Tour de France 2026, il direttore tecnico Thierry Gouvenou sorpreso dai distacchi dopo la 6ª tappa: “Non ce lo aspettavamo. Ma il problema non è il percorso, è la differenza tra Pogačar e gli altri”

Dopo sole sette tappe, la classifica generale del Tour de France 2026 è già ben definita. Chi pensava (e sperava), alla partenza, di poter assistere a una corsa più incerta e combattuta rispetto alle ultime due edizioni è, almeno per il momento, rimasto deluso, dato che la Maglia Gialla Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) vanta già 2’42” di vantaggio sul rivale Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e più di 3 minuti sugli altri big. Un margine, quello sul danese, accumulato peraltro tutto durante la prima vera frazione di montagna, che ha visto il fenomeno sloveno demolire gli avversari dopo aver attaccato e staccato tutti sul Tourmalet, facendo poi segnare le maggiori differenze negli ultimi 40 chilometri e stupendo tutti quanti con l’ennesima impresa solitaria.

Tra i molti rimasti sorpresi dall’entità dei distacchi visti nella sesta tappa c’è anche Thierry Gouvenou, direttore tecnico della Grande Boucle delle altre gare targate ASO e tracciatore dei percorsi, che in un’intervista a TV2 ha ammesso che non si aspettava tali differenze dopo neanche un terzo di gara.

“Eravamo un po’ incerti sulla difficoltà della sesta tappa, perché sapevamo perfettamente che il Tourmalet sarebbe stato un momento decisivo – le parole di Gouvenou – Ad essere onesti, non ci aspettavamo un distacco così ampio e pensavamo che le differenze all’arrivo sarebbero state molto minori“.

Il direttore tecnico del Tour ha quindi spiegato perché è stato scelto di inserire una frazione dal disegno così impegnativo dopo solo sei giornate di gara: “Gli spettatori non avrebbero capito se, ad esempio, avessimo attraversato i Pirenei con un passo di montagna non troppo difficile a metà tappa e solo terreno pianeggiante in seguito. Abbiamo deciso di scegliere il percorso che passa per il Tourmalet e speravamo che il distacco fosse minore. Ma c’è stata una grande differenza”.

Il risultato è che la corsa sembra ormai già ben indirizzata e che, nelle prossime due settimane, possa venire a mancare la suspense: “Per quanto riguarda la suspense, si potrebbe dire che è stato un fallimento. Ma anche questo fa parte del ciclismo. Pogačar è semplicemente fatto così. È talmente forte che qualsiasi percorso gli si addice”. Gouvenou ha ammesso che avrebbe preferito che Pogačar e Vingegaard fossero più vicini: “Avrei preferito che la gara tra loro fosse stata molto più serrata. Il problema non è il percorso. Il problema è la differenza tra Pogačar e gli altri“.

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