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Saluti a… Oscar Gatto, l’uomo di fiducia di Peter Sagan che ha battuto Contador e Nibali

Il 2020 è stato l’ultimo anno da professionista di Oscar Gatto. Corridore abbastanza precoce, già professionista ad alti livelli a 22 anni, ha saputo distinguersi in questo ultimo decennio come uno dei finisseurs più talentuosi del gruppo. Assiduo frequentatore del Giro d’Italia, al quale ha partecipato otto volte vincendo però soltanto una tappa nel 2011. Nel corso dei suoi 14 anni di professionismo ha vestito sette maglie diverse, vivendo gli anni migliori alla corte di Luca Scinto tra il 2009 e il 2013 e concludendo con due stagioni al fianco di Peter Sagan alla BORA-hansgrohe.

Dopo gli anni da dilettante con la Zalf-Desiree-Fior passa professionista nel 2007 con la Gerolsteiner. Debutta subito al Giro d’Italia, ottenendo la “maglia nera”. Nel 2008 oltre alla Corsa Rosa, che non riesce a concludere, disputa anche per la prima volta la Vuelta a España nella quale ottiene anche due piazzamenti in top10. Dopo il biennio con la formazione tedesca inizia il suo lungo sodalizio con Angelo Citracca e Luca Scinto con i quali, coi colori della ISD-Neri, ottiene la sua prima vittoria da professionista nella terza tappa del Giro di Sardegna a Tortolì, dove si mise alle spalle l’allora campione del mondo Alessandro Ballan. L’anno seguente, oltre a cogliere alcuni buoni piazzamenti, vince la Coppa Città di Stresa. Ma è il 2011 a livello di risultati personali e di continuità il suo anno migliore, quando arriva anche il successo più importante della sua carriera nell’ottava tappa del Giro d’Italia quando sul traguardo di Tropea precede Alberto Contador. Nella seconda parte di stagione si impone anche al Trofeo Matteotti ed al Giro di Romagna.

Nel 2012 continuano i buoni risultati, tra i quali spicca il terzo posto alle Strade Bianche, che gli valgono la convocazione in Nazionale per i Mondiali di Valkenburg dove si piazza al tredicesimo posto. L’anno dopo ottiene un altro successo di prestigio vincendo la Dwars door Vlaanderen prima di passare nel 2014 in una formazione WorldTour. Alla Cannondale conoscerà Peter Sagan del quale diventerà uno degli uomini più fidati nel corso di tutta la carriera soprattutto nelle campagne del Nord. L’anno successivo si trasferisce alla Androni Giocattoli-Sidermec con cui vince due tappe al Sibiu Tour. Regala alla formazione di Gianni Savio anche diversi buoni piazzamenti, mentre registra l’ultima delle sue otto partecipazioni al Giro d’Italia. Nel 2016 ritroverà Peter Sagan alla Tinkoff e farà la sua prima ed unica apparizione al Tour de France, corso al servizio dello slovacco. A fine stagione si trasferisce alla Astana con la quale nel 2017 ottiene la sua ultima vittoria nel prologo del Giro d’Austria. I due anni nel team kazako, però, non sono troppo fortunati a livello di risultati personali. Trascorre le sue due ultime stagioni da professionista nuovamente al servizio di Sagan alla Bora – hansgrohe disputando lo scorso 21 ottobre la sua ultima corsa, la Bruges – De Panne.

Le Gioie

Le soddisfazioni personali più grandi sono legate soprattutto alla prima parte di una carriera che col tempo lo ha visto progressivamente trasformarsi in corridore in supporto ai propri capitani. Soprattutto gli anni trascorsi nella formazione guidata da Angelo Citracca e Luca Scinto sono stati i più ricchi di successi. A cominciare dalla prima vittoria da professionista ottenuta nel 2009 nella terza tappa del Giro di Sardegna, quando riuscì a precedere sul traguardo di Tortolì l’allora campione del mondo Alessandro Ballan. Nel 2010 ottenne alcuni buoni risultati, tra cui due podi parziali sempre al Giro di Sardegna, il quarto posto al Trofeo Matteotti e il successo alla Coppa Città di Stresa. Ma il suo anno più ricco di soddisfazioni è stato il 2011 quando vinse l’ottava tappa del Giro d’Italia grazie a un’azione da finisseur che gli consentì di anticipare sul traguardo di Tropea Alberto Contador, poi vincitore di quell’edizione della Corsa Rosa che gli venne revocata in seguito alla squalifica per doping del 2012. Sempre nello stesso anno ottiene il terzo posto alla Coppa Agostoni e si aggiudica il Trofeo Matteotti battendo in volata Davide Rebellin ed il Giro di Romagna.

