Pagellone 2025, M-Z: Magnier, Merlier, Milan, Pedersen, Pogačar, Scaroni, Van Aert, Van Der Poel, Vingegaard, Yates
La stagione 2025 è finita ormai da qualche settimana, quella 2026 è ormai dietro l’angolo, ma c’è ancora un po’ di tempo per soffermarsi su quello che si è visto, sulle strade di tutto il mondo, nei 10 mesi di attività del calendario internazionale. È quindi arrivato il momento del nostro “Pagellone”, ovvero la rubrica con cui analizziamo il percorso agonistico dei corridori più rilevanti del panorama professionistico, ricordando tutto quel che di buono è stato fatto nell’arco dell’anno e anche quelli che possono essere stati i passaggi a vuoto, dovuti ovviamente ai più disparati motivi. Sintetizzare in un numero il cammino di un corridore non è esercizio facile e per questo i giudizi espressi vanno considerati nella loro interezza, quindi con le necessarie precisazioni, dovute magari alle aspettative che hanno gravato proprio su quell’atleta o su eventuali infortuni occorsi durante i mesi della stagione 2025.
LETTERA M
Filip Maciejuk (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5: L’unico lampo della sua stagione è stato il titolo nazionale a cronometro, non sufficiente però a rendere positivo il bilancio complessivo. Infatti per il 26enne polacco, che a inizio carriera aveva lasciato intravedere prospettive più promettenti, non c’è molto altro da segnalare.
Valentin Madouas (Groupama-FDJ), 5,5: Annata opaca per il francese classe ’96 nel corso della stagione resta lontano dai livelli a cui aveva abituato anni fa quando era capace di stare davanti a lottare con i migliori. Da segnalare soltanto il terzo posto alla Tro-Bro-Léon e la top-10 nella 15esima tappa del Tour de France che però non bastano a risollevare la sua stagione.
Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), 6,5: La parentesi del Giro d’Italia rappresenta senza dubbio il momento migliore della stagione per l’esperto corridore azzurro, che nel corso dell’anno ha alternato gli obiettivi personali al lavoro di supporto per i compagni. Il secondo posto nella tappa di Cesano Maderno e il sesto nella 14esima frazione sono tra i risultati più significativi della carriera del 34enne e fanno sì che il bilancio finale si chiuda in positivo.
Filippo Magli (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Non è stato affatto negativo il 2025 del corridore toscano, capace di raccogliere diversi risultati di buon livello nel corso della stagione. Il più significativo è senza dubbio il quarto posto nella tappa di Cesano Maderno del Giro d’Italia, dove ha sfiorato il podio per un soffio. Positiva anche la parte finale dell’anno, impreziosita da tre top-10 al GP Industria & Artigianato di Larciano, al Trofeo Matteotti e alla Coppa Bernocchi.
Paul Magnier (Soudal Quick-Step), 8,5: Seconda stagione nel WorldTour per il 21enne francese che, a giudicare dai risultati, sembra già un campione affermato. Il giovane velocista ha vissuto un’annata straordinaria, conquistando 19 successi complessivi, di cui 14 messi in fila nel finale di stagione, e chiudendo come secondo corridore più vincente dell’anno alle spalle solo di Tadej Pogačar. Alla serie di vittorie ottenute al Giro di Slovacchia, alla CRO Race e al Tour of Guangxi si aggiungono i secondi posti all’Omloop Nieuwsblad e alla Samyn Classic, il terzo alla Classica di Amburgo, il quarto alla Bretagne Classic e tre top 10 , di cui un podio, nelle tappe del Giro d’Italia. Risultati che da soli testimoniano lo spessore del classe 2004, dal quale non possiamo che aspettarci risultati ancora più eccezionali nel 2026.
Rafal Majka (UAE Team Emirates XRG), 6.5: Ultima stagione per l’esperto corridore polacco, che conclude la sua carriera confermandosi uno dei gregari più affidabili del gruppo. Saluta il ciclismo con l’annata record del team da 97 vittorie, alle quali concorre anche lui conquistando il titolo nazionale in linea, oltre che con una lunga serie di contributi decisivi al servizio della squadra.
Matteo Malucelli (XDS Astana), 7: Il 32enne azzurro ha raccolto in questo 2025 ben otto vittorie, seppur in competizioni non di primissimo piano. Protagonista soprattutto nel calendario asiatico, dove ha conquistato una tappa al Tour of Hainan, due (più la classifica generale) al Tour of Taihu Lake e tre al Tour de Langkawi, a cui si aggiunge la vittoria ottenuta nell’ultima frazione del Giro di Turchia, oltre a una serie di podi e piazzamenti che complessivamente rendono la sua annata positiva.
Martin Marcellusi (VF Group Bardiani-CSF Faizané), 5,5: Due top-10 al Giro d’Italia non bastano a riscattare la stagione sottotono del romano classe 2000. Con il conto delle vittorie da professionista ancora a zero, il 25enne, pur non essendo mancate le occasioni in cui si è inserito nelle fughe ed è andato a caccia di risultati, è riuscito a collezionare solo qualche piazzamento in competizioni non di primo piano. Il 2026 riuscirà a regalargli risultati migliori?
Arne Marit (Intermarché-Wanty), 6,5: Positiva la stagione del belga, che ha mostrato una buona continuità riuscendo a raccogliere podi e buoni piazzamenti in tutto il corso della stagione. Ha sfiorato il podio nella seconda tappa del Tour Down Under, ottenuto un quarto posto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, e collezionato una serie di terzi posti fra Famenne Ardenne Classic, Omloop van het Houtland e Vuelta a España (ottava tappa). Chiude con 12 top-10 e una buona dose di fiducia per la prossima stagione, durante la quale vestirà la maglia della Red Bull-Bora-hansgrohe.
Guillaume Martin (Groupama-FDJ), 6: La stagione del francese si chiude con due successi ottenuti a distanza di sole 24 ore l’uno dall’altro, alla Classic Grand Besançon Doubs e al Tour du Jura, oltre a un discreto numero di piazzamenti nelle corse a lui più congeniali. Peggiore rispetto agli anni passati è stata l’avventura al Tour de France, dove non è mai riuscito a centrare la top-10 nelle varie tappe e ha chiuso lontano anche in classifica generale. Alla stagione non particolarmente brillante si è aggiunta anche la sfortuna; alla Vuelta, infatti, in occasione della seconda tappa è stato costretto al ritiro a seguito di una brutta caduta che gli ha provocato la rottura di due vertebre, compromettendo così il finale di stagione.
Daniel Felipe Martínez (Red Bull-Bora-hansgrohe), sv: Il colombiano era atteso da conferme importanti dopo il secondo posto al Giro d’Italia 2024, e invece, fatta eccezione per il settimo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi, quest’anno non si è praticamente visto, complice anche un’infezione virale in primavera che ha probabilmente compromesso la sua annata, conclusasi ad agosto.
Lenny Martinez (Bahrain Victorious), 7,5: L’impatto del giovane scalatore transalpino con la nuova squadra è stato sicuramente positivo dato che, delle otto vittorie stagionali del team, quattro sono sue. Tre di queste sono arrivate in gare WorldTour, con una tappa alla Parigi-Nizza, una al Giro di Romandia (dove ha chiuso al secondo posto nella generale) e una al Giro del Delfinato, tutte in finali duri. Buono anche l’atteggiamento offensivo al Tour de France, dove però ha forse peccato un po’ dal punto di vista tattico, il 22enne ha confermato di poter far bene non solo nelle corse a tappe, ma anche nelle gare di un giorno più impegnative, come dimostrano il 4° posto ottenuto alla Freccia Vallone, il 3° al Giro dell’Emilia e la top-10 sfiorata al Lombardia.
Enric Mas (Movistar), sv: Sull’annata dello scalatore spagnolo pesa ovviamente la tromboflebite alla gamba sinistra che lo ha costretto al ritiro dal Tour de France e posto fine anticipatamente al suo 2025. In precedenza, comunque, era stato il solito Mas, ben piazzato (3° alla Volta Catalunya, 3° al Giro dei Paesi Baschi e 7° al Giro del Delfinato) ma mai vincente.
Fausto Masnada (XDS Astana), 5,5: Piuttosto sottotono il 2025 del bergamasco, impiegato sia al Giro d’Italia che alla Vuelta a España ma incapace di trovare il giusto colpo di pedale (e, di conseguenza, di portare particolari risultati e punti UCI alla squadra), forse influenzato ancora dai problemi dello scorso anno.
Michael Matthews (Team Jayco AlUla), 7: Nella prima parte di stagione coglie buoni piazzamenti (4° alla Milano-Sanremo e 5° all’Amstel Gold Race) e la vittoria al GP Francoforte. È poi vittima di un’embolia polmonare a giugno per la quale rischia anche la vita e deve saltare il Tour de France, ma compie un mezzo miracolo riuscendo a rientrare per fine agosto e ottenendo comunque alcuni piazzamenti, oltre a contribuire all’oro iridato dell’Australia nella staffetta mista dei Mondiali di Kigali.
Marius Mayrhofer (Tudor Pro Cycling Team), 6: Una vittoria e qualche buon piazzamento lo salvano da una stagione in cui sembra mancare però il salto di qualità atteso e che lo vede faticare nei tanti appuntamenti importanti ai quali prende parte.
Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), 8: Altra stagione di grande consistenza in cui riesce a mettere, a fianco di tanto lavoro e sacrificio per i capitani, anche in cascina alcuni risultati di prestigio. Su tutti la splendida vittoria, pur in concessione, al GP de Montréal, alla quale si aggiunge il successo finale al Giro di Polonia e, nell’ultima parte dell’anno, le vittorie di Giro del Lussemburgo e Cro Race. Da sottolineare anche il nono posto finale al Giro d’Italia nonostante il supporto dato ai compagni.
Jordi Meeus (Red Bull-Bora-hansgrohe), 7: Alcune vittorie di buon livello come apici di una stagione ricca di piazzamenti e risultati. Manca il successo pesante, ma nel complesso è un anno costante che lo vede comunque raccogliere un bel bottino di punti, considerando anche che corre in una squadra che punta decisamente poco sulle volate. Il belga è riuscito comunque a ritagliarsi i suoi spazi mettendosi in evidenza non solo negli sprint, ma anche nelle corse di un giorno, nelle quali è probabilmente stato l’interprete del team maggiormente positivo.
Louis Meintjes (Intermarché-Wanty), 5: L’ultima stagione scorre via piuttosto anonima. Nei due GT affrontati, il Giro d’Italia e la Vuelta a España, si vede solo nel primo con un paio di fughe, riuscendo comunque, come gli è spesso accaduto in carriera, a chiudere entrambi nei primi 20, ma senza acuti.
Milan Menten (Lotto), 6: Alcuni buoni piazzamenti sia in volata che in alcune corse di un giorno abbastanza mosse, oltre a tanto lavoro per la squadra, ma per il secondo anno di fila non è riuscito a lasciare il segno, pur non andandoci lontano in un paio di occasioni.
Tim Merlier (Soudal Quick-Step), 8,5: Nonostante i 33 anni, il belga sembra continuare a migliorarsi, confermandosi tra i migliori velocisti al mondo (se non il migliore) e riuscendo, in questo 2025, a conquistare lo stesso numero di vittorie del 2024, ovvero 16. Numeri notevoli, ottenuti spesso in contesti di qualità e contro avversari di livello, che lo vedono andare a segno in tutte le gare a tappe alle quali prende parte, con i due successi al Tour de France a spiccare ovviamente su tutti. È indubbiamente uno dei punti di riferimento della sua squadra, che può contare su di lui per vincere o fare risultato quando serve.
Luka Mezgec (Team Jayco AlUla), 6: Ormai è convertito in uomo squadra e il suo lavoro lo fa abbastanza bene, anche se quasi mai è stato sfruttato dai compagni di squadra. Rispetto agli ultimi anni ha invece faticato a mettersi in evidenza in prima persona.
Madis Mihkels (EF Education-EasyPost), 6: Rispetto al 2024 ha ottenuto qualche risultato in meno e ancora sembra mancare di continuità, ma il giovane corridore estone conferma di avere buoni numeri con qualche guizzo di qualità, come il terzo posto alla Bruges-De Panne e le top-15 alla Gand-Wevelgem e alla Parigi-Roubaix.
Jonathan Milan (Lidl-Trek), 8,5: Già solo l’aver posto fine al digiuno di vittorie di tappa italiane al Tour de France, che durava dal 2019, gli vale un voto alto, ma il friulano è stato in grado di vincerne due di frazioni alla Grande Boucle e, all’esordio assoluto, di portarsi a casa anche la Maglia Verde, terzo italiano di sempre a riuscirci. Nel resto della stagione sono arrivate altre sette affermazioni e diversi piazzamenti, che lo confermano come uno degli sprinter top del gruppo, oltre a buoni risultati nelle classiche più adatte alle sue caratteristiche, a dimostrazione che può essere protagonista anche in queste gare.
Lorenzo Milesi (Movistar), 6,5: Il 23enne ha fatto dei passi in avanti in questa stagione, dimostrando tanta grinta che si è tradotta in alcuni buoni piazzamenti e arrivando anche a sfiorare la prima vittoria tra i professionisti in un paio di occasioni.
Pau Miquel (Equipo Kern Pharma), 6,5: La vittoria non è ancora arrivata, ma il 25enne è riuscito ad ottenere diversi piazzamenti e ha rubato l’occhio in diverse occasioni, tanto da essere notato dalla Bahrain Victorious, che se lo è assicurato per le prossime due stagioni.
Matej Mohorič (Bahrain Victorious), 5: Pochissimi lampi (su tutti, il terzo posto nella tappa finale del Tour de France) non bastano per salvare quella che probabilmente è stata la sua annata peggiore da quando è professionista, in particolare nelle classiche, dove non si è mai messo in evidenza. Da un corridore del suo calibro ci si aspettava sicuramente di più.
Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates XRG), 6: Meno costante, anche per via di qualche infortunio, il colombiano non ha comunque fatto mancare i piazzamenti pur non avendo un vero e proprio treno a sua disposizione, partecipando anche al festival di vittorie della squadra con un successo di tappa al Giro di Ungheria e la conquista della Bruges-De Panne, tra le affermazioni più importanti della sua carriera.
Bauke Mollema (Lidl-Trek), 6: È evidente che, vista anche l’età, non sia più quello di qualche anno fa, ma il neerlandese non ha comunque fatto mancare il suo contributo mettendosi in evidenza in qualche occasione e centrando anche un bel podio al Gran Piemonte.
Sylvain Moniquet (Cofidis), 6: Il belga è stato tra i corridori della squadra che più si è visto, attaccando spesso da lontano, ma con pochi risultati. Ha comunque ottenuto la sua prima vittoria in carriera in una tappa del Tour du Limousin, oltre a qualche altro piazzamento.
António Morgado (UAE Team Emirates XRG), 6,5: Trovare spazio in uno squadrone come la UAE non è facile, tuttavia si fa trovare pronto quando chiamato in causa, anche a livelli importanti. Rispetto all’anno scorso si è comunque visto un po’ meno, ma ha confermato lo stesso numero di vittorie, tre, due delle quali arrivate subito nelle prime gare di stagione.
Jacopo Mosca (Lidl-Trek), 6: Il lavoro che svolge per i compagni di squadra è come sempre egregio, trascorrendo tante ore in testa al gruppo a tirare e contribuendo in questo modo ai successi del team. Quando non deve lavorare riesce comunque a mettersi in evidenza con qualche fuga.
Matteo Moschetti (Q36.5 Pro Cycling Team), 7: Fin qui, la stagione migliore del velocista milanese, che soprattutto nella prima parte ha trovato una buona continuità di risultati conquistando quattro vittorie e diversi piazzamenti tra febbraio e aprile. Si è visto invece un po’ meno a partire dal Giro d’Italia, dove comunque ha chiuso terzo nella tappa finale a Roma, e nella seconda metà dell’anno (a eccezione di un successo alla Vuelta a Burgos), ma nel complesso il bilancio è sicuramente positivo.
