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Fase 2, già due ciclisti investiti questa mattina tra Bergamo e Campobasso: grave l’uomo nel molisano

Massima attenzione in strada. Il ritorno delle bici in è appena ripreso questa mattina lunedì 4 maggio con l’inizio della fase 2 , ma non mancano le notizie di incidenti in tutto lo Stivale. Oltre al 56enne morto a Roma nella serata di Sabato, questa mattina arrivano conferme di altri incidenti, fortunatamente meno gravi. Il primo questa mattina poco prima delle nove a Bergamo Alta, dove un 36enne è stato investito in via Cavagnis. P.G. stava scendendo dai colli nella Zona di San Vigilio e si è trovato improvvisamente di fronte un’auto che non ha avuto modo di evitare. Molto violento l’impatto, a quanto riportano i testimoni, con il ciclista che è stato sbalzato dalla sella per un volo di oltre due metri. La polizia è sul posto per i rilievi del caso e accertare le responsabilità. Rapido l’intervento del 118, i cui operatori dopo pochi minuti hanno potuto soccorrere il ciclista e trasportarlo in ospedale con un grave trauma cranico. Fortunatamente, il ciclista non ha mai perso conoscenza e non è considerato in pericolo di vita.

Appare invece più grave l’incidente che intorno alle 10:15 ha visto un uomo di 66 anni impattare con una vettura in uscita da un parcheggio in via Ungaretti, a Campobasso. Nell’impatto l’uomo, che sarebbe professore all’Istituto Industriale Marconi secondo quanto riportano le fonti locali, è caduto a circa due metri sbattendo violentemente la testa sull’asfalto. Immediatamente soccorso dalla donna al volante e da due medici che abitano in zona, l’uomo è stato trasportato in codice rosso al Cardarelli per essere ricoverato nel reparto di rianimazione, ma essendo l’ospedale Covid della regione, è stato trasferito nella Clinica Neuromed di Pozzilli, centro specializzato in patologie neurologiche, dove il quadro clinico appare grave.

Ricordiamo che ci sono oltre 15.000 incidenti l’anno (l’ultimo dato istat disponibile del 2018 era di 16.224) e che, specialmente ora che le biciclette erano improvvisamente in gran parte scomparse dalle strade e che il traffico è diminuito, i pericoli sono ancor più dietro l’angolo. Anche da parte nostra dunque sarà importante essere più vigilanti che mai, perché anche se la colpa non dovesse essere del ciclista, a subire i danni maggiori saremo probabilmente noi.

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Un commento

  1. Gianfranco Di Pretoro

    Preg.ti
    MAURO Antonelli-Responsabile Segreteria Tecnica-Ministero Infrastrutture e Trasporti
    ALESSANDRO MORELLI-Presidente della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati
    EUGENIO PATANE’-Presidente della VI Commissione Mobilita’ della Regione Lazio
    GIAMPIERO ORSINI-Direttore Viabilita’ Dipartimento VII della Citta’ Metropolitana di Roma
    PIETRO CALABRESE-Assessore della Citta’ in Movimento-Comune di Roma
    CAROLINA CIRILLO-Responsabile Dipartimento Mobilita’-Comune di Roma
    FABIO PACCIANI-Responsabile Infrastrutture e Manutenzione-Comune di Roma
    VIRGINIA RAGGI-Sindaca di Roma e della Citta’ Metropolitana della Capitale
    LETTERA APERTA

