La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2025.

- Filippo Ganna (Ineos Grenadiers): Due mesi dopo il ritiro dal Tour de France per la brutta caduta nella prima tappa, il due volte iridato della specialità riesce a lasciare il segno in una delle pochissime occasioni che questa Vuelta gli ha riservato. Sinora spesso utilizzato al servizio dei compagni, potendo così anche crescere senza pressioni per ritrovare le giuste sensazioni, oggi gestisce lo sforzo in modo magari non canonico, ma decisamente efficace costruendo un successo importante, soprattutto in vista di un finale di stagione in cui qualcosa potrà ancora dire.
- Jay Vine (UAE Team Emirates XRG): Vedere una maglia a pois, che non sia uomo di classifica, andare così vicino al successo in una cronometro pianeggiante è qualcosa di decisamente raro. Ennesima dimostrazione di un talento fuori dal comune da parte del corridore australiano, che purtroppo per lui anche oggi paga probabilmente la scarsa capacità di guida del mezzo, perdendo tempo nelle poche curve che il tracciato ha proposto.
- Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling): Il britannico sta costruendo un podio di alto livello con costanza e la capacità di farsi trovare pronto in ogni scenario. Favorito ovviamente dalla distanza ridotta, il classe 1999 sfodera una splendida prestazione a cronometro che lo vede guadagnare su praticamente tutti in top 10, partendo da un Jai Hindley che dal canto suo a sua volta non ha sfigurato oggi.
- Juan Ayuso (UAE Team Emirates XRG): La prova era molto adatta a lui, ma che sia per testa o per gambe, lo spagnolo oggi conclude abbastanza lontano dai migliori considerando le sue qualità e i risultati pregressi in prove simili. Come dimostra il successo sfiorato da Jay Vine, la squadra non ha dato indicazioni su come farla, quindi poteva essere in realtà un’altra buona occasione per farsi notare e mettersi alla prova.
- Spettacolo: L’intervento era probabilmente necessario ed è chiaro che il tracciato disegnato in sostituzione era molto più sorvegliabile di quello originario. Evidentemente era necessario e l’organizzazione ha fatto bene a mettere in primo piano la sicurezza dei corridori, specialmente quando si muovono da soli e non era possibile garantire la giusta copertura ai singoli. Ovviamente, oggi e nei prossimi giorni, a perderci è stato lo spettacolo.
- Antonio Tiberi (Bahrain Victorious): Non un vero e proprio flop, ma c’è il rammarico che non abbia almeno provato a dimostrare quel che avrebbe potuto fare. Non essendoci domani una tappa di montagna, uno sforzo intenso di 13 minuti poteva anche farlo perché è chiaro che il corridore laziale vale molto di più del risultato odierno. Una top10 sarebbe stata ovviamente aneddotica, ma poteva essere comunque una buona occasione per battere un colpo e dare una dimostrazione delle proprie capacità.
Seguici