Gianni Moscon (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6: Trasformatosi in un gregario a tempo pieno, il 31enne si è totalmente dedicato ai propri capitani facendo tanto lavoro oscuro, senza risparmiarsi quando chiamato a tirare il gruppo, portando a termine Giro e Tour e affrontando un numero cospicuo di gare di un giorno.
Luca Mozzato (Arkéa-B&B Hotels), 5,5: Dopo un 2024 di alto livello, coronato dal secondo posto al Giro delle Fiandre, il 27enne non è riuscito a confermarsi in questo 2025, riuscendo giusto a ottenere qualche top-10 e un ottavo posto di tappa al Giro d’Italia come risultato maggiormente rilevante.
Henok Mulubrhan (XDS Astana), 6,5: Come accaduto negli ultimi anni, l’eritreo si è messo in evidenza soprattutto nel calendario asiatico, faticando invece ogni volta che il livello si alza. In ogni caso ha portato a casa quattro vittorie e ha contribuito con un buon bottino di punti alla salvezza del team.
LETTERA N
Tim Naberman (Team Picnic PostNL), 5: Una stagione senza grandi acuti, così come quelle precedenti, per il gregario neerlandese, che accumula chilometri senza rendersi protagonista di azioni particolari. Dalla sua c’è solo il Tour de France, il primo affrontato in carriera, portato a termine.
Oliver Naesen (Decathlon AG2R La Mondiale), 5,5: Qualche guizzo in primavera, anche se nelle Classiche a lui più care non è riuscito a confermare i segnali di ripresa lanciati nel 2024. Il raccolto, complessivamente, è abbastanza magro, ma va rilevanto il fatto di aver completato senza risparmiarsi il Tour de France, contribuendo con il suo supporto al quinto posto finale del compagno di squadra Felix Gall.
Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), 7: Che fosse un gran corridore si sapeva, ma il suo passaggio nei ranghi della squadra emiratina lo ha reso un atleta di livello assoluto. Inizia alla grande, portando a casa tappa e classifica finale al Tour Down Under e poi si mette a pieno servizio dei capitani, tanto che le sue trenate a favore di Tadej Pogačar rimarranno fra le azioni più rilevanti dell’intero Tour de France 2025. Per di più, chiude il Tour con un significativo 13esimo posto nella generale, si piazza secondo nella classifica finale del Giro di Germania e si spende bene anche fra Giro del Lussemburgo e Tour of Guangxi. Infaticabile e redditizio.
Krists Neilands (Israel-Premier Tech), 5: Un doppio secondo posto nei Campionati nazionali di Lettonia e pochissimo altro, fatta eccezione per qualche tentativo di fuga, non andato però a buon fine.
Tommaso Nencini (Solution Tech-Vini Fantini), 6: Al primo anno da professionista, prova a mettersi in luce accumulando chilometri in gare in ogni angolo del mondo, dalla Grecia alla Cina. Un quinto posto in una tappa della Trans-Himalaya Cycling Race è il miglior risultato in termini assoluti, mentre la fuga a lunghissima gittata alla Milano-Sanremo rimarrà probabilmente il momento più “luminoso” dell’annata.
Lukas Nerurkar (EF Education-EasyPost), 6: Il giovane britannico non allunga la parabola di crescita iniziata nel 2024, rimanendo abbastanza nascosto nelle varie gare affrontate nell’arco dell’anno. Fra i momenti migliori ci sono il terzo posto Clàssica Terres de l’Ebre e un sesto all’Andorra Clàssica, oltre alla conclusione della Vuelta a España, il primo Grande Giro della carriera.
Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA), 6: Alla Vuelta a España, la corsa di casa, si è messo in mostra ottenendo diversi piazzamenti tra i primi venti, oltre a una lunga serie di attacchi che lo hanno portato a ricevere il premio come della combattività. Nell’arco dell’anno porta a casa anche qualche rispettabile piazzamento, fra cui il quarto posto finale alla CRO Race
Giacomo Nizzolo (Q36.5 Pro Cycling Team) 6: L’ultima stagione della lunga carriera del brianzolo si chiude senza l’agognato ultimo successo. Non mancano però i piazzamenti di buon livello, fra cui un secondo posto al Tour of Oman e il terzo al Gp Criquelion, oltre a qualche altra volata condotta con la sua solita determinazione.
Jørgen Nordhagen (Visma | Lease a Bike), 6,5: Al primo anno da pro’ a tempo pieno da lui ci si aspettava parecchio, ma, in fin dei conti, le cose migliori il norvegese le fa nelle gare giovanili, come Tour de l’Avenir (terzo) e Giro d’Italia Next Gen (quarto). Fra i “grandi” accumula preziosa esperienza nelle brevi corse a tappe e nelle Classiche vallonate, chiudendo poi al quinto posto il Tour of Guangxi, che non è gara caratterizzata da un campo partenti eccezionale, ma che rimane comunque un appuntamento WorldTour.
Mathias Norsgaard (Movistar), 5: Un’altra stagione abbastanza anonima per il danese, che non riesce a far valere i colori della squadra spagnola nelle Classiche a lui più adatte, quelle del Nord. Chiude l’anno senza squilli e con la testa probabilmente già rivolta alla nuova avventura che lo vedrà in sella con la maglia della Lidl-Trek.
Domen Novak (UAE Team Emirates XRG), 6: Scudiero ormai fidatissimo di Tadej Pogačar, lo scorta, soprattutto nelle fasi iniziali e centrali di diverse gare prese poi di petto dal connazionale campione. La squadra lo schiera anche alla Vuelta a España, dove si spende a sostegno di João Almeida con l’ormai proverbiale determinazione. Nella squadra più forte al mondo servono anche corridori così, che non vincono, ma che sanno far fatica.
Thibau Nys (Lidl-Trek), 6: Dopo un inizio vincente al GP Miguel Indurain, si conferma molto competitivo in primavera con le Classiche del Nord corse in crescendo. Raccoglie il dodicesimo posto all’Amstel Gold Race e l’ottavo alla Freccia Vallone, termina la Liège-Bastogne-Liège con un notevole quinto posto. Da lì in poi, però, raccoglie meno di quel che ci si potesse aspettare, misurandosi con il Tour de France e uscendone un po’ acciaccato e senza aver fatto registrare particolari sussulti. Rispetto al 2024 il suo percorso rimane sotto regime, soprattutto in termini di vittorie.
LETTERA O
Kelland O’Brien (Team Jayco AlUla), 6: Affidabile gregario in pianura, riesce anche a togliersi qualche piccola soddisfazione personale con dei piazzamenti a cronometro. Dopo il terzo posto ai campionati australiani a cronometro dietro Plapp e Vine, ottiene come miglior risultato individuale il settimo nella cronometro di Valladolid alla Vuelta. Sempre nelle corse contro il tempo il miglior risultato stagionale: il secondo posto nella cronosquadre della Parigi-Nizza, dove ha avuto un ruolo non indifferente nelle gerarchie della squadra.
Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), 5,5: Non ripete l’incredibile stagione dello scorso anno, anzi, non riesce quasi mai a farsi vedere quando si tratta di curare la classifica, complice una caduta alla Vuelta a España. L’australiano lascia però il segno con la vittoria nella tappa del Col de la Loze al Tour de France, concluso a ridosso della top ten (11°): un sigillo che non salva del tutto la sua stagione, ma rende la bocciatura meno intensa. Nel complesso comunque un’annata deludente, soprattutto per quanto fatto vedere nelle stagioni precedenti.
Stefano Oldani (Cofidis), 6: Complice una situazione di squadra sicuramente non esaltante, l’azzurro non ha trovato la vittoria ma è riuscito a piazzarsi in un paio di occasioni al Giro d’Italia nelle volate di Vlorë e Nova Gorica (terminate rispettivamente al sesto e al quinto posto). Oltre a questo, centra un paio di top ten incoraggianti alla Eschburn-Frankfurt di maggio e alla Coppa Agostoni di ottobre, senza però mai dare l’impressione di poter lottare per il successo. Cambiare aria gli farà bene, anche perché a 27 anni può essere vicino il momento in cui i risultati dovranno arrivare con maggiore continuità.
Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG), 6,5: Una stagione vincente quella del portoghese: due vittorie di tappa al Giro d’Abruzzo e una al Giro di Slovenia. A queste si aggiungono le ottime prestazioni nei campionati nazionali: ha conquistato il primo posto nella corsa valida per il titolo di campione nazionale (già ottenuto nel 2023) e il terzo posto nella cronometro. Insomma, con 4 vittorie ha più che raddoppiato il suo bottino di successi da pro’ (erano 3 prima di quest’anno). La fortuna aiuta gli audaci e lui, di audacia, ne ha quanta ne basta.
Rui Oliveira (UAE Team Emirates XRG), 6: A differenza del fratello non ha ottenuto nessun alloro, ma diversi piazzamenti a ridosso dei primi cinque durante tutto l’arco della stagione. Il miglior risultato un secondo posto di tappa alla CRO Race, poche settimane dopo il quarto nell’ultima frazione del Down Under. Insomma, forse il “killer instinct” in famiglia non è finito nella sua parte di geni, ma il talento naturale non manca.
Oscar Onley (Team Picnic PostNL), 7,5: Il secondo posto nella classifica dedicata al miglior giovane all’UAE Tour è stata la perfetta anticipazione della brillante stagione del giovane britannico. Dopo il terzo posto al Giro di Svizzera, si è confermato tra i migliori anche al Tour de France: secondo miglior giovane alle spalle di Lipowitz e quarto nella generale dietro al tedesco, Pogacar e Vingegaard. Lo abbiamo indicato tra le più belle sorprese di questa stagione e siamo convinti ne abbia tutto il merito, con i risultati ottenuti. Adesso verrà il difficile compito di confermarsi (e magari migliorarsi), chissà se anche con un cambio di casacca per poter sperare in maggiore supporto da parte della squadra.
Robin Orins (Lotto), 7: Dopo aver conquistato sulla strada il primo contratto da professionista con la Lotto dopo un 2024 da ricordare, il giovane belga ha affrontato un difficile periodo a cavallo della nuova annata, che lo ha portato a soffrire di attacchi di panico come ha raccontato pubblicamente. Tornato ad allenarsi in primavera, è tornato a gareggiare a fine luglio: il voto è un incoraggiamento per la sua storia e per la forza con cui l’ha affrontata e deciso di parlarne.
Jakub Otruba (Caja Rural-Seguros RGA), 6: Una vittoria di tappa al GP Internacional Torres Vedras (corsa portoghese di livello 2.2) e il terzo posto nella cronometro valida per il titolo ceco sono gli highlights della stagione del corridore classe 1998, che non è invece riuscito a farsi notare nella sua partecipazione alla Vuelta. L’impressione è che gli manchi ancora qualcosina ai livelli più alti.
LETTERA P
Quentin Pacher (Groupama-FDJ), 5,5: Solito lavoro in supporto dei compagni per il 33enne francese, che però non riesce nemmeno ad andare vicino alla prima vittoria da professionista, a differenza delle scorse stagioni. Il miglior piazzamento personale è un settimo posto di tappa al Giro d’Italia.
Hugo Page (Intermarché-Wanty), 5,5: Una stagione peggiore rispetto alle precedenti per il francese, che non trova la vittoria. Arriva comunque qualche piazzamento positivo, come il sesto posto alla Copenhagen Sprint e il terzo nella prima tappa del Giro del Delfinato.
Enzo Paleni (Groupama-FDJ), 6: Il classe 2002 transalpino prova ad essere protagonista, inserendosi in diversi tentativi nelle corse a tappe WorldTour a cui ha partecipato, seppur senza trovare il tentativo giusto. Vista la giovane età è apprezzabile la sua voglia di andare all’attacco, come dimostrano le tre fughe al Giro d’Italia, ma deve ancora crescere.
Luca Paletti (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Primi importanti segnali anche su strada per il classe 2004 figlio d’arte, che aveva già mostrato buone qualità nel ciclocross. Stagione che porta un nono posto al Giro dell’Appennino, due undicesimi tra Giro del Veneto e Agostoni e anche due top20 in classifica generale a O Gran Camiño e Giro di Slovenia.
Aurélien Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale), 5,5: Dopo due stagioni con risultati di rilievo, il più grande dei fratelli Paret-Peintre non riesce a trovare l’acuto e chiude una stagione con diversi piazzamenti, ma senza brillare. Due secondi posti di tappa a Murcia e Romandia, un quinto in generale al Tour of Britain e il settimo in una frazione del Tour de France sono comunque inferiori alle aspettative.
Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), 7: Il fratello minore invece riesce anche quest’anno a lasciare il segno, grazie al grande successo ottenuto al Tour de France sul Mont Ventoux. Una vittoria di grande prestigio, che conferma le qualità dello scalatore transalpino. Ad inizio stagione era stato protagonista anche al Tour of Oman, vincendo la tappa finale e chiudendo al secondo posto in classifica. Non ha invece potuto provarci alla Vuelta a España, costretto al ritiro per malattia alla quarta tappa.
Nicolò Parisini (Q36.5 Pro Cycling Team), 6: Altra stagione per accrescere l’esperienza per il classe 2000 lombardo, che però non riesce ancora a fare il salto di qualità. Partecipazione fissa a tutte le classiche del Nord, poi nella seconda metà dell’anno sono arrivati i primi piazzamenti nelle corse a tappe, con due ottavi posti al Giro di Slovenia e un terzo al Sibiu Tour.
Andrea Pasqualon (Bahrain Victorious), 6: Stagione contraddistinta dalla sfortuna, con una brutta caduta al Giro d’Italia che lo costringe ad un lungo stop e a saltare di fatto tutta la seconda parte di stagione. Rientra in corsa ad ottobre e al Tour of Guangxi riesce a centrare due volte la top10, con un sesto e un settimo posto di tappa, non banali considerando i 37 anni. La sua avventura con il team è conclusa, ma per ora non ha annunciato il ritiro.
Casper Pedersen (Soudal Quick-Step), 5,5: Un unico lampo nella stagione del danese, un quarto posto alla E3 Saxo Classic. Nel resto dell’anno però non c’è stata la continuità necessaria per supportare al meglio la squadra, infatti è stato escluso dai Grandi Giri, non trovando più alcuna prestazione di rilievo.
Mads Pedersen (Lidl-Trek), 8,5: Un’altra stagione da protagonista assoluto per il danese, con 14 vittorie e soprattutto una presenza costante tra i migliori in tutte le corse principali. Nelle Classiche timbra sempre il cartellino, con il terzo successo nelle ultime sei edizioni della Gand-Wevelgem, poi il secondo posto alla E3 Saxo Classic e al Giro delle Fiandre, oltre al terzo alla Parigi-Roubaix. Chiude nella top-10 anche Milano-Sanremo e Dwars door Vlaanderen. Nei Grandi Giri centra poi un’ importante doppietta nelle classifiche a punti, visto che conquista sia la Maglia Ciclamino al Giro d’Italia, dove centra quattro vittorie, che la Maglia Verde della Vuelta a España, dove fa centro in fuga. A questi si sommano i successi ottenuti alla Parigi-Nizza e al Tour de la Provence, al Giro di Danimarca e nella cronometro dei campionati nazionali. Ormai è diventato il vero punto di riferimento della squadra in termini di risultati e infatti è arrivato il rinnovo del contratto a vita.
Rasmus Søjberg Pedersen (Decathlon AG2R La Mondiale), 6: Il classe 2002 danese prosegue il percorso di crescita, dimostrando un buon spunto veloce, con qualche piazzamento interessante. In particolare il quarto posto di tappa ottenuto al Tour of Guangxi a fine stagione, stesso risultato centrato alla Paris-Chauny, oltre ad una top10 al Giro di Polonia.
Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), 7,5: La stagione del salto di qualità per il classe 2003, che riesce a centrare subito la prima vittoria da professionista nell’anno del passaggio al WorldTour. Il successo sull’Alto de El Morredero alla Vuelta a España, in cui ha attaccato nel gruppo dei migliori, certifica le qualità di questo ragazzo, che però deve ancora crescere per quanto riguarda la gestione delle tre settimane di corsa. Infatti alla Vuelta ha dovuto dire addio nell’ultimo tappa di montagna alla maglia bianca di miglior giovane e anche alla top-5 generale, chiudendo comunque con un ottimo sesto posto. Stesso piazzamento ottenuto in classifica anche al Giro d’Italia, dove si è fatto trovare pronto dopo i ritiri di Roglic e Hindley. Il prossimo anno sarà chiamato a fare uno step ulteriore per ottenere il ruolo di capitano.
Manuel Peñalver (Team Polti VisitMalta), 6: Lo spagnolo a 27 anni trova la miglior stagione della carriera, portando un importante contributo in termini di punti alla squadra. Ha saputo far valere le proprie doti di velocista, infatti sono ben 21 le top10 ottenute nel corso dell’anno, con i migliori risultati arrivati nelle corse in Cina, tra cui la vittoria al Tour of Qinghai.
Paul Penhoët (Groupama-FDJ), 5,5: Non riesce a trovare il successo, nonostante sia ormai diventato il velocista di riferimento della squadra francese. Si contano comunque tre top10 al Tour de France, due top5 alla Tirreno-Adriatico e al Tour of Guangxi, oltre a podi in corse di livello minore, tra cui il secondo posto alla Route Adélie de Vitré. Ha 23 anni, quindi i margini di crescita ci sono, ma serve una svolta per fare il salto di qualità.
Anthony Perez (Cofidis), 5,5: Nessuna top10 nella stagione che segna il ritiro dal professionismo all’età di 34 anni per il francese. Ci si poteva aspettare almeno un tentativo di lasciare il segno e invece non ha mai trovato la forza per provarci, nemmeno con qualche fuga al Giro d’Italia, per quello che sembrava un buon prospetto da giovane.
Andrea Peron (Team Novo Nordisk), 6: Solita stagione da prezioso uomo squadra per il 37enne veneto, che con la sua esperienza è diventato un punto fermo di questo team. Nell’anno ottiene quattro top10, al Giro di Slovacchia, al Tour Poitou e al Giro di Turchia, oltre al dodicesimo posto al Ronde van Limburg.
Alessandro Perracchione (Team Novo Nordisk), 6: Restando sempre nello stesso team, ottiene i primi piazzamenti anche questo ragazzo classe 2005. Infatti ha provato a mettersi in luce allo sprint al Tour of Hellas e al Tour de Taiwan, centrando due top10 nelle tappe.
Davide Persico (Wagner Bazin WB), 6: Leggero passo indietro rispetto alla scorsa stagione, con la vittoria che è mancata, ma sono comunque arrivati dei discreti piazzamenti in una corsa ProSeries come il Giro di Turchia, dove ottiene un terzo e un settimo posto. Il prossimo anno il velocista classe 2001 proverà a fare il salto di qualità con il passaggio alla MBH Bank CSB Telecom Fort.
Diego Pescador (Movistar), 6: Prima stagione da professionista per il 20enne colombiano, che si mette in luce centrando qualche buon piazzamento nelle brevi corse a tappe del calendario spagnolo. Infatti chiude al sesto posto nella generale la Vuelta Asturias, con due top10 di tappa a cui si aggiunge quella alla Vuelta a Burgos.
Nans Peters (Decathlon AG2R La Mondiale), 5,5: Si chiude senza acuti la carriera del 31enne francese, che negli ultimi anni non è più riuscito a ritrovare quelle prestazioni che gli avevano permesso di essere protagonista a Giro d’Italia e Tour de France tra il 2019 e il 2020. L’unica top10 stagionale arriva nella classifica generale della 4 Giorni di Dunkerque e ci si poteva aspettare qualche tentativo di attacco in più prima del ritiro.
Simone Petilli (Intermarché-Wanty), 5,5: Discorso simile per il 32enne lecchese, che nell’ultimo anno prima del ritiro non riesce a lasciare il segno e termina la carriera senza vittorie da professionista. Nel 2025 peraltro non raggiunge nessuna top10. Un corridore che aveva mostrato qualche buono spunto da giovane, ma poi non è mai riuscito a trovare l’acuto tra i big.
Adrien Petit (Intermarché-Wanty), 5,5: Altro corridore che termina la propria carriera da professionista e anche lui senza sussulti finali. Il 35enne transalpino non centra nessuna top10 in stagione e non riesce a replicare le prestazioni da attaccante degli anni passati.
Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck), 7,5: Anche quest’anno ottiene vittorie pesanti, anche se non riesce a replicare la straordinaria stagione del 2024. Le vittorie complessive passano da nove a sette, ma restano quelle importanti. Infatti riesce a conquistare la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, la prima tappa del Tour de France e tre frazioni alla Vuelta a España. Alla Grande Boucle si è tolto anche la soddisfazione di indossare la Maglia Gialla, ma poi è stato costretto al ritiro alla terza tappa per una caduta. Tra gli altri successi ottenuti ci sono lo Sparkassen Münsterland Giro e una tappa al Giro del Belgio. Qualcosa è mancato, come replicare la vittoria della classifica a punti in un Grande Giro, ma resta una stagione ottima.
Finlay Pickering (Bahrain Victorious), 6,5: Stagione di crescita per il classe 2003 britannico, che ha mostrato buone doti da attaccante impegnandosi in diverse fughe, spesso su percorsi impegnativi. Tra queste si nota in particolare l’ottavo posto ottenuto alla Vuelta a España nella tappa con arrivo a Mos. Castro de Herville. Inoltre nella corsa spagnola si registra anche il decimo nella frazione di Bola del Mundo, dimostrando anche di saper resistere con i migliori in salita.
Riley Pickrell (Israel-Premier Tech), 6: Il 24enne canadese centra una vittoria stagionale, al Sibiu Tour, replicando il successo del 2024. A fine stagione arriva poi un ottavo posto al Tour of Guangxi, ma non basta per la conferma in squadra, visto che passerà alla Modern Adventure Pro Cycling.
Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling Team), 8: La stagione del definitivo salto di qualità anche nelle corse a tappe, con il terzo posto alla Vuelta a España che certifica i progressi nella gestione delle energie e nella tenuta in salita. Il cambio di squadra ha dato nuova linfa al britannico, capace di rispondere in maniera perfetta al nuovo ruolo di unico capitano. La continuità di risultati nella stagione è davvero significativa: vittoria del Tour of AlUla a inizio stagione, poi podio alla Vuelta a Andalucia, secondo alla Strade Bianche, sesto alla Tirenno-Adriatico, podio alla Flèche Wallonne, tanti piazzamenti al Giro d’Italia, pur mancando la top10 in classifica e poi vittoria di tappa e secondo generale al Giro di Norvegia, prima della Vuelta. A fine stagione è ancora presente con due piazzamenti, secondo al Giro dell’Emilia e sesto a Il Lombardia. Davvero un anno da incorniciare per un corridore ormai stabilmente tra i migliori in tutte le grandi corse.
Andrea Pietrobon (Team Polti VisitMalta), 5,5: Passo indietro rispetto allo scorso anno per il 26enne nativo di Pieve di Cadore, che non riesce a inserirsi in nessuna fuga vincente al Giro d’Italia e non trova lo spunto migliore nemmeno nelle corse secondarie. Infatti l’unica top10 stagionale è un nono posto al Tour de la Mirabelle.
Davide Piganzoli (Team Polti VisitMalta), 7: Prosegue la crescita dello scalatore valtellinese, che a 23 anni chiude la sua esperienza con il team per fare il salto di categoria e andare alla Visma | Lease a Bike nel prossimo anno. Una promozione giustificata dai grandi piazzamenti portati nell’anno, con 16 top10, anche se non è arrivata la vittoria. Il secondo posto in classifica generale al O Gran Camiño e alla La Route d’Occitanie sono due risultati di ottimo presagio per il futuro, ma anche il terzo al GP Larciano, dietro a Del Toro e Scaroni, mostra come il potenziale ci sia e potrà dimostrarlo in un grande team WorldTour.
Alessandro Pinarello (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Il classe 2003 nativo di Conegliano prosegue la propria crescita tra i professionisti, ottenendo dei piazzamenti importanti nelle classiche del calendario italiano. Infatti chiude quarto al Giro della Toscana e sesto in quello della Romagna, a cui si sommano le top10 alla Settimana Coppi e Bartali e Clàssica Valenciana.
Mattia Pinazzi (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 5,5: Stagione invece non brillante per il compagno di squadra, che a 24 anni non riesce a fare ancora lo step decisivo per lasciare il segno. L’unica top10 stagionale è un settimo posto alla UMAG Classic (corsa 1.2), serve qualcosa di più.
Andrea Piras (Solution Tech-Vini Fantini), 6: Prima stagione da professionista per questo ragazzo classe 2002, che non centra nessun piazzamento di rilievo, ma accumula già tanta esperienza con quasi 50 giorni di corse nell’anno.
Laurence Pithie (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5,5: Era arrivato dalla Groupama-FDJ come uno dei possibili uomini di punta in volata, invece ha ottenuto decisamente meno rispetto al previsto. Il terzo posto alla Cadel Evans Great Ocean Road Race, dove aveva vinto nel 2024, è il miglior risultato, poi sono arrivate delle top10 al Giro del Delfinato e a quello di Germania, troppo poco per le qualità del neozelandese.
Edward Planckaert (Alpecin-Deceuninck), 6: Oltre all’importante supporto ai compagni, ci ha provato anche in prima persona nei Grandi Giri. Infatti ottiene due bei piazzamenti, ovvero un terzo posto di tappa sia al Giro d’Italia che alla Vuelta a España.
Lucas Plapp (Team Jayco AlUla), 7: Arriva la prima grande vittoria con un’azione memorabile nell’ottava tappa del Giro d’Italia. Nella tappa dei muri stacca i compagni di fuga a 45 chilometri dall’arrivo e vince in solitaria sul traguardo. In precedenza erano arrivati altri due successi, nella seconda tappa del Tour of Hellas e nella cronometro del campionato nazionale australiano. Sono arrivati poi anche il sesto posto nella generale del Tour Down Under e il settimo nella Clasica San Sebastian, oltre alle top10 nelle cronometro di Giro e Tour de France.
Jensen Plowright (Alpecin-Deceuninck), 6: Il velocista australiano ha avuto un doppio ruolo nel team, come supporto dei compagni nelle volate e come primo uomo nelle altre corse. In queste sono arrivate le top10 al Giro di Polonia e al Tour of Holland.
Rick Pluimers (Tudor Pro Cycling Team), 6,5: La migliore stagione della carriera per il 25enne neerlandese, che apre l’anno con il primo successo da professionista, imponendosi in Oman alla Muscat Classic. Poi ottiene un ottimo quinto posto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne e ben figura anche alla Tirreno-Adriatico e al Giro di Norvegia, con diverse top5. A fine stagione arriva anche il sesto posto alla Bretagne Classic, confermando le importanti potenzialità da velocista resistente.
Wouter Poels (XDS Astana), 6: A 38 anni riesce ancora a conquistare una vittoria, al Giro di Turchia, dove si impone in una tappa e nella classifica generale, davanti al compagno di squadra Harold Lopez. Piazzamenti anche al Tour of Oman, mentre non riesce a lasciare il segno a Giro d’Italia e Vuelta a España, lavorando per i compagni. Nonostante l’età sua carriera non è finita, perchè il prossimo anno passerà alla Rose Rockets.
Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), 10: Cosa dire sullo sloveno, semplicemente che ancora una volta è stato il più forte di tutti. Un’altra stagione in cui non sbaglia nessuna corsa in cui partecipa e quando non arriva la vittoria, è comunque sempre tra i migliori. Anno iniziato con il facile dominio all’UAE Tour, poi centra la terza vittoria alla Strade Bianche e regala spettacolo alla Milano-Sanremo, dove si deve però arrendere a Van Der Poel, così come alla Parigi-Roubaix, dove è comunque secondo al debutto. In Belgio però è dominante, visto che trionfa al Giro delle Fiandre e alla Freccia Vallone, oltre all’impresa solitaria di quasi 35 km alla Liegi-Bastogne-Liegi. Gli sfugge solo l’Amstel, beffato allo sprint da Skjelmose. Tornato in corsa al Giro del Delfinato, lo stravince con tre tappe, poi si presenta al Tour de France da favorito assoluto e conferma il pronostico. Conquista per la quarta volta la Maglia Gialla, quasi senza fatica nel duello con Vingegaard, e ottiene anche quattro vittorie parziali più la Maglia a Pois. A fine stagione ancora altri trionfi, tutti ottenuti con spettacolari attacchi da lontano: la conferma del titolo iridato, un Europeo dominato, la Tre Valli Varesine e poi la perla finale, con la vittoria per la quinta volta di fila de Il Lombardia e quindi nuovo record storico. Il prossimo anno non gli resta che segnare in calendario quali corse gli mancano in bacheca per provare a diventare il numero uno di tutti i tempi.
Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), 6.5: Fondamentale ormai da diversi anni il suo contributo a supporto dei compagni di squadra, e anche in questa stagione non è mancato, soprattutto al Tour de France. Sul piano individuale, invece, al 31enne tedesco sembra essere mancato qualcosa, è apparso meno brillante e, di conseguenza, non è riuscito a replicare le ottime prestazioni degli anni scorsi, soprattutto nelle classiche di primavera.
Max Poole (Team Picnic PostNL), 6,5: Anche quest’anno alcuni problemi fisici hanno condizionato in parte la stagione del britannico. Il classe 2003 ha chiuso il 2025 senza vittorie, ma è riuscito comunque a ottenere buoni piazzamenti, soprattutto nella prima parte dell’anno, arrivando anche a sfiorare la top-10 nella classifica generale del Giro d’Italia.
Neilson Powless (EF Education-EasyPost), 8: Continua e incisiva la stagione dell’americano che ha raggiunto il suo picco alla Dwars door Vlaanderen dove ha conquistato una delle vittorie più spettacolari dell’anno. Un successo che rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione caratterizzata da una serie di piazzamenti di spessore, collezionati con grande continuità a partire dalla Volta ao Algarve a febbraio fino al Gran Piemonte a ottobre.
Nicolas Prodhomme (Decathlon AG2R La Mondiale), 8: Sei vittorie e una serie di piazzamenti di spessore per una stagione che può essere considerata la migliore finora del 28enne francese. Ad aprile ha colto il suo primo successo tra i professionisti nella quinta tappa del Tour of the Alps, dopo di che ne ha messi a segno altri cinque. Il più pesante è sicuramente quello ottenuto in occasione della 19esima tappa del Giro d’Italia, concluso con un arrivo in solitaria a Champoluc.
Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers), 6: Conclude la sua avventura nel gruppo con una stagione, come negli anni passati, caratterizzata da tanto lavoro in favore dei compagni, pur in un contesto di squadra che ha faticato a raccogliere risultati di alto livello nel corso dell’anno.