    LA CORSIA CICLABILE SU TUTTE LE STRADE
    LO SPAZIO DOVUTO A CHI PEDALA

    Onorevoli Deputati,Signori Dirigenti nel settore della Mobilita’
    Chi Vi scrive è Gianfranco Di Pretoro,Presidente dell’Associazione G.D.P.,70 anni in bicicletta,giornalista appassionato di ciclismo.Nel 2019 ho pedalato per 8.000 km,70% in citta’ e 30% fuori.Tante strade con la paura dei motorizzati schizofrenici, favoriti,sicuramente, da una cultura che considera marginale la presenza dei ciclisti.La legge ci inserisce fra le utenze deboli ma ci spettano poche piste ciclabili ,tutte conquistate dopo estenuanti riunioni e lotte intestine con alcuni cittadini.Sono rarissime,poi, le ciclovie separate nelle aree metropolitane delle grandi citta’.Nell’ultimo decennio,i Comuni,hanno sempre piu’ inserito la bicicletta quale mezzo di eccellenza nella mobilita’ sostenibile,trascurando,pero’, i ciclisti che si spingono verso le borgate ai suoi margini, in direzione dei paesi vicini per le loro attrazioni paesaggistiche,in sintesi,tantissimi appassionati cicloturisti e ciclosportivi, abbandonati al loro destino nelle strade piu’ pericolose d’Italia.
    Questa affermazione non è campata in aria,lo dicono i dati Istat 2018 che sottolineano l’impennata degli incidenti stradali nelle strade extra urbane: n.36.271 incidenti + 3,4% , mentre diminuiscono nelle strade urbane (-2,9% ) e nelle autostrade(- 0,2%).
    La trascuratezza degli amministratori comunali su quest’argomento,l’opposizione di alcune associazioni cicloambientaliste, sono incomprensibili nei riguardi di persone che si muovono senza disturbare,senza avvelenare l’aria,veri e propri benemeriti della societa’,alla ricerca solo di sensazioni di liberta’.
    Lo sanno benissimo gli Olandesi,i Tedeschi,gli Svizzeri,i Danesi che non fanno mai mancare la corsia ciclabile sulla carreggiata anche se la strada è stretta 7 metri.
    Costa poco,è facile da realizzare,non da’ fastidio a nessuno,migliora la sicurezza ed il rispetto del ciclista.E’ giunto il momento di dare seguito a queste corsie anche in Italia in attesa delle ciclovie separate che comunque saranno sempre scarse !
    COSA INTENDO PER CORSIA CICLABILE “DI RISPETTO” ?
    Il sottoscritto l’ha sempre chiamata “Corsia di rispetto”per l’alto senso civico che ne deriva verso i ciclisti da parte degli altri utenti della strada.
    La corsia ciclabile(Foto 1) è una bike lane di circa 1 mt. collocabile su tutte le strade ,fuori e nei centri abitati, quando non è possibile costruire la classica Ciclovia separata dalla viabilita’ ordinaria.Ultimamente,in Olanda,per ridestare gli automobilisti distratti,tale corsia e’ delimitata esternamente dalla banda rumorosa con catarifrangente per la notte(Foto 2-3).In altre nazioni è evidenziata semplicemente da due linee sull’asfalto(Foto 4-5-6-7)
    PERCHE’ CONVIENE ?
    -Finalmente,al ciclista,gli viene riconosciuto il suo spazio su TUTTE le strade anche se strette 7 mt.La visibilita’ immediata di tale infrastruttura migliora la sicurezza di chi pedala,giorno e notte che sia(Foto 8).
    -Non limita la circolazione dei motorizzati perche’,tale corsia,in assenza del ciclista,puo’ essere invasa (Foto 9).
    -Grazie alla sua semplicita’ è molto economico impiantarla.Lo stesso vale per la sua manutenzione.
    -Il ciclista, toccato nell’interno della ciclovia, è risarcito sicuramente (In Olanda,tale argomento è ben descritto nell’Art.185 del loro Codice della strada).
    -Consente di realizzare una fitta ed utile rete ciclabile.
    COSA NECESSITA ?
    -l’inserimento di tale “Bike Lane”con le predette regole nel Codice della Strada o se possibile,nei regolamenti viari regionali e comunali.
    -Il livellamento di eventuali buche e tombini al manto stradale.
    -Il divieto assoluto di parcheggiare nell’interno della Corsia.
    -Come ogni corsia preferenziale necessita della Segnaletica verticale indicata allo scopo.
    DOVE COLLOCARE LA CORSIA DI RISPETTO ?
    Lungo le direttrici in uscita dalla citta’ verso le mete piu’ pedalate dai cicloturisti e ciclosportivi.E’ sufficiente,prima di decidere le varie direzioni,sentire le associazioni locali di ciclismo.
    Tale corsia,con il medesimo regolamento(riservata a pedoni e ciclisti,realizzata dove non si possono costruire marciapiedi e piste ciclabili.I motorizzati possono invaderla solo in assenza degli aventi diritto)puo’ essere collocata in certe strade cittadine come ad esempio Via Vigna Girelli a Roma(municipio XI-Foto 10).
