Tour de France 2026, Jasper Philipsen prima declassato e poi riportato al 3° posto: “Non ho gli occhi sulla schiena, non potevo vedere gli altri corridori”

Prima 3°, poi 119° e poi di nuovo 3°: si può riassumere così il risultato di Jasper Philipsen nell’undicesima tappa del Tour de France 2026. Il velocista della Alpecin-Premier Tech è stato infatti al centro di un “caso” al termine della tappa odierna, che l’aveva visto concludere in terza piazza sul traguardo di Nevers alle spalle del vincitore Søren Wærenskjold e di Olav Kooij. Pochi minuti dopo l’arrivo, però, il belga era stato declassato in ultima posizione del gruppo (per l’appunto, la 119a) dalla giuria per alcune manovre giudicate scorrette durante la volata (prendendosi anche un cartellino giallo), ma dopo circa mezz’ora la giuria è tornata sui suoi passi e ha annullato il provvedimento, restituendo al 28enne il terzo posto.

A spiegare come sono andare le cose è stato il team manager Philip Roodhooft a Het Laatste Nieuws: “Jasper era stato declassato per due manovre. Era stato coinvolto in entrambe le manovre, ma queste non sono state causate dalle sue azioni. Ne abbiamo discusso. La giuria aveva la sua opinione, noi la nostra. Abbiamo rivisto le immagini più volte e alla fine hanno ammesso il loro errore“.

Le due manovre inizialmente giudicate irregolari riguardavano un contatto spalla contro spalla di Philipsen con Biniam Girmay e uno con Pavel Bittner, ma entrambi sono stati molto leggeri e, soprattutto, il secondo è avvenuto in risposta a una manovra di Kooij, che ha costretto il belga allo spostamento.

“Penso che anche le immagini fossero piuttosto chiare – ha proseguito Roodhooft – Non è perché Jasper è coinvolto che ne sia anche la causa. E questo è emerso molto chiaramente dalle immagini. Si tratta di Jasper Philipsen, e lui ha la sua reputazione, ma questa volta non è stato lui la causa di ciò che si è visto in TV. Quindi penso che sia giusto […] Non era corretto e se ne sono resi conto. Mi fa particolarmente piacere che ammettano il loro errore. Sarebbe stato facile rimanere sulla loro posizione, ma non è così”.

Lo stesso Philipsen ha commentato il declassamento e la successiva restituzione del piazzamento: “Il finale è stato tutto frenetico, come sempre. Poiché la velocità era calata, i corridori dietro di me andavano più veloci. Non ho gli occhi sulla schiena, quindi non potevo vederli. Mi avevano giudicato in base a quello, ma hanno anche visto che non l’ho fatto intenzionalmente. Sono contento che siano tornati sulla loro decisione”.

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