LETTERA Q
Lorenzo Quartucci (Solution Tech – Vini Fantini), 7: Il 26enne toscano è stato fra i migliori dei suoi, permettendo al team di giocarsi le sue chance di WildCard fino alla fine. Capace di ottenere piazzamenti e risultati preziosi in varie corse a tappe nel corso dell’intera stagione, si è visto soprattutto all’estero, ma anche in Italia ha saputo raccogliere risultati importanti in corse di rilievo come Giro dell’Appennino e Trofeo Matteotti, oltre ad alcuni impegni del calendario storico nazionale. Capace di difendersi in salita, giocandosi le sue carte soprattutto in quelle brevi e con il suo discreto spunto veloce, non è un caso che per il prossimo anno abbia trovato nuovi spazi per provare a dire la sua con la Burgos Burpellett BH, convinta proprio dalla sua continuità e affidabilità.
Nairo Quintana (Movistar), 5: Il 35enne colombiano è rimasto lontano dalle imprese a cui aveva abituato in passato e ha concluso una stagione anonima, nella quale il miglior risultato è stato il sesto posto ottenuto alla Vuelta a Murcia di febbraio. Senza particolari lampi si è svolto anche il suo Giro d’Italia, chiuso al 25° posto della classifica generale.
LETTERA R
Gabriele Raccagni (Team Polti VisitMalta), 6: Primo anno da professionista, trascorso inanellando gare e chilometri. Qualche tentativo di fuga, un solo piazzamento nei primi dieci di giornata (al Tour of Istanbul) e complessivamente tanta esperienza che potrà essere utile per il suo futuro.
Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), 6,5: Assorbe alla grande il salto da squadra di sviluppo a WorldTour, lanciando segnali importanti soprattutto nell’ultima parte di stagione. Nel suo ruolino di marcia ci sono il quarto posto alla Coppa Bernocchi, il settimo alla Coppa Agostoni, il sesto in una tappa del Giro di Germania e anche la settima casella della classifica finale del Giro di Slovacchia. L’impressione è quella di un corridore che possa crescere ancora parecchio e che, di conseguenza, possa regalarsi parecchie soddisfazioni, per di più in una squadra che ha dimostrato di saper sviluppare il talento dei giovani.
Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), 5: Stagione deludente rispetto alle aspettative, soprattutto alla luce dei segnali promettenti mostrati lo scorso anno. Ha vissuto un’annata anonima, spesso nell’ombra, senza raccogliere alcun piazzamento, fatta eccezione per le gare valide per i Campionati Nazionali.
Dušan Rajović (Solution Tech-Vini Fantini), 6,5: Se la squadra Professional toscana è rimasta fino all’ultimo in corsa per superare la fatidica soglia del 30esimo posto nella classifica UCI, molto del merito va ascritto al serbo, che si è rivelato vero specialista della “raccolta punti”. Molti dei suoi risultati più significativi sono maturati in corse di categoria .2, ma il 28enne ex Bahrain si è fatto vedere anche in volate di maggior prestigio: vincitore di tappa al Tour of Hainan (gara di livello .Pro), ha lasciato poi il suo segno anche alla Trans-Himalaya (due volte), riuscendo a cogliere un discreto piazzamento anche all’UAE Tour (sesto nella penultima tappa).
Alexis Renard (Cofidis), 6,5: Il 26enne francese si è mostrato in crescita rispetto allo scorso anno, sfiorando la vittoria in due occasioni, nella Copenhagen Sprint e nella Brussels Classic, importante semiclassica. Aggiungendo altri discreti piazzamenti ottenuti nel corso della stagione, non si può che ritenere il bilancio positivo, soprattutto in ottica futura.
Laurenz Rex (Intermarché-Wanty), 6,5: Il pavé si conferma il terreno prediletto del 26enne, dove ha dimostrato di sapersi esprimere al meglio. Il decimo posto alla Parigi-Roubaix ne è la testimonianza, insieme ad altri buoni piazzamenti ottenuti soprattutto nelle gare belghe. Prosegue così la sua crescita su questo terreno, candidandolo, in prospettiva, come corridore di riferimento nelle Classiche del Nord.
Matthew Riccitello (Israel-Premier Tech), 7,5: Il quinto posto in classifica generale alla Vuelta a España conferma quanto il giovane statunitense aveva già mostrato negli anni precedenti, inserendolo, in prospettiva, tra i corridori da tenere d’occhio nelle classifiche generali, anche dei Grandi Giri. Le sue ottime doti di scalatore gli hanno permesso di ottenere vittorie di tappa e in classifica generale al Sibiu Tour e di collezionare una serie di piazzamenti di valore in quasi tutte le corse a tappe a cui ha partecipato, tra cui spiccano quelli ottenuti all’UAE Tour, alla Volta a Catalunya, al Tour of the Alps e al Giro di Svizzera.
Jonas Rickaert (Alpecin-Deceuninck), 6: Corridore generoso e sempre pronto a spendersi per i capitani, il belga si regala una giornata sulla ribalta, sciroppandosi quasi 170 chilometri di fuga a due, al Tour de France, insieme all’illustre compagno di squadra Mathieu van der Poel. L’impresa non riesce, ma lui, dopo una vita sportiva passata nell’ombra, si merita la sua prima volta sul palco del Tour, premiato nell’occasione come combattivo di giornata.
Oscar Riesebeek (Alpecin-Deceuninck), 5,5: Il consueto lavoro, poco visibile, per i compagni deputati a fare risultato. Passerà però alla storia per un primato negativo: il neerlandese rimarrà infatti il primo corridore “espulso” da una corsa a tappe per aver ricevuto due cartellini gialli dai commissari di gara del Giro del Belgio.
Brandon Rivera (Ineos Grenadiers), 5,5: L’inizio è discreto, fra Campionati nazionali e Vuelta a Andalucia, ma il prosieguo della stagione lo vede andare in calando. In piccolo, gli capita lo stesso al Giro d’Italia, dove pesca due buoni piazzamenti nella prima settimana per poi progressivamente uscire di scena e ritirarsi. Seconda metà d’anno, Vuelta compresa, in tono minore.
Ludovic Robeet (Cofidis), 5: Prima di tutto, a lui vanno i migliori auguri di ripresa, dopo il grave problema di salute che lo ha colpito nelle scorse settimane. Prima di quello, però, la sua stagione era stata tendenzialmente anonima, in linea con quella di tanti compagni di squadra.
Rémy Rochas (Groupama-FDJ), 6: Uno dei più vivaci di una squadra che complessivamente non ha brillato per presenza scenica in questa stagione. Il francese raccoglie piazzamenti qua e là prima di portare a termine un Giro d’Italia che lo vede spesso all’attacco (un quarto e un quinto posto di giornata nel suo rapporto di fine corsa). Si fa vedere spesso in avanscoperta anche nella seconda metà di stagione, senza però portare a casa granché.
Cristián Rodríguez (Arkéa-B&B Hotels), 6,5: Si conferma corridore affidabile e di qualità, soprattutto quando la strada sale. Va a caccia di piazzamenti e punti (che poi non serviranno, visto il destino della squadra) nelle corse di un giorno, ottenendo anche una vittoria, alla Mercan’Tour Classic, e il secondo posto nella neonata Androrra Clàssica. Porta a termine il Tour de France con la consueta regolarità (20esimo a Parigi), ma poi non riesce a fare altrettanto alla Vuelta, dove è costretto al ritiro dopo poche tappe.
Carlos Rodríguez (Ineos Grenadiers), 5,5: Non si può dire che il 2025 sia stato fortunato per il 24enne spagnolo, che ha rimediato una frattura alla clavicola a febbraio, all’UAE Tour, e una al bacino al Tour de France che ha posto fine anticipatamente alla sua stagione. C’è però anche da dire che, al di là di qualche piazzamento, quando stava bene non ha mai dato l’impressione di potersi giocare qualcosa di importante.
Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6,5: Difficile “inscatolare” un corridore di questo calibro in un voto secco. Di certo lui stesso puntava a raccogliere di più e il successo finale alla Volta a Catalunya (con l’aggiunta di due tappe) non può bastare per rendere soddisfatti lui e la squadra. Il grande obiettivo stagionale era il Giro d’Italia, da cui però deve uscire di scena di caduta in caduta. Si presenta poi al Tour de France, dove corre da “regolarista”, mentre il compagno di squadra Lipowitz impazza; l’ottavo posto nella classifica finale, comunque, non è da buttare, considerando la condizione non ottimale con cui aveva iniziato la gara. Nel finale d’anno torna protagonista all’amato Giro dell’Emilia (quinto) e si fa vedere anche nel durissimo Mondiale di Kigali, chiuso all’undicesimo posto.
Brieuc Rolland (Groupama-FDJ), 6: Un buon impatto con il professionismo quello del 22enne transalpino, che ha fatto tanta esperienza partecipando a importanti gare come Volta a Catalunya, Giro dei Paesi Baschi e Giro del Delfinato, ma è anche riuscito a mettersi in evidenza nel suo primo Grande Giro, la Vuelta a España, cogliendo due terzi posti al termine di altrettante fughe e lanciando segnali interessanti.
Iván Romeo (Movistar), 7: Tra le poche note liete del team spagnolo, il 22enne ha ottenuto quest’anno i suoi primi successi tra i pro’ aprendo il contatore in una tappa della Volta a la Comunitat Valenciana, sua prima gara stagionale. Lo spagnolo si è poi imposto anche in una frazione del Giro del Delfinato, dopo una fuga da lontano, e nella prova in linea dei campionati nazionali, cogliendo inoltre alcuni piazzamenti nelle classifiche finali delle brevi corse a tappe e dimostrandosi soprattutto corridore piuttosto combattivo, provandoci in diverse occasioni anche al Tour de France. Con un po’ più di esperienza e di senso tattico, potrà togliersi delle belle soddisfazioni in futuro.
Javier Romo (Movistar), 7: Annata abbastanza costante quella del 26enne, che si è sbloccato tra i pro’ vincendo una tappa al Tour Down Under, poi chiuso al secondo posto. In seguito ha colto altri piazzamenti, sia in corse a tappe che in gare di un giorno, arrivando anche a sfiorare il successo in due tappe della Vuelta a España prima di essere costretto al ritiro per una caduta causata da un manifestante.
Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) 6,5: Alla sua prima vera stagione tra i pro’ (era passato a fine luglio 2024) il 22enne ha dimostrato di avere ottime qualità, soprattutto in salita, piazzandosi spesso tra i primi nelle brevi gare a tappe affrontate, con il nono posto finale al Giro di Romandia come risultato più interessante.
Timo Roosen (Team Picnic PostNL), 5: Il suo cammino agonistico va di pari passo con quello del compagno di squadra Fabio Jakobsen, di cui dovrebbe essere fidato apripista nelle volate. Jakobsen, però, non riesce a ritrovare la condizione dei bei tempi e lui, di riflesso, non può svolgere il compito per cui è stato designato. Prova a cercare quindi gloria con qualche fuga da lontano, senza successo.
Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty), 5: Dopo alcune buone stagioni, quest’anno il bergamasco si è visto davvero molto poco nonostante un calendario con diverse corse adatte alle sue caratteristiche, non riuscendo mai a concludere nei primi dieci.
Einer Rubio (Movistar), 6: Senza infamia né lode il 2025 dello scalatore colombiano, che quasi conferma lo stesso piazzamento finale ottenuto al Giro d’Italia nel 2024 (7° allora, 8° quest’anno) correndo una gara di regolarità. Al Tour de France, invece, prova ad andare a caccia di un successo parziale inserendosi in qualche fuga e chiudendo 5° a Courchevel, suo miglior risultato stagionale assieme al 5° posto alla Milano-Torino.
Jonas Rutsch (Intermarché-Wanty), 6: Discreta l’annata del passistone tedesco, che è stato protagonista di numerose fughe durante tutto l’anno, una delle quali lo ha portato a concludere la Parigi-Roubaix in top-10, al sesto posto.
Archie Ryan (EF Education-EasyPost), 6: Probabilmente ci si aspettava qualcosa di più dal 24enne irlandese dopo un 2024 piuttosto buono, ma qualche piazzamento lo ha comunque ottenuto. Sfortunato alla Vuelta a España, dove stava mostrando una buona gamba (tre fughe e un 4° posto) prima di doversi ritirare per un problema muscolare.
LETTERA S
Sergio Samitier (Cofidis), 5: A eccezione di qualche fuga alla Vuelta a España, senza però mai arrivare a risultato, il 30enne non si è praticamente mai messo in evidenza durante l’anno, né come corridore da classifica, né come cacciatore di tappe.
Pelayo Sánchez (Movistar), sv: Dopo la vittoria di tappa al Giro d’Italia dello scorso anno era atteso da una stagione di crescita, invece il classe 2000 spagnolo si è visto pochissimo a causa di problemi fisici che gli hanno permesso di mettere insieme solo 23 giorni di gara, nei quali ha collezionato una lunga serie di ritiri.
Kristian Sbaragli (Solution Tech-Vini Fantini), 5,5: Si chiude senza l’ultimo acuto la carriera del corridore toscano, che si ritira dal ciclismo professionistico all’età di 35 anni. In questa ultima stagione non è riuscito a trovare risultati di rilievo, con l’unica top-10 stagionale arrivata in Giappone al Tour de Kyushu, mettendosi comunque in evidenza con una lunga fuga alla Milano-Sanremo.
Matteo Scalco (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Altra stagione di transizione al professionismo per il classe 2004 nativo di Thiene. Quando è stato chiamato in causa nelle corse professionistiche ha fornito buoni segnali, soprattutto in una gara di livello ProSeries come il Giro di Slovenia, chiuso all’undicesimo posto in classifica generale.
Christian Scaroni (XDS Astana), 8: La stagione che segna il salto di qualità per il bresciano, che conquista cinque vittorie e ottiene risultati complessivamente di alto livello. Un anno che si apre subito bene con i successi in Francia, alla Classic Var e poi con la prima tappa e la classifica finale del Tour des Alpes-Maritimes, poi si piazza poi al secondo posto al Trofeo Laigueglia, mentre le classiche successive sono compromesse da una caduta alle Strade Bianche. Torna quindi in gara al Giro d’Italia, dove prova spesso ad entrare nell’azione decisiva e ci riesce nella tappa di San Valentino di Brentonico, dove taglia il traguardo da primo, in parata con il compagno di squadra Fortunato. Dalla metà di luglio in poi arrivano una serie ininterrotta di podi e top-10 in tutte le corse a cui partecipa, impreziosita dalla vittoria al Giro della Romagna, e per finire anche la grande prestazione in maglia azzurra con il quarto posto agli Europei, dietro ai fenomeni Pogačar ed Evenepoel e alla rivelazione Seixas.
Maximilian Schachmann (Soudal Quick-Step), 6: Il ritorno nella squadra che lo aveva lanciato ha permesso al classe ’94 tedesco di ritrovare un successo in una corsa WorldTour, vincendo la cronometro d’apertura al Giro dei Paesi Baschi, chiuso poi al terzo posto in classifica generale. Vittoria anche nella prova contro il tempo dei campionati nazionali, mentre non è riuscito a trovare particolari acuti né al Tour de France né alla Vuelta a España.
Ide Schelling (XDS Astana), 5: A 27 anni il neerlandese si ritira dal ciclismo professionistico, al termine di un altra annata senza prestazioni di livello. Negli ultimi anni non è più riuscito a ritrovare la forma che gli aveva permesso di ottenere importanti piazzamenti fino al 2023, e dopo una stagione senza alcuna top-10 è arrivata quindi la decisione del ritiro.
Mauro Schmid (Team Jayco AlUla), 7: Un 2025 su buoni livelli per l’elvetico, tornato al successo nel WorldTour. A distanza di quattro anni dalla vittoria di tappa al Giro d’Italia 2021, si aggiudica infatti la Cadel Evans Great Ocean Race con un’azione in solitaria costruita negli ultimi sei chilometri di gara. Sfiora poi anche la vittoria al Tour de France, battuto in in uno sprint a due dal compagno di fuga Abrahamsen, ma in precedenza era arrivata la doppietta nei campionati nazionali, oltre a numerosi piazzamenti importanti, tra cui il decimo posto alla Freccia Vallone.