    Ho sempre sostenuto che la convivenza tra ciclisti e motorizzati è impossibile per la diversa natura dei mezzi e velocita’ .La sicurezza del pedalatore la si ottiene SEPARANDOLO dalla viabilita’ ordinaria.
    La “Corsia di Rispetto” è il punto di partenza,un valido compromesso verso la sicurezza ciclistica!
    AZIONI UTILI A MIGLIORARE LA SICUREZZA DEL CICLISTA SULLA STRADA
    Premessa :i dati ISTAT evidenziano che il 40,8 % degli Incidenti 2018(n.90.313) sono stati causati da TRE infrazioni:distrazione alla guida,mancato rispetto della precedenza e velocita’ elevata.
    CONTRASTO ALLA VELOCITA’ ED ALLA DISTRAZIONE
    E’ ora di finirla con i controlli ridicoli della velocita’.I vigili segnalano la loro postazione,i motorizzati passano come lumache per poi scatenarsi subito dopo.Esistono strumenti moderni come l’Autovelox Trucam che misura a distanza la velocita’,l’uso del cellulare(ora è prevista la sospensione della patente) e le cinture slacciate.
    MEGLIO PREVENIRE CHE SUBIRE E PUNIRE
    Quasi sempre si scopre la guida alterata da sostanze vietate solo dopo l’incidente.A noi ciclisti,utenti deboli senza AirBag ,interessa assolutamente prevenire gli infortuni.
    -Ci viene in aiuto l’elettronica in auto come iBooster della Bosch che frena automaticamente il mezzo vicino al ciclista o i sensori radar a medio raggio(MRR) sulle portiere per segnalare in tempo l’arrivo del pedalatore.
    -C’è il sensore che non fa’ partire l’auto quando percepisce il tasso alcolemico alto.Lo Smart Key della Honda gia’ funziona.Altro sistema,avvisa il guidatore stanco. Peccato che non esista uno strumento simile per fermare gli esuberanti piloti cocainomani.
    Questi strumenti andrebbero resi obbligatori al piu’ presto!
    SCORAGGIARE IL PARCHEGGIO IN DOPPIA FILA
    In citta’,a causa della sosta selvaggia,i ciclisti,si espongono continuamente al passaggio delle auto piu’ veloci.I vigili dovrebbero scatenarsi con lo “Street Control” .
    PUBBLICITA’ PROGRESSO .Di seguito alcuni argomenti da diffondere:
    -Prestare attenzione all’apertura improvvisa delle portiere auto.
    -Superare i ciclisti a distanza rassicurante.Preferisco questo tipo di informazione piuttosto che spendere i soldi per riempire le strade di questa segnaletica ,impossibile da rispettare in certe strade strette(vedi Via della Magliana a Roma) e difficilmente sanzionabile quando si impatta.
    -Ciclisti,siate visibili sempre,di giorno e di notte!
    -Usate il Casco sempre!So’ benissimo che tanti ciclisti urbani si oppongono alla sua obbligatorieta’. Per esperienza personale,lo consiglio vivamente.Il casco serve di piu’ quando si va’ piano,particolarmente in citta’.Ricordo appena quell’auto uscita improvvisa dal passo carrabile,poi l’ospedale e quel casco ammaccato a cui devo la vita!
    RINNOVO DELLE PATENTI AGLI ANZIANI
    Sempre secondo i dati ISTAT 2018 una categoria che ha subito o causato incidenti è la fascia di eta’ dai 70 ai 74 anni per gli uomini e dai 70 agli 84 anni per le donne.Non poteva essere altrimenti visto come si effettua il rinnovo della patente di guida.Chi deve rinnovarla riempie un modulo in cui autocertifica il suo stato di salute.Poi la visita oculistica risibile.Una barzelletta.E’ ora che si coinvolga almeno il medico di famiglia.
    PERICOLI IMMINENTI NELLE PISTE CICLABILI
    Non basta la loro scarsa manutenzione,le infide buche,lo zig zag dei running e dei cani ,ora sono autorizzati a circolare anche le bici elettriche,i monopattini,skate ed hoverboard anch’essi a batteria.In poche parole tanta confusione che ti porta a tornare in mezzo al traffico veicolare.
    CICLODROMI NELLE GRANDI CITTA’
    I giovani adolescenti sono i veri assenti del ciclismo.Sotto i dieci anni li sottoponiamo all’educazione stradale nelle scuole per poi lasciare le loro bici in cantina.I ragazzi,hanno bisogno di incontrarsi con i compagni e scatenare la loro energia.Purtroppo,gli impianti nelle grandi citta’,riguardono altri sport e non il ciclismo,attivita’ formativa,utile per acquisire l’abilita’ di guidare un mezzo anche per il futuro.Sono certo che i ciclodromi nelle borgate attrarranno tanti giovani e porteranno finalmente un po’ di serenita’ nelle famiglie.

    Roma,6 2 2020 Gianfranco Di Pretoro
    Presidente G.D.P. a.s.d.
    Via Vigna Girelli n.25 00148
    Tel.Cell. 3280608637- Allegate n. 10 Foto esplicative

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