Egan Bernal (Ineos Grenadiers): Il colombiano ritrova oggi un successo nella massima categoria dopo quattro anni, indossando quella maglia di campione nazionale iconica che ha conquistato ritornando alla vittoria per la prima volta dopo il terribile incidente del gennaio 2022. Per un motivo o per l’altro non riesce ancora ad essere competitivo per fare classifica come vorrebbe e come continua a sognare, ma se le gambe non sempre reagiscono come vorrebbe, la testa è sempre quella del vincente e oggi lo dimostra con grande caparbietà. Tutti ci auguriamo sia il primo di tanti nuovi successi.
Mikel Landa (Soudal Quick-Step): Lo spagnolo è l’iniziatore dell’azione decisiva con una progressione che sembra una mezza follia, a 60 chilometri dalla conclusione, ma si dimostra il momento giusto perché, a prescindere dal fatto che il finale è stato tagliato, ad arrivare per primo anche in cima alla salita sarebbe stato uno di loro. Purtroppo per lui, alla fine la vittoria si decide in uno sprint e neanche con pendenze troppo dure, un terreno che per lui è decisamente poco consono. Ma con questa gamba potrà riprovarci ancora.
Groupama-FDJ: Riescono a piazzare tre uomini nella fuga di giornata e due concludono nei primi cinque, con lo sfortunato Clément Braz-Afonso che si stacca dalla coppia di testa solo per una foratura, mentre Brieuc Rolland si conferma a sua volta talento molto interessante cogliendo il suo secondo podio e la terza Top10 in questa Vuelta. Con il capitano designato che non è riuscito a confermarsi dopo lo splendido inizio, il team ha saputo reinventarsi e ogni giorno prova qualcosa, tanto che oggi senza la sfortuna chissà come sarebbe andata.
Felix Gall (Decathlon Ag2r La Mondiale): Probabilmente è l’unico che può sorridere per il taglio della salita finale perché il bilancio di giornata parla di 54 secondi persi, ma potevano essere molti di più. Costretto a staccarsi sulla penultima salita di giornata da un gruppo comunque già fortemente selezionato, ma di cui normalmente avrebbe dovuto continuare a fare parte, lo scalatore austriaco è l’unico big ad aver perso terreno. Dopo il giorno di riposo può succedere, ma è già il suo secondo passaggio a vuoto e se era qualcosa in più lo scorpriremo presto.
Marc Soler (UAE Team Emirates XRG): Stavolta il catalano si gioca male le sue carte. Era l’uomo più sorvegliato della fuga visto quanto mostrato sinora e si lascia prendere dal nervosismo e dai tatticismi dei rivali, che comprensibilmente non vogliono aiutarlo più di tanto. Invece di assumersi le responsabilità, lascia partire la fuga nella fuga, che per quanto mostrato dopo sarebbe perfettamente stato in grado di seguire. Per provare a rientrare dopo spende poi troppo, fino poi a essere fermato dal team quando ormai è troppo tardi per poter ancora pensare di vincere (e d’altro canto il suo capitano era rimasto da solo in gruppo).
Junior Lecerf (Soudal Quick-Step): Un cedimento era prevedibile, ma perdere oltre due minuti senza neanche che la salita finale sia affrontata è dimostrazione che la sua permanenza nei primi dieci rischia di essere molto difficile. Ha già fatto moltissimo e ad ogni modo questa Vuelta resterà per lui un momento importante della carriera, ma se vedendo anche i corridori da cui ha perso contatto, oggi poteva fare di meglio.