Alec Segaert (Lotto), 6: Rispetto al bel 2024, il belga ha fatto quest’anno un piccolo passo indietro, non riuscendo a trovare la vittoria o prestazioni di particolare livello. In ogni caso, si è confermato buon cronoman, ottenendo alcuni piazzamenti, e ha mostrato qualcosa anche nelle classiche del Nord (10° alla Dwars door Vlaanderen), gare che in futuro potrebbero vederlo tra i protagonisti.
Paul Seixas (Decathlon AG2R La Mondiale), 7,5: Nonostante i soli 18 anni, il talentino francese è già riuscito a lasciare il segno tra i professionisti in modo netto, ottenendo piazzamenti importanti nelle corse alle quali ha partecipato, tra cui quelli al Tour of the Alps e l’ottavo posto in classifica al Giro del Delfinato. Poi, dopo aver vinto il Tour de l’Avenir, si rende protagonista di un grande finale di stagione conquistando la medaglia di bronzo agli Europei e centrando poi un settimo posto a Il Lombardia, che lo fa diventare il corridore più giovane degli ultimi cent’anni a chiudere nella top-10 in una Classica Monumento. Un dato chiaro sull’enorme potenziale di questo ragazzo.
Florian Sénéchal (Arkéa-B&B Hotels), 5: Altra annata piuttosto anonima per il transalpino, che nuovamente non è riuscito a ottenere risultati rilevanti. A 32 anni ha però ancora la possibilità di tornare a fornire prestazioni importanti e infatti il prossimo anno passerà alla Alpecin-Premier Tech, presumibilmente per supportare i capitani nelle classiche.
Gonzalo Serrano (Movistar), 5: Al di là di un po’ di lavoro per i compagni di squadra, poco da segnalare per il 31enne. Il miglior risultato della sua stagione è il nono posto alla Boucles de l’Aulne, davvero poco per un corridore che nelle stagioni passate aveva abituato a un rendimento migliore.
Riley Sheehan (Israel-Premier Tech), 6: Lo statunitense conferma quel che di buono si era intravisto in precedenza, anche se non con particolare continuità. Sa uscire alla distanza su percorsi esigenti e fare risultato, come testimoniano il podio finale al Giro di Germania e il quarto posto con cui ha concluso il Giro di Norvegia. Nel complicato finale di stagione, per i noti motivi, della squadra, è uno dei più determinati e presenti in gara.
Magnus Sheffield (Ineos Grenadiers), 6,5: Rimane lì, non sale e non scende, sui livelli che sembrano ormai tipicamente suoi. Il momento migliore della sua stagione è la Parigi-Nizza, dove sfiora il podio finale e vince l’ultima tappa. Nell’arco dell’anno accumula altri piazzamenti di discreto valore, ma non riesce a spiccare il volo, portando poi a termine una Vuelta a España abbastanza anonima.
Artem Shmidt (Ineos Grenadiers), 6: È giovanissimo, ma decide di affrontare l’avventura da professionista a petto in fuori, non disdegnando attacchi a lunga gittata e, in generale, non nascondendosi quando c’è da prendere vento. Nella sua annata c’è un terzo posto su un traguardo di giornata al Giro di Romandia e anche il titolo nazionale statunitense a cronometro. Promette bene.
Guillermo Silva (Caja Rural-Seguros RGA), 6,5: Il mondo del ciclismo è sempre più ampio e quindi non deve sorprendere il fatto di trovarsi un corridore uruguaiano capace di vincere corse professionistiche di meritarsi un contratto WorldTour (con la XDS Astana, nel 2026). Si cala alla perfezione nel compito di “raccoglitore di punti”, accumulando piazzamenti di buon livello, facendo conto soprattutto su uno spunto veloce di buona qualità. Fa felicissima la squadra spagnola con una vittoria e una fruttuosa serie di risultati di giornata al Tour of Magnificent Qinghai (che è corsa 2.Pro) e fa cose discrete anche alla Vuelta a España.
Quinn Simmons (Lidl-Trek), 7,5: Dopo un 2024 di sofferenza, lo statunitense prorompe su livelli altissimi, rimanendo fedele al suo modo di correre, molto istintivo. Comincia bene, vincendo una tappa alla Volta a Catalunya, poi, dopo aver vinto anche il titolo nazionale in linea, sfodera una seconda metà d’anno eccellente. Fa faville al Giro di Svizzera (una tappa vinta e attacchi a ripetizione), macina chilometri in fuga al Tour de France, dove solo uno straripante Ben Healy gli nega il successo, e poi si mette in mostra come ottimo interprete delle Classiche: il podio al GP Montréal è già una notevole dimostrazione, ma il quarto posto del Lombardia, arrivato dopo essere entrato nella fuga del mattino, ha del sensazionale. Ricordando che ha “solo” 24 anni, ci sarà da capire se avrà ancora margini di miglioramento.
Pavel Sivakov (UAE Team Emirates XRG), 7: Anno dopo anno, rimane una garanzia di cui la squadra più forte al mondo è ben contenta di godere. Vince quando deve vincere, fa risultato quando è libero da compiti strategici ed è gregario irrinunciabile quando gli viene chiesto di esserlo. Mette in bacheca, in termini individuali, la generale della Vuelta a Andalucia e, per quel che riguarda la squadra, il Tour de France, in cui è solido appoggio per Tadej Pogačar. Chiude poi la stagione con un nuovo picco di forma: secondo al GP Québec, piazzato sia al Mondiale che all’Europeo e infine secondo al Giro del Veneto.
Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), 7,5: Il suo capolavoro stagionale è senza dubbio la vittoria all’Amstel Gold Race, dove è riuscito a battere in uno sprint serratissimo i due favoriti Tadej Pogačar e Remco Evenepoel. Un successo che delinea una maggiore capacità di lasciare il segno nelle Classiche rispetto ai Grandi Giri. Infatti il danese ha ben figurato anche ai Mondiali, quarto, e all’Europeo, ottavo, oltre a centrare la vittoria dell’Andorra Clássica e chiudere al quarto posto il GP Québec. Per quanto riguarda le corse a tappe, si contano invece un secondo posto in classifica, con vittoria di tappa, al Giro del Lussemburgo e un quinto in generale al Giro dei Paesi Baschi, mentre il Tour de France si è chiuso in anticipo per una caduta.
Toms Skujiņš (Lidl-Trek), 7: Altra annata da prezioso uomo squadra del lettone, con una prestazione sempre solida e continuativa in tutte le corse, in particolare in supporto dei compagni al Tour de France. I migliori risultati personali sono invece arrivati con la maglia della Nazionale, con i due quinti posti ottenuti a Mondiali ed Europei. A questi si somma la doppietta ai campionati nazionali, con prova in linea e cronometro, oltre a diversi discreti piazzamenti, come il sesto alla Tre Valli Varesine, l’undicesimo alla Strade Bianche e il dodicesimo alla E3 Saxo Classic.
Dion Smith (Intermarché-Wanty), 6: Ottiene una delle poche vittorie stagionali del team imponendosi allo sprint alla Volta NXT Classic. Per il resto però il 32enne neozelandese non è riuscito a realizzare altre prestazioni significative nel corso dell’anno, con sole due altre top-10 di tappa, una al Giro del Belgio e una alla Volta a Catalunya.
Matteo Sobrero (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6,5: Oltre ai soliti piazzamenti nelle cronometro e al lavoro in supporto ai compagni, in questa stagione riesce anche a centrare un podio importante in classifica in una corsa WorldTour. Il piemontese ha infatti chiuso al terzo posto nella generale del Giro di Polonia, oltre ad aver centrato anche un quinto posto di tappa alla Parigi-Nizza. Il prossimo anno cambierà squadra, passando alla Lidl-Trek, magari per avere qualche chance personale in più.
Marc Soler (UAE Team Emirates XRG), 7: Oltre al solito prezioso lavoro in salita per i propri capitani, ovvero Pogačar al Tour de France e Almeida alla Vuelta a España, riesce nuovamente a togliersi la soddisfazione di alzare le braccia al cielo nel Grande Giro spagnolo, vincendo in solitaria, dopo la fuga, la tappa di Farrapona sui Lagos de Somiedo. In stagione lo scalatore spagnolo ha centrato anche il successo alla Vuelta Asturias, con una tappa e la classifica generale della breve corsa a tappe.
Iván Ramiro Sosa (Kern Pharma), 5,5: L’unico piazzamento del colombiano in questo 2025 è stato il terzo posto alla Mercan’Tour Classic, ma sulla sua stagione ha probabilmente pesato il problema all’arteria iliaca che l’ha costretto a operarsi e a saltare tutta la seconda parte.
Robert Stannard (Bahrain Victorious), 5: Altra stagione in cui non arriva la svolta della carriera per il 27enne australiano, che continua ad inseguire la prima vittoria da professionista. Se nel 2024 aveva mostrato almeno la determinazione per provarci, quest’anno non si è nemmeno mai avvicinato, chiudendo senza alcuna top-10.
Johannes Staune-Mittet (Decathlon AG2R La Mondiale), 5,5: Annata al di sotto delle aspettative per il classe 2002 norvegese, che aveva lasciato la Visma | Lease a Bike con l’ambizione di avere i gradi di capitano. Non è però riuscito a incidere particolarmente: il migliore risultato in classifica generale è l’ottavo posto alla Vuelta a Andalucia, mentre resta fuori dalla top-10 (dodicesimo) al Giro di Polonia e al Giro di Romandia.
Jannik Steimle (Q36.5 Pro Cycling Team), 5: Il successo al GP Denain 2024 sembrava l’inizio del rilancio per il 29enne tedesco, che invece quest’anno ha faticato ovunque, non riuscendo mai a fare risultato e decidendo infine di chiudere la carriera.
Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), 6: Stagione condizionata dalla malattia di Lyme contratta ad agosto, a causa della quale ha dovuto saltare quasi del tutto la seconda metà dell’anno. Nella prima era invece arrivato un buon terzo posto di tappa alla Parigi-Nizza, oltre ad una top-10 parziale con una fuga al Giro d’Italia, dove non è però riuscito a replicare l’acuto della vittoria di tappa del 2024.
Jake Stewart (Israel-Premier Tech), 6,5: Dopo un 2024 a digiuno di vittorie, il britannico è tornato quest’anno ad alzare le braccia al cielo imponendosi in una tappa della 4 Giorni di Dunkerque e, soprattutto, in una del Giro del Delfinato. Per il resto, qualche altro piazzamento in volata, ma anche alcune fughe al Tour de France e alla Vuelta a España, confermandosi corridore adatto anche a terreni mossi.
Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), 7,5: Complessivamente è stata la migliore stagione della carriera per l’australiano, che centra quattro vittorie e altri cinque podi. L’anno si apre con il podio al Trofeo Laigueglia, poi arriva la vittoria di tappa e il quinto posto generale alla Parigi-Nizza. Protagonista assoluto del Tour of the Alps, in cui si aggiudica la classifica e la seconda tappa, al Giro d’Italia fa una corsa regolare, restando con i migliori e chiudendo al decimo posto nella generale. Bene anche al Tour de France, dove va spesso in fuga e centra due top-5 di giornata. A fine stagione lascia il segno nelle classiche italiane, con il secondo posto al Giro di Toscana, la vittoria del Memorial Pantani e infine il terzo posto a Il Lombardia.
Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team), 6,5: Stagione positiva per il 28enne, soprattutto nella prima metà, dove è riuscito a sbloccarsi tra i professionisti conquistando il Trofeo Serra Tramuntana, mentre nella seconda parte dell’anno corre solo un paio di gare. Da segnalare anche il quinto posto nella frazione inaugurale del Tour of the Alps e, soprattutto, il secondo nella 15a tappa del Giro d’Italia, anticipato sul traguardo di Asiago solo da Carlos Verona al termine di una fuga da lontano.
Corbin Strong (Israel-Premier Tech), 7: Altra annata positiva per il classe 2000 neozelandese, che lascia il segno in due corse nella seconda metà dell’anno, il Giro di Vallonia e l’Arctic Race of Norway. In entrambe si impone nella classifica generale, oltre a conquistare la vittoria nella prima tappa. A queste si aggiungono le vittorie sfiorate nella terza tappa del Giro d’Italia, battuto solo da Pedersen, e al Circuit Franco-Belge, preceduto da Abrahamsen, oltre alle top-10 nei due GP canadesi e al sesto posto alla Cadel Evans Great Ocean Race.
Jasper Stuyven (Lidl-Trek), 6,5: Il veterano belga si conferma una garanzia nelle Classiche del Nord, chiudendo al quinto posto il Giro delle Fiandre e la E3 Saxo Classic. In stagione è mancata la vittoria, anche a causa di un maggiore lavoro in supporto ai compagni, ma a 33 anni resta comunque un corridore di riferimento, che il prossimo anno passerà alla Soudal Quick-Step.
Embret Svestad Bårdseng (Arkéa-B&B Hotels), 6: Il classe 2002 norvegese prosegue la crescita tra i “grandi” con la prima partecipazione al Giro d’Italia e qualche piazzamento interessante, come l’ottavo posto in classifica generale al Tour of Oman di inizio stagione, dove ha centrato anche una top-5 nella quinta tappa. Il prossimo anno proverà a fare il salto di qualità con la Ineos Grenadiers.
Martin Svrček (Soudal Quick-Step), sv: Era atteso a un passo avanti, dopo un 2024 promettente, ma una caduta tremenda avvenuta durante la Milano-Sanremo ne pregiudica buona parte della stagione. Torna in gara nella seconda metà dell’anno, ma la gamba non riesce a girare come si sperava.
Ben Swift (Ineos Grenadiers), 6: In una squadra che spesso è risultata abbastanza confusa, in termini di strategie, si ritrova a 38 anni a dividersi fra compiti di supporto e volate da affrontare in prima persona, come faceva ormai più di 10 anni fa. Tutto sommato, qualcosa riesce anche a raccogliere, pur rimanendo quasi sempre abbastanza lontano dai primissimi di giornata.
Connor Swift (Ineos Grenadiers), 5,5: Sembra puntare sempre più sul gravel (titolo nazionale britannico e sesto posto all’Europeo), tanto che il miglior risultato della sua stagione arriva in una gara “sterrata” come la Strade Bianche (13esimo). Per il resto, su strada si vede pochissimo.
LETTERA T
Joshua Tarling (Ineos Grenadiers), 6,5: Il cronoman britannico trova tre successi stagionali nelle prove contro il tempo, la cui più prestigiosa è quella nella tappa di Tirana del Giro d’Italia, dove sfiora poi il bis chiudendo secondo a Pisa. Successo anche ad inizio stagione all’UAE Tour e alla fine nella Crono delle Nazioni. Piazzamento anche nella cronometro degli Europei, quinto, ma a causa di diversi problemi fisici, non è riuscito a ottenere quanto sperato nella seconda parte dell’anno.
Manuele Tarozzi (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Non riesce a trovare le vittorie dello scorso anno, ma si rende comunque protagonista di un’altra stagione corsa all’attacco, con ben sette fughe al Giro d’Italia e diverse nelle altre corse. La maggiore soddisfazione è la vittoria della maglia degli scalatori alla Tirreno-Adriatico, mentre l’unica top10 è arrivata nell’ultima tappa del Tour of the Alps.
Harold Tejada (XDS Astana), 6,5: Lo scalatore colombiano trova la continuità di risultati che gli era sempre mancata, collezionando una serie di piazzamenti importanti. Infatti sfiora la vittoria nella tappa di Charantonnay al Giro del Delfinato e poi chiude in top10 anche a Parigi-Nizza, Giro di Romandia, Tour de France e Vuelta a España. Nella corsa spagnola riesce anche spesso a restare con i migliori nelle tappe principali, chiudendo con un dodicesimo posto in classifica, che fa ben sperare per il prossimo anno.
