Analisi Percorso Volta a Catalunya 2026: tre tappe filanti, altrettante di montagna e il gran finale a Barcellona per una corsa sempre molto combattuta

L’ultima settimana di marzo farà da teatro per la Volta a Catalunya 2026. Da lunedì 23 a domenica 29 andrà infatti in scena una delle gare a tappe di una settimana con il maggior carico di storia alle spalle. Forti di questa tradizione, gli organizzatori hanno deciso di proporre un percorso in linea con quello del recente passato: le tappe sono 7, con una prima metà movimentata ma non proibitiva e con il blocco dalla quarta alla sesta decisamente impegnativo. Il gran finale sarà poi quello consueto, e molto insidioso, sulle strade di Barcellona, con la speranza che il meteo e altri fattori esterni non ne condizionino lo svolgimento, come invece avvenuto nelle ultime edizioni.

Percorso Volta a Catalunya 2026

Confermata, per il quinto anno consecutivo, la frazione inaguruale, con partenza e arrivo a Sant Feliu de Guíxols. Come avvenuto anche in passato, il tracciato viene radicalmente cambiato e quello di questa edizione sarà abbastanza morbido, rispetto al passato: in tutto i corridori dovranno assorbire 2129 metri di dislivello, il cui grosso sarà comunque concentrato nella prima metà. Subito dopo la partenza ci sarà da affrontare il Gpm dell’Alt de Romanyà (4,4 km al 3,8%), che sarà probabilmente il trampolino di lancio per le prime fughe. Il percorso, che prevederà anche il primo traguardo volante nell’abitato di Salt, rimarrà poi tranquillo fino al km 60,4, punto in cui inizierà l’ascesa all’Alt de Sant Hillari (14,5 km al 3%), lunga ma senz’altro pedalabile. Dopo lo scollinamento si affronterà una lunga discesa che riporterà la carovana su strade con vista mare, non prima di aver oltrepassato due traguardi volanti in rapida successione, uno ad Harbúcies (in piena discesa) e l’altro a Hostalric. L’ultimo settore prevederà giusto qualche saliscendi, senza però impennate particolari: si prospetta quindi un finale molto filante, propizio con ogni probabilità per una volata.

Nel solco della tradizione anche la seconda frazione, che propone la partenza a Figueres e l’arrivo a Banyoles, in senso opposto rispetto a quanto visto nel 2025. Anche in questo caso i metri di dislivello totali saranno di poco superiori ai 2000, ma questa volta il percorso andrà innervosendosi con l’avvicinarsi del traguardo. In avvio ci sarà l’unico Gpm categorizzato di giornata, l’Alt del Purgatori (1,7 km al 5%): da quel punto e per i successivi 100 chilometri il tracciato rimarrà agitato, anche se senza particolari asperità. Nel mezzo saranno sparsi due traguardi volanti, quello di Peralada e quello di Besalù. A una cinquantina di chilometri dall’arrivo, poi, si salirà in maniera prolungata e un po’ più rilevante verso Olot, dove sarà posto il terzo sprint intermedio di giornata. Con poco meno di 30 km ancora da percorrere, le salite finiranno e i corridori si dirigeranno verso l’arrivo affrontando una strada in gran parte a scendere, salvo qualche isolato e breve contrappunto. Potrebbe quindi essere una nuova giornata da velocisti, ma con il terreno giusto per qualche colpo di mano ben piazzato.

Dislivello oltre i 2000 metri anche per la terza tappa, che avrà origine a Mont-Roig del Camp e che misurerà 159,5 chilometri. I primi 60 chilometri saranno caratterizzati da una serie di salite, a partire dall’Alt de la Mussara (7,2 km al 5,9%), ascesa che potrebbe consentire a eventuali attaccanti di prendere il largo. Una breve discesa farà poi poi da preludio per il “rimbalzo” verso il Col de Capafons (4 km al 4,8%), altra difficoltà che potrà causare qualche movimento. Seguiranno poi un tratto in quota e una lunga, ma dolce, discesa, lungo la quale ci sarà spazio anche per il traguardo volante di Cornudella de Montsant. La parte centrale della tappa sarà accidentata e caratterizzata in particolare dal terzo e ultimo Gpm di giornata, il Coll Roig (3,8 km al 4,7%), la cui ascesa verrà completata a poco più di 45 km dal traguardo. Da lì in poi il percorso sarà tutto a scendere, passando per il traguardo volante di Reus e concludendosi all’arrivo di Vila-Seca, che potrebbe essere nuovamente propizio per gli uomini veloci.

Con la quarta tappa cambia tutto, almeno per quel che riguarda la tipologia di arrivo. La partenza sarà data a Mataró, i chilometri da percorrere saranno 173 e l’arrivo sarà in salita, a Vallter, oltre i 2000 metri di altitudine. Prima di affrontare l’ultima e presumibilmente decisiva ascesa, i corridori avranno comunque davanti una giornata che tenderà costantemente all’insù. Dopo pochi chilometri di gara ci sarà il Coll de Parpers (3 km al 5%), seguito dal traguardo volante di Granollers e da un secondo Gpm, quello dell’Alt de Sant Feliu de Codines (9,8 km al 4%). Da lì in poi sarà tutto un lungo saliscendi, punteggiato da due sprint intermedi, quello di Olost e quello di Sant Joan de les Abadesses. Proprio nei pressi di questo traguardo volante la strada verso l’arrivo inizierà a salire, prima dolcemente e poi in maniera più evidente: per quel che riguarda i numeri, l’ascesa conclusiva misura ufficialmente 11,8 chilometri e ha pendenza media del 7,6 per cento.

