente. Purtroppo per lui, sulla sua strada trova un corridore eccezionale (nonché quella punta di ventro contrario che favorisce chi resta a ruota fino all’ultimo).

David Gaudu (Groupama-FDJ), 9: Il talentino francese non spreca energie, correndo con attenzione per non perdere l’azione giusta anche nel caso arrivasse contropiede, ma si gestisce per darsi tutte le chances di fare la differenza nel momento decisivo, sulla Roche-aux-Faucons. Una tattica perfetta che lo vede centrare l’azione giusta, nella quale, pur sapendosi battute, continua a collaborare col piglio del campione, che preferisce correre per vincere, anche se le probabilità sono basse, piuttosto che per far perdere gli altri.

Alejandro Valverde (Movistar), 9: A valutare solo la volata finale (un corridore di esperienza come lui non dovrebbe certo prenderla in testa in quel modo con quegli avversari), ma il risultato finale nel giorno del suo compleanno è comunque l’ennesima dimostrazione che nei grandi appuntamenti bisogna ancora fare i conti con questo eterno 41enne.

Mike Woods (Israel Start-Up Nation), 8: L’azione decisiva nasce da una sua decisa accelerazione che manda in crisi alcuni dei nomi più attesi. Purtroppo per lui, si porta appresso alcuni dei corridori più veloci tra i favoriti e non c’è più molto modo per fare la differenza. È l’unico che quindi prova di nuovo qualcosa per staccare, o quantomeno sfiancare gli avversarsi, ma riuscirci ormai era quasi impossibile e nello sprint, che comunque prende nella posizione giusta, era difficile ottenere qualcosa di più.

Marc Hirschi (UAE Team Emirates), 7,5: Non si vede molto, ma dopo le tante difficoltà di inizio stagione coglie un buon piazzamento, passo importante verso la seconda parte di un anno in cui è indubbiamente molto atteso. Da non sottovalutare anche il suo ruolo in qualità da stopper assieme ad un ancor più prezioso Davide Formolo (8), che in precedenza è l’uomo il cui cambio di ritmo in gruppo provoca la selezione più importante.

Tiesj Benoot (Team DSM), 7: Non brilla, ma tutto sommato coglie un buon risultato che conferma le grandi qualità di un corridore molto duttile.

Bauke Mollema (Trek-Segafredo), 7: Fa quel che può, correndo con la consueta generosità e intelligenza tattica, senza darsi per vinto e senza disdegnare un piazzamento che resta comunque onorevole per lui e prezioso per tutto il team.

Richard Carapaz (Ineos Grenadiers), 7: Al netto della squalifica (discutibile, anche se regolamentare), il corridore ecuadoriano corre ancora una volta con generosità, pronto a sacrificarsi alla causa di una squadra che ha molte buone carte, ma alla quale anche oggi manca l’asso decisivo. Se la sua azione è forse troppo precoce, le resta tuttavia il merito di aver continuato ad animare una corsa che in precedenza era stata sempre la formazione brittanica a cercare di far esplodere grazie al forcing e alle azioni di Tao Geoghegan Hart (7) e Adam Yates (6,5), forse non proprio usato benissimo.

Matej Mohoric (Bahrain-Victorious), 6: Meno brillante di altre circostanze, riesce comunque a chiudere nei dieci una corsa che probabilmente è la meno adatta alle sue caratteristiche, sfruttandole comunque al meglio possibile.

Esteban Chaves (Team BikeExchange), 6: Oggi meno pimpante in quella che sarebbe stata invece la corsa più adatta a lui, il colombiano conferma comunque di essere ormai tornato ad alti livelli. Questo 2021 può essere dunque per il 31enne sudamericano un anno davvero molto importante.

Jack Haig (Bahrain-Victorious), 6:

Michal Matthews (Team BikeExchange), 5,5: L’australiano oggi doveva difendersi per cercare di colpire nel finale, ma non ci riesce davvero, non riuscendo neanche a tenere le ruote degli inseguitori, finendo così per doversi accontentare di vincere la volata di un gruppetto che si gioca un 19° posto che non aggiunge nulla alla sua carriera.

Maximilian Schachmann (Bora-hansgrohe), 5,5: Era uno degli outsider più quotati, tanto che la sua squadra si vede più volte in testa al gruppo, ma nel momento decisivo manca completamente l’appuntamento. Anche nel successivo inseguimento non è tra i più brillanti, trovando comunque le energie per vincere uno sprint ristretto che gli permette di cogliere ancora una volta una top 10 che tuttavia ormai per lui non è più abbastanza.

Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers), 5: Rimasto sostanzialmente al coperto durante il grande lavoro dei suoi compagni, il polacco non ha abbastanza forze ed energie per seguire i migliori nel momento decisivo. Sempre presente, nell’azione vincente manca infatti la maglia della squadrone britannico perché è lui a fallire l’appuntamento.

Jakob Fuglsang (Astana-PremierTech), 5: La sua primavera era sostanzialmente incentrata su questa corsa e qualsiasi risultato era valuto relativizzandolo all’evento più atteso. Nel quale tuttavia fallisce la sua missione, malgrado il bel lavoro dei suoi compagni, sia nel provare a far esplodere la corsa, che nel chiudere quando lui invece resta dietro. A saperlo prima un corridore come Alex Aranburu (7), poteva essere usato diversamente…

Tim Wellens (Lotto Soudal), 5: Anche oggi ci prova una volta completamente fuori tempo, poi sparisce, finendo lontanissimo, non solo dai migliori, ma in un gruppetto in cui si piazzano gregari e ruote veloci.

Warren Barguil (Arkéa-Samsic), 5: Dopo le buone prestazioni di qeusti giorni, con i suoi compagni che si portano in testa a chiudere sugli attaccanti in un momento importante, sembrava potesse essere la giornata giusta per un risultato di spessore. Quando esplode la corsa, mostra invece di essere decisamente in giornata no, finendo per essere malamente respinto dalla Roche-aux-Faucons che avrebbe voluto essere la sua rampa di lancio. Peccato perché oggi il team contava su di lui per cogliere un risultato e punti importanti nella sfida (che stanno perdendo) con la Alpecin

Sergio Higuita (EF Education – Nippo), 5: Forse è ancora condizionato dalle cadute di questo sfortunato periodo, ma stavolta in corsa va tutto abbastanza bene, se non fosse che si spegne la luce e non può seguire non solo i migliori, ma neanche gli inseguitori.

Benoit Cosnefroy (Ag2r Citroën Team), 5: Non arrivava con i favori del pronostico, ma era un interessante outisder per provare ad animare la corsa in contropiede, così come il più esperto compagno Greg Van Avermaet (5,5), che almeno ha il merito di provarci in una corsa ancora meno adatta a lui. Il giovane francese invece praticamente non si vede mai, finendo poi lontanissimo al traguardo.

Primoz Roglic (Jumbo-Visma), 4,5: Il grande sconfitto di giornata. Tutto perfetto fino al momento chiave, quando il cambio di ritmo di Woods lo manda in crisi, costringendolo a finire nella morsa della UAE, che gli piazza due uomini alle costole, rendendo molto più difficile un inseguimento che già sarebbe stato complesso. Dopo la splendida prova di mercoledì, decisamente una controprestazione inattesa…

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