Natnael Tesfatsion (Movistar), 6: Il corridore eritreo ha proseguito anche con il cambio di maglia a supportare sempre i compagni, togliendosi però anche qualche soddisfazione personale. Infatti in stagione si conta il podio al Memorial Pantani, il quinto posto alla Surf Coast Classic, il sesto in generale al Giro di Vallonia, l’ottavo al GP di Vallonia e due top15 tra Gran Piemonte e Trofeo Matteotti.
Jason Tesson (TotalEnergies), 6: Altra stagione di alti e bassi per il velocista francese, che trova una vittoria stagionale al Tour Poitou e diverse top10 in altre brevi corse a tappe, che però spesso non riesce a portare a termine, ritirandosi prima della conclusione, come avvenuto alla Settimana Coppi e Bartali, dopo il terzo posto iniziale e al Tour de Langkawi, dopo un settimo e quinto posto.
Mike Teunissen (XDS Astana), 6,5: L’esperto neerlandese ha rinforzato il gruppo nel reparto delle classiche, come da programma. Infatti ha centrato dei discreti piazzamenti, con un decimo posto all’E3, un undicesimo alla Milano-Sanremo, un dodicesimo al Giro delle Fiandre e un sedicesimo alla Parigi-Roubaix. A questi si sommano diverse top-10 nelle semiclassiche in Belgio e quella ottenuta nell’ultima tappa del Tour de France.
Dylan Teuns (Cofidis), 5: Stagione molto al di sotto delle aspettative per il belga, che avrebbe dovuto rappresentare il grande colpo di CicloMercato del team francese. Invece dopo una buona partenza alla Etoile de Bessèges (secondo in classifica) non è riuscito mai ad incidere, trovando solo un piazzamento degno di nota nell’ultima corsa, ovvero il sesto posto alla Veneto Classic.
Tim Torn Teutenberg (Lidl-Trek), 6,5: Il neoprofessionista tedesco dimostra di avere ottime doti da velocista e il coraggio per buttarsi subito negli sprint. Infatti ha ottenuto sempre almeno una top5 in tutte le corse a tappe a cui ha partecipato, ovvero Santos Tour Down Under, Giro di Ungheria, di Slovenia, del Belgio, di Polonia, Tour of Britain e Tour of Holland. A questi si sommano il podio alla Surf Coast Classic e le top10 a Ronde van Limburg e Gooikse Pijl. Risultati che lo lanciano al meglio verso la prossima stagione.
Edward Theuns (Lidl-Trek), 6: Il focus principale della stagione è stato quello di aiutare i propri capitani nelle classiche e nella preparazione alle volate, ma è riuscito anche a ritagliarsi lo spazio per una soddisfazione personale. Infatti ad inizio stagione si è imposto alla Bredene-Koksijde, trovando quindi una bella vittoria in una corsa ProSeries.
Gerben Thijssen (Intermarchè-Wanty), 5: Stagione negativa per il velocista belga, che non trova nessuna vittoria e diminuisce in modo netto il bottino complessivo di risultati. I piazzamenti migliori sono i terzi posti a La Roue Tourangelle e al Gooikse Pijl, a cui si sommano un quarto in una tappa della Volta Valenciana e un quinto alla Omloop van het Houtland. Troppo poco considerando i risultati degli scorsi anni, ma nella prossima stagione proverà a rilanciarsi alla Alpecin-Premier Tech, come probabile uomo squadra nelle classiche.
Benjamin Thomas (Cofidis), 6: Altra stagione positiva per il 30enne francese, che seppur non trovando il grande acuto, come era stato al Giro d’Italia dello scorso anno, ottiene comunque diversi buoni piazzamenti. Infatti sale sul podio alla Coppa Sabatini e al Cholet Agglo Tour, chiude sesto il Giro del Veneto, ottavo in classifica alla 4 Giorni di Dunkerque e nono alla Paris – Camembert.
Geraint Thomas (Ineos Grenadiers), 6: Si chiude a 39 anni la carriera del gallese, che anche nella sua ultima stagione non si è risparmiato, con ben 67 giorni di corsa. Nessun risultato di rilievo in questo suo ultimo anno da professionista, ma comunque la determinazione di essere presente sempre per la squadra che lo ha reso grande e con cui ha scritto una pagina importante della storia recente del ciclismo.
Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), 6: Da una parte le belle prestazioni in gara, dall’altra la mancanza di risultati finali nei Grandi Giri complice la sfortuna. Questa è in sintesi la stagione del corridore laziale, che conta come migliori risultati i podi finali conquistati alla Tirreno-Adriatico e al Giro di Polonia. Nella corsa principale della stagione, ovvero il Giro d’Italia, era partito bene, dimostrando di poter restare sempre con i migliori, ma la caduta nella tappa di Nova Gorica ha compromesso il suo cammino, facendogli perdere la condizione ed uscendo poi di classifica. Ci ha riprovato alla Vuelta a España con l’obiettivo tappe, ma senza mai riuscire a trovare il colpo di pedale migliore.
Rasmus Tiller (Uno-X Mobility), 6: Anno in cui conferma il buon feeling con le corse in Belgio, chiudendo secondo alla Duracell Dwars door het Hageland, sesto alla Muur Classic, settimo alla Circuit Franco-Belge e undicesimo alla Dwars door Vlaanderen. A questi si somma anche il secondo posto in una tappa del Giro di Vallonia e i piazzamenti in patria tra Giro di Norvegia e Arctic Race of Norway.
Marco Tizza (Wagner Bazin WB), 5,5: Stagione peggiore delle precedenti per il 33enne lombardo, che non riesce a trovare mai la forma giusta e ottiene solo due top10 nelle tappe del Tour du Limousin. Un passo indietro rispetto all’equilibrio che sembrava aver trovato con il team belga.
Martin Tjøtta (Arkéa-B&B Hotels), 6: Il giovane norvegese continua la propria crescita e si mette in luce nella corsa di casa, visto che all’Arctic Race of Norway centra due top10 nelle tappe e chiude al settimo posto in classifica generale. Il prossimo anno proverà infatti a fare il salto di qualità in una realtà “familiare” come la Uno-X Mobility.
Damien Touzé (Cofidis), 5,5: Una stagione iniziata bene all’Etoile des Bessèges, con un settimo posto in generale e due top10 di tappa, poi però non si è più visto. Infatti nel resto dell’anno non ha più centrato alcun risultato degno di nota, neppure tentando qualche attacco da lontano.
Rory Townsend (Q36.5 Pro Cycling Team), 6,5: In questa stagione arriva la vittoria più importante della carriera per il classe 1995 irlandese, che trionfa alla Classica di Amburgo. Una corsa che si aggiudica con una grande azione, riuscendo a restare solo al comando dopo la fuga iniziale e resistendo al rientro del gruppo per pochi metri. Successo anche nel campione nazionale e poi diverse altre top10. Il prossimo anno proverà ad avere più spazio con la Unibet Rose Rockets.
Torstein Træen (Bahrain Victorious), 7: A 30 anni il norvegese si è ritrovato per la prima volta in testa alla classifica generale di un Grande Giro, dopo la fuga ad Andorra della Vuelta a España (secondo di tappa). Pur trovandosi in una situazione inaspettata, è riuscito a reggere la pressione, tenendo la maglia rossa per tre tappe e poi gestendosi bene anche nel prosieguo della corsa. Il nono posto finale in classifica generale è infatti uno dei suoi risultati più importanti della carriera.
Jan Tratnik (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5: Il cambio di maglia non ha portato bene al veterano sloveno, che chiude una delle peggiori stagioni della carriera. Infatti non arrivano vittorie né risultati di rilievo, visto che il migliore è un sesto posto nella cronometro del Tour of Holland. Anche il lavoro in supporto ai compagni non è stato determinante come al solito.
Matteo Trentin (Tudor Pro Cycling Team), 6,5: Anche a 36 anni il nativo di Borgo Valsugana riesce a trovare il colpo di pedale per continuare a vincere e lo fa a fine stagione, imponendosi alla Parigi-Tours. I migliori risultati arrivano proprio tra settembre e ottobre, con il quinto posto al GP di Vallonia, il sesto alla Super 8 Classic e alla Coppa Bernocchi. Buona prestazione anche al Tour de France, con il quinto posto nella prima tappa e il sesto nell’ultima, a cui si aggiunge la top10 alla Milano-Sanremo.
Bastien Tronchon (Decathlon AG2R La Mondiale), 6,5: Stagione in cui il classe 2002 francese conferma le proprie abilità nei percorsi impegnativi, aprendo la stagione con un quinto posto in classifica al Tour Down Under e poi centrando il successo in una classica di prestigio come la Tro-Bro Léon, davanti al compagno di squadra Gautherat. Arrivano poi anche il secondo posto al Tour du Finistère e le top10 di tappa al Giro del Delfinato e al Giro dei Paesi Baschi.
Kyrylo Tsarenko (Solution Tech-Vini Fantini), 6,5: Il 25enne ucraino è il migliore corridore della squadra in questa stagione, grazie a sei vittorie, che confermano le sue buone qualità. Nel corso dell’anno ha conquistato una tappa e la classifica generale sia al Tour of Hainan in Cina che al Tour de Kyushu in Giappone. A queste si aggiunge l’importante vittoria nella tappa con arrivo in salita del Giro di Slovenia e quella nel Trofeo De Gasperi.
Ben Tulett (Visma | Lease a Bike), 6,5: Tanti buoni risultati per il classe 2001 britannico, che trova l’acuto nella Settimana Coppi e Bartali, conquistando la classifica generale e la tappa di Brisighella. Bene poi nelle classiche italiane con il secondo posto alla Milano-Torino dietro al solo Del Toro, il sesto al Giro dell’Emilia e il quattordicesimo al Lombardia. Sono inoltre arrivate anche le top10 di tappa al Giro del Delfinato e il podio nella generale del Tour de l’Ain e della Faun Drome Classic.
Anthony Turgis (TotalEnergies), 6: Nessuna vittoria ma riesce comunque a ottenere dei piazzamenti di rilievo, tra cui il quarto posto nella prima tappa del Tour de France. Si contano poi il secondo posto al Trofeo Ses Salines, il quarto alla Tro-Bro Léon e il sesto allo Sparkassen Münsterland Giro.
Ben Turner (Ineos Grenadiers), 6,5: Il 26enne britannico è riuscito ad esprimere al meglio le proprie doti veloci in questa stagione, vincendo al Giro di Polonia e soprattutto alla Vuelta a España, in cui ha battuto nello sprint di Voiron un avversario del calibro di Philipsen. Buona prova anche al Giro d’Italia, con un terzo posto nella volata di Viadana e poi a fine stagione nella CRO Race si è sempre piazzato negli sprint.
LETTERA U
Henri Uhlig (Alpecin-Deceuninck), 6: Continua il percorso di crescita del tedesco, classe 2001, sulla scia delle buone prestazioni mostrate lo scorso anno. Il 24enne, in questa stagione, ha collezionato una serie di piazzamenti, tra cui quelli alla Rund um Köln e alla Volta NXT Classic, riuscendo persino a sfiorare il podio nella seconda tappa del Région Pays de la Loire Tour.
Cian Uijtdebroeks (Visma | Lease a Bike) 6,5: Nonostante la sfortuna e i problemi fisici, il belga classe 2003 è comunque riuscito a mettere in mostra il suo talento. Già all’esordio stagionale aveva ottenuto un buon quinto posto nella classifica generale del Tour of Oman. Ad aprile, però, è stato costretto a uno stop di tre lunghi mesi che ha influenzato il suo programma, escludendolo completamente dai Grandi Giri, ma al rientro ad agosto ha finalmente trovato le prime vittorie da professionista, conquistando una tappa e la classifica generale del Tour de l’Ain, oltre a ottimi piazzamenti alla Clásica San Sebastián, al Giro di Slovacchia, al Giro dell’Emilia, a Il Lombardia e al Tour of Guangxi. Nel 2026 vestirà la maglia Movistar e, chissà, se la fortuna dovesse girare un po’ dalla sua parte, liberandolo dai frequenti problemi fisici, potrebbe davvero compiere un importante salto di qualità.
Diego Ulissi (XDS Astana) 7,5: 16esima stagione consecutiva in cui l’esperto corridore toscano conquista almeno una vittoria. In questo 2025 il successo è arrivato al Giro dell’Appennino, ma la sua annata è stata segnata soprattutto da un altro risultato destinato a restare tra i più cari della sua lunga carriera: l’enorme emozione di indossare per la prima volta la Maglia Rosa. Oltre a questi traguardi personali, il corridore di Donoratico è riuscito a mettere a segno prestazioni importanti nell’arco dell’intera stagione, dimostrando grande continuità e solidità, sia nella ricerca dei propri obiettivi personali che nel fondamentale supporto ai compagni di squadra.
Diego Uriarte (Equipo Kern Pharma), 6,5: Alla seconda stagione tra i professionisti il classe 2001 spagnolo sembra essere riuscito a fare dei passi in avanti, trovando qualche piazzamento e un po’ di continuità e, soprattutto, la prima vittoria, ottenuta in una tappa della Vuelta a Andalucia dopo una giornata in fuga. Attacchi da lontano che sembrano essere il suo marchio di fabbrica, dato che ci si è lanciato in quasi tutte le gare a tappe disputate, dimostrandosi corridore combattivo.
LETTERA V
Mathias Vacek (Lidl Trek), 7: Chiude il 2025 con tre vittorie, due titoli nazionali, a cronometro e in linea, e il successo in una tappa del Giro di Vallonia, dove ha anche chiuso al secondo posto della classifica generale, il tutto accompagnato da una serie di podi e piazzamenti nel corso dell’intera stagione e dal lavoro per i compagni di squadra. Risultati che testimoniano la notevole crescita del giovane 23enne ceco, oltre a una versatilità e una continuità che, in prospettiva, lo rendono un corridore da tenere d’occhio su molti terreni.
Milan Vader (Q36.5 Pro Cycling Team), 5: Annata anche questa priva di particolari acuti per il neerlandese, che con i colori della sua nuova squadra, alla quale è approdato quest’anno dopo aver lasciato la Visma Lease a Bike, ha raccolto come miglior risultato stagionale un decimo posto alla Muur Classic Geraardsbergen.
Michael Valgren (EF Education-EasyPost), 6: Stagione con alti e bassi per il danese, che aveva iniziato bene con un ottavo posto alle Strade Bianche. Tuttavia, a causa di un infortunio rimediato alla Tirreno-Adriatico, ha dovuto affrontare un periodo di stop, dopo il quale non è riuscito a ritrovare la condizione ottimale. La restante parte della stagione è così proseguita senza particolari sussulti, fatta eccezione per il nono posto nella 15esima tappa del Tour de France.
Attila Valter (Visma | Lease a Bike), 5,5: Il contributo alla squadra del corridore ungherese, in questo 2025, è stato lontano dai livelli mostrati in passato. Chiude una stagione sottotono, priva di particolari acuti, fatta eccezione per il secondo posto ai campionati nazionali a cronometro, dove però, obiettivamente, la concorrenza non era tra le più serrate.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), 7: Come spesso gli è accaduto nelle ultime stagioni, il belga ha dato anche quest’anno l’impressione di ottenere meno di quello che potrebbe, al di là di qualche problemino fisico che lo ha un po’ frenato in alcune occasioni. Nelle classiche di primavera è stato piuttosto continuo, ma non è riuscito a tenere il passo di Van Der Poel e Pogačar, chiudendo quarto sia al Fiandre che alla Roubaix (oltre che all’Amstel) e perdendo le volate di Dwars door Vlaanderen (contro Powless) e Freccia del Brabante (contro Evenepoel) che in altri tempi avrebbe vinto. Poi, il 31enne ha comunque tirato fuori dal cilindro due capolavori (che gli salvano l’annata) conquistando la tappa degli sterrati di Siena al Giro d’Italia, dove è stato anche fondamentale nel successo finale del compagno di squadra Simon Yates, e nella frazione finale del Tour de France, staccando Pogačar a Montmartre, ma ancora una volta la sensazione è che la sua stagione sia una splendida incompiuta.