La quinta giornata di gara sarà quella del “tappone”, non troppo lungoi (155,3 chilometri). Partenza da La Seu d’Urgell, breve tratto di “lancio” in discesa e subito salita, verso il Port Colldornat (15,3 km al 4,9%), la cui cima sarà già oltre i 1000 metri di altitudine. La seguente discesa durerà poco e i corridori riprenderanno rapidamente a salire, lungo la strada che conduce alla cima del Coll de Josa, che sarà raggiunta assorbendo prima un tratto di falsopiano positivo e poi un’ascesa più netta, misurata in 4,7 km, con pendenza media del 5 per cento. Seguirà un tratto di discesa abbastanza irregolare, che porterà la corsa ai piedi del terzo Gpm di giornata, il Coll de Fumanya (6,7 km al 7%). La conseguente discesa sarà, diversamente dalle precedenti, molto secca e porterà i corridori alle pendici, dopo un brevissimo tratto di falsopiano, della Collada Sobirana (7,1 km al 6,5%). Altra discesa, altro breve tratto di relativo respiro e si arriverà al traguardo volante di Begà, dove inizierà anche l’ultimo “puerto”, il Coll de Pal, nel territorio comunale di La Molina, dove sarà posto anche l’arrivo: trattasi di salita lunghissima (18,9 km), con pendenza media del 7 per cento e con quota finale che valica i 2000 metri.

Sarà giornata di montagna anche la sesta, con poco più di 4000 metri di dislivello ricavati lungo un tracciato già noto ai corridori e al pubblico. Viene infatti riproposta, in maniera praticamente identica la Berga – Queralt vista nel 2025 e anche nel 2024. I primi 50 km saranno in leggera ma costante salita e porteranno ai piedi del del Coll de la Batallola (11,7 km al 3%). Terminata questa salita, ci sarà da affrontare una sezione di circa 20 chilometri in dolce discesa, prima del rimbalzo verso il secondo Gpm di giornata, il Coll de Pradell (15,1 km al 6,5%): l’ascesa, definita dagli organizzatori di “categoria extra”, presenterà punte in doppia cifra e la sua pendenza media viene “levigata” da un breve tratto in discesa che ne spezza il ritmo, in corrispondenza dell’abitato di Vallcebre. A quel punto saremo oltre la boa di metà gara e ci sarà da affrontare un lungo tratto di discesa secca, spezzato dal traguardo volante di Pedraforca e da qualche chilometro di contropendenza. Si entrerà quindi negli ultimi 30 chilometri e si andrà a scalare la Collada de Sant Isidre (5 km all’8,4%,), ascesa che presenta anche punte al 15 per cento. E le salite non saranno finite, perché, subito dopo il traguardo volante di Berga, inizierà l’erta conclusiva, che porta a Queralt e che è caratterizzata da una pendenza media del 7,3 per cento nell’arco dei suoi 5800 metri totali.

L’ultima tappa rappresenta un finale ben più che classico, tutto disegnato nel territorio cittadino e nel circondario di Barcelona. Chilometraggio ridotto (95,1 la lunghezza della frazione), un tratto tranquillo e pianeggiante di circa 40 chilometri e poi, con l’ingresso nel circuito finale, un’oretta di su e giù, con tante curve e tante insidie nascoste in ogni angolo del tracciato. L’anello misura complessivamente 7,8 chilometri ed è caratterizzato soprattutto dall’ascesa all’Alt del Castell de Montjuïc (2,5 km al 4,6%, max 19%), che andrà ripetuta per sette volte (e ognuna di queste varrà per la classifica dei Gpm). L’ultimo passaggio in cima avverrà quando alla fine mancheranno 5400 metri alla conclusione di una Volta a Catalunya che si annuncia sicuramente movimentata e decisamente esigente.

Tappe Volta a Catalunya 2026

Tappa 1 (23/03): Sant Feliu de Guíxols – Sant Feliu de Guíxols (172,7 km)
Tappa 2 (24/03): Figueres – Banyoles (167,4 km)
Tappa 3 (25/03): Mont-roig del Camp – Vila-seca (159,4 km)
Tappa 4 (26/03): Mataró – Vallter (173 km)
Tappa 5 (27/03): La Seu d’Urgell – La Molina / Coll de Pal (155,3 km)
Tappa 6 (28/03): Berga – Queralt (158,2 km)
Tappa 7 (29/03): Barcelona – Barcelona (95,1 km)

Altimetrie e Planimetrie Volta a Catalunya 2026

Tappa 1 (23/03): Sant Feliu de Guíxols – Sant Feliu de Guíxols (172,7 km)

Tappa 2 (24/03): Figueres – Banyoles (167,4 km)

Tappa 3 (25/03): Mont-roig del Camp – Vila-seca (159,4 km)

Tappa 4 (26/03): Mataró – Vallter (173 km)

Tappa 5 (27/03): La Seu d’Urgell – La Molina / Coll de Pal (155,3 km)

Tappa 6 (28/03): Berga – Queralt (158,2 km)

Tappa 7 (29/03): Barcelona – Barcelona (95,1 km)

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