Tim Merlier (Soudal Quick-Step): Due giorni fa, con i compagni rimasti coinvolti nella caduta, aveva dovuto fare tutto da solo e aveva comunque chiuso terzo, questa volta invece ha Stuyven a portarlo nella giusta posizione, anche se poi nel finale se la deve cavare da sé. Il belga è bravissimo a non restar chiuso e a scegliere il momento giusto per uscire, scatenando tutta la sua potenza negli ultimi 100 metri per andare a prendersi il suo quarto successo in carriera alla Grande Boucle.
Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility): Probabilmente non era tra gli sprinter più attesi per questa volata, ma il 26enne norvegese è bravo a farsi spazio nel finale e ad arrivare a giocarsi la vittoria di tappa. Purtroppo per lui, trova sulla sua strada Merlier, ma il secondo posto odierno è il suo miglior risultato in carriera al Tour e regala un altro bel piazzamento alla formazione norvegese.
Huub Artz (Lotto Intermarché): Pur non essendo propriamente un velocista, il 24enne si lancia nuovamente nella mischia e va a cogliere la sua seconda top-10 in due volate. Rispetto a due giorni fa si peggiora di tre posizioni, passando dalla quarta alla settima, ma per una squadra che ha perso il suo riferimento per gli sprint resta un risultato importante e lo è anche per lo stesso neerlandese, che non sfigura al cospetto di alcuni degli sprinter più forti del gruppo.
Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech): Come nella volata di Pau, anche questa volta sembra mancare qualcosa al belga, che non riesce a ripagare l’ottimo lead-out dei compagni di squadra. Vero che, probabilmente, Van der Poel lo lascia al vento leggermente troppo presto, a 250 metri dal traguardo, ma è anche vero che altre volte il 28enne era stato in grado di imporsi in sprint abbastanza lunghi, mentre in questa occasione non ha avuto lo spunto necessario e si è visto rimontato, chiudendo al quinto posto.
Olav Kooij (Decathlon CMA CGM): Dopo la vittoria di due giorni fa, il neerlandese era tra i più attesi anche quest’oggi, ma nel finale reta un po’ troppo indietro e sceglie poi il lato sbagliato per lanciare la volata, rimanendo chiuso contro le transenne e non trovando così spazio per andare al di là del 23° posto.
Pavel Bittner (Picnic PostNL): La sua squadra ha un disperato bisogno quantomeno di piazzamenti, che possano tradursi, oltre che in una spinta morale, anche in punti UCI. Forse, viste le sue caratteristiche non da velocista puro, gli si chiede un po’ troppo, ma entrare negli ultimi tre chilometri con quattro compagni a disposizione e poi finire nelle retrovie della volata nel momento in cui bisogna iniziare a spingere è sintomo di qualcosa che manca.