Tom Van Asbroeck (Israel-Premier Tech), 5: Dopo un 2024 decisamente positivo, il belga vive quest’anno una stagione di segno decisamente opposto. Un solo podio e tre top-10 totali sono un bottino molto magro per il 35enne, che probabilmente inizia a sentire gli anni che passano.
Dylan Van Baarle (Visma | Lease a Bike), 5: Probabilmente segnato dagli infortuni dello scorso anno (e anche questo 2025 non era iniziato bene, con una frattura alla clavicola rimediata al Tour Down Under), il neerlandese non è mai riuscito a essere protagonista in prima persona o a incidere particolarmente, soprattutto nelle classiche, riuscendo giusto a contribuire alla causa della squadra sia al Giro che alla Vuelta.
Marijn Van Den Berg (EF Education-EasyPost), 6,5: Pur vincendo la metà (due vittorie contro le quattro del 2024), l’annata del neerlandese è stata in linea con quella passata. Numerosi i piazzamenti ottenuti, qualcuno anche in corse di rilievo, sia in volata che su tracciati un po’ più mossi. Sfortunato al Tour de France, dove finisce a terra subito nella prima tappa: prova a stringere i denti, ma deve alzare bandiera bianca al decimo giorno.
Julius Van Den Berg (Team Picnic PostNL), 5: Dovendo soprattutto lavorare nel treno di Jakobsen, il 29enne non ha potuto dedicarsi più di tanto a questo compito visto il lungo periodo trascorso ai box dal neerlandese, e lui stesso è stato fermo a lungo, correndo una sola gara in 5 mesi (dalla frattura della clavicola riportata alla Parigi-Roubaix alla Omloop van het Houtland di fine settembre). Quando ha corso, però, non si è segnalato in maniera particolare.
Frank Van Den Broek (Team Picnic PostNL), 6,5: Il neerlandese ha confermato le buone cose viste nel 2024, sebbene questa volta senza conquistare successi. Il 24enne ha comunque ottenuto diversi piazzamenti, ha chiuso al secondo posto la penultima tappa del Tour de France e, nel complesso, è stato tra i più positivi della squadra.
Taco Van Der Hoorn (Intermarché-Wanty), 5: L’annata del 32enne riflette quella, sottotono, della squadra. Ci prova in fuga in qualche occasione, soprattutto nella prima parte del Giro d’Italia, ma senza riuscire a concretizzare, come in passato gli è spesso riuscito.
Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Deceuninck), 9,5: Che dire di un fenomeno che per il terzo anno di fila si porta a casa due Monumento in stagione, conquistando la seconda Sanremo in carriera e la terza Roubaix consecutiva, e che per riuscirci batte (tra i pochissimi a farlo) nientemeno che Pogačar? Anche quest’anno il neerlandese sceglie con cura gli obiettivi e non corre moltissimo (solo 41 giorni in totale), ma quando lo fa regala spettacolo ed è sempre protagonista, imponendosi anche alla Samyn Classic, all’E3 Saxo Classic e, a quattro anni di distanza dalla prima volta, in una tappa del Tour de France. Alla Grande Boucle veste inoltre per quattro giorni la Maglia Gialla, ottiene altri due podi di giornata e va in fuga in cinque occasioni prima di ritirarsi per una polmonite che, assieme alla mancanza di obiettivi, lo porta sostanzialmente a chiudere la stagione ad agosto, dopo un successo parziale e il secondo posto finale al Renewi Tour.
Tosh Van Der Sande (Visma | Lease a Bike), 6: Ultima stagione in gruppo per il 35enne belga, che anche in questo suo ultimo anno si è confermato un elemento affidabile e decisivo nel lavoro di supporto ai compagni di squadra.
Tim Van Dijke (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5,5: Stagione non eccezionale a livello di risultati personali per il neerlandese, che nel corso dell’anno è riuscito a ottenere soltanto alcuni piazzamenti, tra cui alla Tirreno-Adriatico e al Giro di Polonia, senza però lasciare mai il segno. Da considerare il lavoro svolto a supporto dei compagni di squadra, ma nel complesso forse ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa in più.
Mick Van Dijke (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5,5: Discorso simile a quello del gemello e compagno di squadra Tim: anche Mick, infatti, non è riuscito a ottenere risultati di rilievo, con l’unico acuto rappresentato dalla top-10 nella prima tappa della Parigi-Nizza. Anche per lui va considerato il lavoro svolto a supporto della squadra, ma a livello di risultati individuali l’annata si è conclusa senza particolari guizzi.
Lennert Van Eetvelt (Lotto), 6,5: Stagione sfortunata e segnata da molteplici problemi fisici per il giovane belga, che, nonostante ciò, è comunque riuscito a ottenere diversi piazzamenti di rilievo, pur senza conquistare una vittoria. Durante la 15esima tappa del Tour de France è rimasto coinvolto in una caduta che lo ha costretto al ritiro dalla corsa; quell’incidente ha di fatto segnato la fine della sua annata, tenendolo lontano dalle gare e impedendogli anche di partecipare alla Vuelta, competizione nella quale, nel 2024, si era ben distinto. Per questi motivi, il 2025 non è stato all’altezza dell’anno precedente, ma non sono mancati alcuni piazzamenti di peso nelle gare a cui ha potuto partecipare, come quello alle Strade Bianche e in diverse tappe dell’UAE Tour, della Volta a Catalunya e del Giro di Romandia. Rimandiamo con fiducia al 2026, quando, si spera, avrà più occasioni di giocarsi le sue carte.
Dries Van Gestel (Soudal Quick-Step), 6: Il 2025 del 31enne belga è stato caratterizzato principalmente da tanto lavoro al servizio dei compagni di squadra. A questo si aggiungono alcuni piazzamenti nel corso della stagione, ma nel complesso non lo si è visto sui livelli degli anni passati.
Maxim Van Gils (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5,5: Due vittorie, tra Vuelta a Andalucía e Giro di Norvegia, e il podio alla Clásica San Sebastián, oltre a una serie di piazzamenti nel corso dell’intera stagione, sono ciò che il classe ’99 riuscito a raccogliere in questo 2025, caratterizzato anche qualche problema fisico. Viste le grandi speranze riposte nel giovane belga, ci si sarebbe quindi potuto aspettare molto di più.
Gijs Van Hoecke (Intermarché-Wanty), 5: Annata piuttosto anonima quella del 34enne belga, che si conclude senza risultati di rilievo, tenendosi lontano dai livelli raggiunti negli anni passati.
Bert Van Lerberghe (Soudal Quick-Step), 5,5: Il belga classe ’92 ha vissuto una stagione priva di piazzamenti a livello personale, lontano dai livelli mostrati in passato, ma ha comunque svolto il suo ruolo di supporto alle volate e nelle Classiche per la squadra.
Brent Van Moer (Lotto), 6: Stagione non esaltante per il belga classe ’98, che comunque è riuscito a portarsi a casa una alcuni piazzamenti discreti. Buona soprattutto la prima parte di stagione, in cui ha raccolto due dei migliori risultati, il quarto posto alla Omloop Nieuwsblad e il quinto al GP Denain.
Danny Van Poppel (Red Bull-Bora-hansgrohe), 7: Uomo a disposizione del team e pronto a sacrificarsi per il successo di squadra, quest’anno è riuscito a ritagliarsi spazio conquistando una serie di successi personali. Tre le vittorie ottenute tra Giro di Ungheria e Tour of Holland, a cui si aggiunge quella al Campionato Nazionale in linea e una notevole serie di piazzamenti. Risultati che gli hanno permesso di passare dal ruolo di gregario a quello di velocista di punta per il 2026, stagione in cui proverà davvero a dire la sua.
Stan Van Tricht (Alpecin-Deceuninck), 5,5: Stagione opaca per il classe ’99 che, a parte pochi piazzamenti discreti, non è riuscito a ottenere risultati soddisfacenti. Il suo lavoro principalmente a supporto dei capitani non gli ha permesso di andare a caccia di successi personali in molte occasioni, ma, dopo la vittoria ottenuta lo scorso anno, ci si poteva forse aspettare qualcosa in più nel 2025.
Casper Van Uden (Team Picnic PostNL), 7: Una sola vittoria (ma che vittoria) quella del giovane velocista neerlandese, che si è imposto al suo debutto nella quarta tappa del Giro d’Italia, mettendo la ruota davanti a rivali di primo piano. A questa si aggiungono un altro successo sfiorato nella dodicesima tappa della Corsa Rosa e una serie di piazzamenti di peso ottenuti nel corso dell’intera stagione che rendono positiva la valutazione del suo 2025, alimentando ancora più aspettative per il 2026.
Ilan Van Wilder (Soudal Quick-Step), 6,5: Anche se non è riuscito a lasciare il segno, il 2025 del belga è stato sicuramente positivo e lo ha visto ottenere diversi bei piazzamenti nelle brevi gare a tappe, oltre che la medaglia di bronzo nella cronometro dei Mondiali di Kigali, a conferma di buone doti sia in salita che contro il tempo. Il 25enne si è inoltre messo a disposizione di Evenepoel al Tour ed è risultato fondamentale nel successo di Paret-Peintre nella tappa del Mont Ventoux. La partenza del connazionale aprirà sicuramente maggiori spazi per lui nel 2026.
Harm Vanhoucke (Q36.5 Pro Cycling Team), 5,5: A causa di alcuni problemi fisici, il 28enne non ha corso molto in questa sua prima annata con il nuovo team, ottenendo giusto un paio di piazzamenti in corse minori e faticando quando il livello si è alzato. Rimandato al 2026.
Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step), 5: Inaspettata stagione incolore per il belga, che affronta 66 giorni di corsa e ne cava, complessivamente, due noni posti come migliori risultati dell’anno. Non riesce a trovare gli spazi necessari per mettersi in mostra fino alla Vuelta: sulle strade spagnole (e anche italiane, vista la partenza) prova qualche fuga da lontano, senza però trovare lo spunto giusto per coronare i suoi attacchi.
Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels), 7,5: Che avesse talento si era già capito negli anni passati, ma il suo 2025 è stato a dir poco eccellente, tanto da proiettarsi fra i migliori 20 corridori al mondo, in termini di punteggi UCI. Inizia dominando l’Etoile des Bessèges (due tappe e la generale), porta a casa anche il trofeo finale alla Région Pays du Loire e va vicino al trionfo alla Freccia Vallone, respinto solo dall’imprendibile Tadej Pogačar. La sua stagione prosegue con un altro secondo posto, al GP Morbihan, e poi trova sublimazione al Giro di Svizzera, dove contende fino alla fine la vittoria a João Almeida, e al Tour de France, dove si spende a caccia di un risultato di prestigio nella classifica generale: alla fine è settimo, aggiungendo quindi una nuova dimensione a un quadro personale già decisamente interessante.
Simone Velasco (XDS Astana), 7,5: Non vince, ma la serie di piazzamenti ottenuta in stagione è quasi straordinaria. Il quarto posto alla Liegi-Bastogne-Liegi potrebbe già valere la sufficienza, ma lui ci aggiunge tanto altro, facendosi notare alla Tirreno-Adriatico, al Giro dei Paesi Baschi, alla Settimana Coppi e Bartali e anche al Tour de France. Nel finale di stagione è ottimo protagonista delle Classiche del periodo, salendo sui podi di Giro della Romagna e Coppa Agostoni. Nella grande, e soprattutto fruttuosa, stagione della squadra kazaka c’è parecchio del suo.
Andrea Vendrame (Decathlon AG2R La Mondiale), 7: Se il percorso è complicato e il pronostico è aperto, lui c’è sempre. Lascia il segno sul traguardo di Colfiorito, alla Tirreno-Adriatico, vince anche al Tour du Limousin e inanella una serie brillante di piazzamenti, confermandosi un “realizzatore” di primo livello. Leggermente sotto le attese al Giro d’Italia, che porta comunque a termine e che affronta con grinta e determinazione, provando più volte la fuga da lontano.
Clément Venturini (Arkéa-B&B Hotels), 6,5: In termini di “realizzatori” di punti UCI, lui è un altro specialista. Non vince (e non lo fa dal 2018!), ma quando c’è da far valere le sue qualità a caccia di piazzamenti c’è sempre. Il Tour de France si conferma probabilmente troppo per lui, ma nelle varie corse di medio-alto livello che costellano il calendario, soprattutto in Francia, sa farsi valere, eccome, come testimoniano i podi raccolti al GP Morbihan e alla Boucles de l’Aulne.
Luca Vergallito (Alpecin-Deceuninck), 6: Non si vede tantissimo, ma, quando la strada sale, rimane una delle poche opzioni percorribili dalla sua squadra. Si piazza discretamente alla Volta ao Algarve e al Giro dei Paesi Baschi, oltre che al Giro d’Austria; sperava, poi, probabilmente una Vuelta a España più brillante, ma guai fisici lo costringono a salutare anzitempo la carovana roja.
Kevin Vermaerke (Team Picnic PostNL), 5,5: Era uno dei corridori più responsabilizzati della squadra neerlandese, ma, al tirar delle somme, il prodotto non è stato indimenticabile. Nella prima metà della stagione si vede pochissimo, poi aumenta i giri e lotta per risultati importanti al Giro di Norvegia; si presenta poi alla Vuelta con l’idea di cercare il successo di tappa, ma la missione rimane incompiuta. Chiude spendendosi fra Mondiali e Lombardia, con il pensiero probabilmente già rivolto alla svolta che lo attende in carriera, il passaggio alla UAE.
Gianni Vermeersch (Alpecin-Deceuninck), 6: Uomo ormai dichiaratamente da sterrati, attende con ansia il momento in cui il gravel inizierà a pesare nelle classifiche generali mondiali. Il settimo posto alla Strade Bianche è risultato di buon livello, così come il secondo al GP Denain. Al Fiandre rimane nei gruppi di seconda linea fino all’arrivo e poi aggiunge al suo ruolino di marcia qualche discreto piazzamento nelle gare dell’ultima parte di stagione, fra Belgio e Canada.
Florian Vermeersch (UAE Team Emirates XRG), 7: Come sopra, si dedica al gravel con grande attenzione, conquistando il titolo mondiale di specialità (che gli vale mezzo punto in più nel giudizio numerico). Anche sull’asfalto, però, seppur irregolare, fa ottime cose, come testimoniano il quinto posto ottenuto alla Roubaix e il secondo con cui chiude l’anno alla Veneto Classic. Risultati individuali a parte, dimostra di essersi calato alla perfezione nei meccanismi della UAE, dando il suo contributo ai successi altrui con azioni volte a stroncare la resistenza dei rivali.
Ethan Vernon (Israel-Premier Tech), 6,5: Torna a esprimersi sui livelli toccati ai tempi della Soudal Quick-Step e trova un bel successo alla Volta a Catalunya. I piazzamenti rimangono costanti fino alla Vuelta a España, dove raccoglie due secondi posti in altrettante tappe da velocisti puri. La concorrenza, in loco, non era indimenticabile, ma il suo l’ha fatto, eccome.
Carlos Verona (Lidl-Trek), 7: Di fatto, in tutta la stagione, l’acuto è uno solo, ma di quelli che vale una carriera. Il gregario spagnolo conquista infatti, con un arrivo solitario, la tappa di Asiago al Giro d’Italia, mettendo così le mani sulla seconda vittoria di una carriera lunghissima e trascorsa principalmente al servizio di altri. Ci riprova al Giro, senza successo, e ci riprova anche alla Vuelta a España, dove però gli manca l’energia per completare i vari attacchi in modo vittorioso.