Il 2012 si apre col terzo posto alla Strade Bianche, vinta per la seconda volta da Fabian Cancellara, ma è nella seconda metà di stagione che arrivano i risultati migliori. A fine agosto si aggiudica il Giro del Veneto – Coppa Placci regolando allo sprint un gruppetto di otto corridori. Poi pochi giorni dopo si prende anche la tappa più dura del Giro della Padania, quando, dopo un allungo negli ultimi chilometri nei confronti del gruppo, riuscì a regolare in una volata a due Vincenzo Nibali sul traguardo di Merate. La stagione si conclude con una delle soddisfazioni più grandi di tutta la sua carriera: la convocazione in Nazionale per i Mondiali di Valkenburg che concluderà al tredicesimo posto. L’anno dopo conquista una storica vittoria alla Dwars door Vlaanderen, primo, e finora unico, italiano ad imporsi sul traguardo della classica belga, dove, dopo esser riuscito ad entrare nell’azione decisiva, sfodera lo sprint dei giorni migliori lasciandosi alle spalle gli altri attaccanti.

Il 2016 in maglia Tinkoff vede alcuni cambiamenti di programma, uno su tutti il Tour de France, ma non riesce a confermarsi alla Dwars door Vlaanderen. Chiuderà la stagione senza vittoria che tornerà l’anno dopo con la maglia della Astana nel prologo del Giro d’Austria. Sarà anche l’ultima perché i rimanenti anni di carriera saranno dedicati ad aiutare i capitani, uno su tutti Peter Sagan.

I Dolori

Non sono molti i momenti critici nella carriera di Oscar Gatto, che ha sempre saputo mantenere una buona continuità nel corso degli anni, indossando anche la maglia azzurra in due occasioni. Col passare delle stagioni, come da lui stesso ammesso, sono venute a mancare le motivazioni e quindi non ha raccolto forse tutto quello che il suo talento gli avrebbe permesso. Tra i rimpianti più grandi c’è sicuramente quello di non averlo mai visto con la maglia tricolore, evento con cui non ha avuto un gran feeling, e quello di non essere mai riuscito a portare a termine la Parigi-Roubaix. Anche il successo in una corsa a tappe è stata una chimera, andandoci tuttavia vicinissimo nel 2009 al Giro di Sardegna

Palmarès

  • 2009 (ISD)
    3ª tappa Giro di Sardegna (Oristano > Tortoli)
    1ª tappa B Settimana Coppi e Bartali (Cronosquadre)
  • 2010 (ISD-Neri)
    GP Nobili Rubinetterie Coppa Città di Stresa
  • 2011 (Farnese Vini-Neri-Sottoli)
    2ª Giro della Provincia di Reggio Calabria (Soverato > Vibo Valentia)
    8ª tappa Giro d’Italia (Sapri > Tropea)
    Trofeo Matteotti
    Giro della Romagna
  • 2012 (Farnese Vini-Neri-Sottoli)
    Giro del Veneto – Coppa Placci
    3ª tappa Giro di Padania (Castelfranco Veneto > Merate)
  • 2013 (Vini Fantini)
    Dwars Door Vlaanderen
  • 2014 (Cannondale)
    2ª tappa Giro d’Austria (Waidhofen an der Ybbs > Bad Ischl)
    4ª tappa Giro d’Austria (Kitzbühel > Matrei)
  • 2015 (Androni Giocattoli-Sidermec)
    1ª tappa Sibiu Tour (Sibiu > Sibiu)
    4ª tappa Sibiu Tour (Sibiu > Sibiu)
  • 2016 (Tinkoff)
    3ª tappa Vuelta a Andalucia (Monachil > Padul)
  • 2017 (Astana)
    Prologo Giro d’Austria (Cronoprologo: Graz > Schlossberg)
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