Alessandro Verre (Arkéa-B&B Hotels), 6,5: Generoso e combattivo, prova a mettersi in luce, pensando anche a una situazione futura non ideale, visto il destino della squadra. Va vicinissimo a un successo enorme nella penultima tappa del Giro d’Italia (secondo a Sestrière) e si fa vedere anche alla Vuelta a España, dove si regala anche una giornata sul podio, indossando la Maglia a Lunares. La vittoria da pro’ ancora manca, ma potrà riprovarci, nel 2026, con la maglia della MBH Bank CSB Telecom Fort, sua nuova destinazione.
Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), 6,5: In una “vita” da gregario, il successo ottenuto in una tappa del Tour of Oman è uno di quegli eventi che assumono caratteristiche memorabili. Per il resto della stagione, si divide fra sostegno per altri e nuovi tentativi da lontano, in particolare alla Vuelta a España, dove però non riesce a coronare i suoi sforzi. Dalla sua c’è anche una buona prestazione nel duro Europeo in linea di Drôme-Ardèche.
Giacomo Villa (Wagner Bazin WB), 6: Cerca di sfruttare al meglio quel che il calendario di squadra gli offre, ottenendo qualche piazzamento di rilievo fra Giro del Lussemburgo, Route d’Occitanie ed Etoile de Bessèges. Non ci sono note eclatanti, ma il brianzolo sicuramente non ha lesinato impegno e determinazione.
Jay Vine (UAE Team Emirates XRG), 7,5: Stagione a dir poco eccezionale per l’australiano, che si attesta fra i migliori al mondo quando c’è da andare in salita. Ci mette un po’ a carburare, poi vince due tappe alla Coppi e Bartali e una al Giro di Romandia, dove sale anche sul podio finale. Al Giro d’Italia si spende per la squadra e si impegna nelle cronometro e poi vola nel finale di stagione: due vittorie di tappa alla Vuelta a España (con un secondo posto a cronometro e anche la Maglia a Lunares), l’argento mondiale nella cronometro mondiale, il nono posto al Lombardia e il podio alla Valdengo-Oropa. In termini di punti, va oltre ogni suo limite precedente, dimostrandosi uno dei cardini dello strapotere emiratino.
Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), 9: Vale per tutti i corridori più importanti e vale anche per lui: racchiuderli in un voto “secco” è molto complicato. Nel suo caso, i lati positivi sono sicuramente, e non potrebbe essere altrimenti, quelli che derivano dalla Vuelta a España, chiusa con tre vittorie, altrettanti secondi posti e il successo finale, pesante come solo un Grande Giro sa essere. Al Tour de France è valoroso nel tentare di allungare il più possibile la battaglia con Pogačar, anche se lo sloveno, in questa occasione, pare essere fuori scala anche per lui. Il secondo posto nella corsa più importante al mondo è tutt’altro che disprezzabile, così come il piazzamento d’onore al Delfinato e anche la vittoria finale alla Volta ao Algarve. Stecca all’Europeo, ma tutto sommato può anche essere comprensibile: in risposta a quelli che sostengono che “corre poco”, il danese fa registrare infatti 62 giorni di corsa, quasi tutti ad altissimo livello.
Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5: Pochissimo da segnalare per il russo, che fino a qualche mese fa era uno dei corridori più interessanti dell’intero panorama mondiale e che non sembra più riuscire a trovare la pedalata giusta. Qualche tentativo di attacco, soprattutto al Tour e al Giro di Svizzera e qualche buona prova a cronometro, ma, complessivamente, rispetto alle passate stagioni, il piatto ha pianto.
LETTERA W
Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility), 7,5: Prosegue la crescita del classe 2000 norvegese con un’altra stagione fatta di risultati importanti. Tra questi spicca la vittoria della Omloop Nieuwsblad ad inizio stagione, preceduta dal successo in una tappa della Etoile de Bessèges. Podio parziale anche al Giro del Delfinato, mentre il Tour de France era iniziato bene con un terzo e quarto posto di tappa, ma poi è arrivato il ritiro nella decima tappa. Tornato al successo al Giro di Danimarca, ha poi dominato il Giro di Germania, con due tappe e la classifica generale, oltre alla maglia a punti. Infine top-10 anche a GP de Fourmies, Gooikse Pijl e Crono delle Nazioni, per una stagione davvero sempre ad alti livelli.
Max Walker (EF Education-EasyPost), 5,5: Passo indietro per il 24enne britannico che aveva mostrato ottime doti da cronomen negli scorsi anni. Invece in questa stagione l’unica top-10 è arrivata nella prova contro il tempo dei campionati nazionali, per il resto solo qualche tentativo di attacco da lontano entrando nelle fughe.
Matthew Walls (Groupama-FDJ), 6: Il velocista britannico ritrova un’annata positiva, centrando diversi buoni piazzamenti, tra cui il terzo in una tappa del Tour Down Under e due top-5 al Giro di Slovacchia. Non è però riuscito ancora a trovare l’acuto e infatti al momento è ancora senza contratto per la prossima stagione.
Max Walscheid (Team Jayco AlUla), 5: A eccezione di un paio di piazzamenti a inizio stagione, il possente tedesco si vede molto poco nel resto del 2025. Lo aspetta una nuova avvenuta nella Lidl-Trek, dove dovrebbe far parte del treno di Jonathan Milan.
Frederik Wandahl (Red Bull-Bora-hansgrohe), 5,5: Quarto nella prima gara stagionale, il Trofeo Calvià, e quinto al GP Francoforte, probabilmente il risultato più importante tra i pro’: sono questi gli unici piazzamenti ottenuti dal danese in questo 2025, contrassegnato però da un brutto incidente avvenuto al Giro di Ungheria che lo ha tenuto ai box per quattro mesi e ha ulteriormente frenato una carriera che al momento ancora non decolla.
Samuel Watson (Ineos Grenadiers), 7: Il più vincente della squadra in questo 2025. Il 24enne britannico ha centrato quattro vittorie, ovvero il prologo del Giro di Romandia, una tappa e la classifica generale della 4 Giorni di Dunkerque e il titolo in linea ai campionati nazionali. A questi si aggiungono molti piazzamenti, tra cui il quinto posto ottenuto alla Omloop Nieuwsblad e le altre top-5 nelle tappe di Parigi-Nizza, Tour of Britain, Giro di Germania e Tour Down Under, che confermano le sue qualità importanti da passista veloce e resistente.
Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG), 7,5: Ancor più dello scorso anno, il belga si è calato nel ruolo di “gregario di lusso” di Pogačar, trovando per questo motivo ancor meno spazio per le ambizioni personali, in particolare nelle classiche. Nonostante questo, però, è riuscito comunque a cogliere diversi ottimi risultati, come il terzo posto alla Strade Bianche, l’ottavo all’E3 Saxo Classic e il terzo nel “suo” Renewi Tour, cui si aggiungono la vittoria del titolo nazionale in linea e, soprattutto, della 15a tappa del Tour de France con uno splendido assolo finale di 44 chilometri dopo una giornata all’attacco.
Sam Welsford (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6: Raggiunge la sufficienza giusto per le tre vittorie conquistate a inizio anno al Tour Down Under, che portano a sei il suo bottino nella corsa di casa. Per il resto, il secondo posto alla Surf Coast Classic e un altro paio di top-10 sono gli unici altri risultati della sua annata, nella quale ha corso poco. Vedremo se nella prossima stagione riuscirà a fare un passo in avanti nella sua nuova squadra, la Ineos Grenadiers.
Stephen Williams (Israel-Premier Tech), sv: Annata assolutamente ingiudicabile quella del gallese, che a causa di problemi al ginocchio ha corso pochissimo e senza poter mai essere competitivo. Un peccato dopo gli ottimi risultati ottenuti nel 2024.
Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek), 7: Il danese è sicuramente tra i talenti più interessanti da tenere d’occhio nei prossimi anni. Alla sua prima stagione tra i pro’, arrivato direttamente dalla categoria jrs., il 18enne (ne ha compiuti 19 a settembre) ha subito ottenuto buoni risultati all’esordio al Tour Down Under, dove è stato il miglior giovane, proseguendo poi con un 25° posto alla Strade Bianche dopo una fuga da lontano e con il successo nella Parigi-Roubaix U23. Sesto al GP Francoforte e terzo nella classifica finale del Giro di Ungheria, il classe 2006 è stato poi protagonista a fine anno con un 10° posto al Giro dell’Emilia, il 2° alla Tre Valli Varesine e il terzo alla Parigi-Tours, dimostrando qualità non indifferenti vista l’età.
Michael Woods (Israel-Premier Tech), sv: L’ultima stagione in gruppo del canadese è avara di soddisfazioni e anche piuttosto sfortunata. Le uniche top-10 le ottiene all’inizio, al Tour Down Under, poi una frattura alla clavicola rimediata alla Milano-Torino lo costringe a saltare le classiche delle Ardenne, e anche la preparazione per il Tour de France è ostacolata da un’infezione polmonare che lo porta a ritirarsi dal Giro di Svizzera. Alla Grande Boucle ci prova in fuga in diverse occasioni, senza successo, e il GT transalpino diventa l’ultima gara della sua carriera, dato che il previsto addio sulle strade di casa con i GP di Québec e Montréal salta a causa di un’operazione per un’ernia. Con un’annata più regolare, avrebbe probabilmente potuto ottenere qualche bel risultato.
Fred Wright (Bahrain Victorious), 6,5: Dopo due annate piuttosto deludenti, il britannico è riuscito a ritrovarsi in questo 2025 ottenendo diversi piazzamenti anche di buon livello, come le top-10 a Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix. Ancora una volta, però, è mancata la vittoria: chissà se riuscirà finalmente a trovarla nella sua nuova avventura alla Pinarello-Q36.5.
LETTERA Y
Adam Yates (UAE Team Emirates XRG), 6: Stagione di alti e bassi per il britannico, che ha iniziato e finito bene vincendo Tour of Oman, Coppa Agostoni e Trofeo Tessile & Moda (più i piazzamenti a Milano-Torino, GP de Montréal, Giro dell’Emilia e Il Lombardia), ma è mancato nei momenti importanti. Al Giro d’Italia, dove partiva come co-capitano, non infatti è mai apparso in grado di lottare con i migliori e non è neppure mai stato particolarmente utile in supporto a Del Toro, e anche al Tour de France è riuscito raramente a dare un contributo in salita a Pogačar.
Simon Yates (Visma | Lease a Bike), 9: Il cambio di casacca durante lo scorso CicloMercato ha sicuramente fatto bene al 33enne, che dopo un inizio di stagione sottotraccia ha firmato un capolavoro al Giro d’Italia, andando a conquistare la Maglia Rosa proprio laddove sette anni fa l’aveva persa, sul Colle delle Finestre. Il britannico ha così ottenuto il secondo Grande Giro della sua carriera e, dopo un po’ di meritato riposo, ha partecipato anche al Tour de France in appoggio a Vingegaard. Anche qui, però, ha trovato il modo di lasciare il segno imponendosi nella decima tappa dopo una fuga da lontano, rendendo così questa stagione una delle sue migliori di sempre.
LETTERA Z
Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious), 6,5: Non è ancora arrivata la prima vittoria da professionista, ma il 24enne trentino l’ha nuovamente sfiorata più volte anche in questa stagione. Al Giro d’Italia, nell’arrivo di Matera, si è dovuto arrendere solo a Pedersen, poi sono arrivati due secondi posti anche nelle tappe della CRO Race, oltre a quello in classifica generale. Top-5 anche nelle frazioni del Tour of Britain, mentre il sesto posto al Gran Piemonte conferma un corridore in grado ormai stabilmente di ottenere risultati importanti.
Filippo Zana (Team Jayco AlUla), 5,5: Anche in questa stagione non riesce a ritrovare gli acuti del 2023 e chiude un’annata senza risultati di rilievo. Il miglior piazzamento è un sesto posto al Giro d’Italia nella frazione di Asiago, poi è riuscito a chiudere nella top-10 in classifica generale la CRO Race e il Giro di Polonia, oltre ad un nono posto al Giro del Veneto. Troppo poco considerando le sue qualità in salita e infatti il prossimo anno proverà a rilanciarsi con un’altra squadra, la Soudal Quick-Step.
Enrico Zanoncello (VF Group Bardiani-CSF Faizanè), 6: Annata in linea con le precedenti per il velocista veronese, che si mette in mostra soprattutto in due corse ProSeries in Asia, il Tour of Magnificent Qinghai e il Tour de Langkawi, con diverse top-5 di tappa. Prova discreta anche al Giro d’Italia, dove entra due volte nei primi dieci, a Lecce e a Roma, e riesce a chiudere in top-10 anche in una tappa dell’UAE Tour, oltre al settimo posto ottenuto al Giro di Reggio Calabria.
Maikel Zijlaard (Tudor Pro Cycling Team), 6: Il 26enne neerlandese mostra di avere anche buone doti da velocista, oltre a quelle di cronoman già mostrate nelle scorse stagioni. Centra infatti un secondo posto allo sprint alla Tirreno-Adriatico, un terzo al Giro d’Italia e all’AlUla Tour. Oltre al quinto posto nel prologo del Giro di Romandia, si piazza in top-10 anche in tappe dell’UAE Tour, del Giro di Polonia e del Giro di Germania. Non è ancora arrivato però quel salto di qualità che si poteva aspettare.
Georg Zimmermann (Intermarché-Wanty), 6,5: Uno dei pochi corridori a riuscire a vincere quest’anno con la squadra belga. Il classe 1997 tedesco si è infatti imposto nella classifica generale del Giro d’Abruzzo, ottenendo poi anche l’importante vittoria nella prova in linea ai campionati nazionali. Per il resto non si registrano altri risultati, complice anche una caduta al Tour de France che lo ha costretto al ritiro dopo nove tappe.
Axel Zingle (Visma | Lease a Bike), 6: Stagione compromessa da numerosi problemi fisici, che hanno costretto il francese a correre solo 28 giorni al primo anno con il team, dopo il passaggio dalla Cofidis. Quando è riuscito a presentarsi al via, il 27enne ha comunque ottenuto buoni risultati, con la vittoria nella prima tappa della 4 Giorni di Dunkerque, dove sono arrivate altre due top-5 prima del ritiro. Piazzamenti anche alla Parigi-Nizza, al Giro dei Paesi Baschi e al Giro di Danimarca, ma ovviamente lo aspettiamo nel 2026, con la speranza che possa correre di più e senza problemi.
Samuele Zoccarato (Team Polti VisitMalta), 6: A fine stagione trova finalmente la sua prima vittoria, anche se in una corsa 1.2, ovvero il Tour de la Mirabelle, dove il classe ’98 si è tolto la soddisfazione di tagliare il traguardo da solo a braccia alzate con oltre un minuto di vantaggio sui rivali. La vittoria in una corsa ProSeries l’aveva invece sfiorata a giugno, al Giro di Slovenia, dove aveva chiuso secondo sull’arrivo in salita di Golte dopo una giornata in fuga. Questi sono però gli unici due lampi della stagione, in cui complessivamente non ha raccolto molto: l’anno prossimo arriverà quindi un altro cambio di squadra, con il passaggio alla MBH Bank CSB Telecom Fort.
Ben Zwiehoff (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6: A livello personale, il miglior risultato stagionale lo ottiene nell’ultima gara, il Tour of Guangxi, dove chiude nono in classifica generale. D’altra parte, però, è spesso sacrificato alla causa dei compagni di squadra e dunque non trova molte occasioni in prima persona, mettendosi in evidenza giusto con alcune fughe al Tour of the Alps e al Giro di Romandia, oltre che in una tappa della Vuelta a España.
| Crea la tua squadra per il FantaCiclismo 2026: montepremi minimo di 10.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |





