Analisi Percorso Milano-Sanremo 2026: quasi 300 km e un finale adrenalinico per entrare nella leggenda della Classicissima

La Milano-Sanremo 2026 mantiene quasi inalterato il proprio copione rispetto alla scorsa edizione. La Classicissima numero 117, prima Monumento della stagione, conferma infatti nuovamente la partenza da Pavia e, tranne una piccola deviazione nella prima parte che aggiunge nove chilometri, portando la distanza totale a sfiorare i 300, lo stesso percorso che un anno fa ha visto trionfare Mathieu Van Der Poel. Scongiurato il cambio di tracciato per via di una frana sull’Aurelia nelle scorse settimane, sistemata in tempo, verranno quindi riproposti i tradizionali Passo del Turchino, Capo Mele, Capo Cervo, Capo Berta e, soprattutto, Cipressa e Poggio, punti probabilmente decisivi per stabilire che avrà la meglio sul traguardo di Via Roma a Sanremo.

Percorso Milano-Sanremo 2026

Pavia – Sanremo (298 chilometri)

Anche quest’anno, il terzo consecutivo, la corsa prenderà il via da Pavia, con Piazza della Vittoria ad accogliere i primi colpi di pedale dei corridori, che come accaduto nella scorsa edizione si dirigeranno inizialmente verso nord fino a raggiungere la Certosa, dove si immetteranno sul percorso tradizionale. Dopo aver un secondo passaggio dentro Pavia e l’attraversamento del Ticino, però, il tracciato si discosterà leggermente da quello solito e vedrà la carovana dirigersi verso Sannazzaro de’ Burgondi e, superato il Po, Casei Gerola per raggiungere a quel punto Voghera, dopo la quale viene confermata la deviazione nel Pavese (introdotta nel 2025) passando da Rivanazzano Terme fino a rientrare sul percorso classico a Tortona.

A quel punto, già entrati in Piemonte, si proseguirà su strade ben conosciute transitando da Novi Ligure e Ovada e iniziando così i lunghi chilometri di avvicinamento al Passo del Turchino, che saranno per lo più pianeggianti o con qualche lieve ondulazione prima di iniziare a puntare in maniera più decisa all’insù dopo una centinaio di chilometri dal via, mantenendo comunque pendenze piuttosto leggere. Il passo vero e proprio misurerà 5600 metri al 2,9%, impennandosi fino al 7% solo in prossimità dello scollinamento, il quale avverrà appena dopo l’ingresso negli ultimi 150 chilometri di gara e quando ormai già da un po’ si staranno percorrendo le strade della Liguria e della provincia di Genova, città che verrà sfiorata al termine della successiva e ripida discesa.

A Voltri ci si immetterà dunque sulla Statale 1, meglio conosciuta come Via Aurelia, che non verrà quasi più lasciata fino all’arrivo, costeggiando da quel momento il mare e iniziando l’ottantina di chilometri molto tranquilli dal punto di vista altimetrico lungo la Riviera di Ponente, attraverso Arenzano, Varazze, Savona, Finale Ligure, Albenga, Alassio e Laigueglia. A quel punto, poco prima di entrare negli ultimi 50 chilometri, inizierà la sequenza dei tre capi, ovvero Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta, asperità non troppo lunghe o impegnative (anche se l’ultima presenterà 2 km al 6,3%) ma che, con il naturale aumento della velocità che di solito si verifica in questa fase, potrebbero restare nelle gambe dei corridori e cominciare ad assottigliare un po’ il gruppo, anche per via dei tanti chilometri già percorsi.

Scollinato il Capo Berta e superata la breve picchiata verso Imperia, la velocità si alzerà ulteriormente (così come il rischio di cadute) perché il successivo tratto pianeggiante di una decina di chilometri fino a San Lorenzo a Mare rappresenterà l’avvicinamento alla Cipressa, la prima delle due salite che caratterizzano ormai da anni il finale della Classicissima. Lunga 5,65 chilometri, l’ascesa propone una pendenza media del 4,1% e una punta massima del 9%: numeri non terribili, ma che possono fare male a tanti (soprattutto ai velocisti) se qualche squadra imposterà un ritmo molto sostenuto, come del resto dimostrato lo scorso anno dall’UAE Team Emirates XRG per lanciare l’attacco di Tadej Pogačar, poi rivelatosi decisivo.

In ogni caso, in vetta mancheranno 21,7 chilometri al traguardo e le cose potrebbero rimescolarsi con la ripida e abbastanza tecnica discesa che riporterà tutti sull’Aurelia e con i successivi 9000 metri pianeggianti attraverso le località di Santo Stefano a Mare e Arma di Taggia, superate le quali inizierà l’ultima e spesso decisiva difficoltà di giornata, il Poggio. Come la precedente, non si tratta di una salita particolarmente dura, visti i suoi 3,7 chilometri al 3,7%, (arrivando a toccare una punta dell’8% a circa 700 metri dalla vetta), ma con quasi 300 chilometri nelle gambe potrebbe risultare fatale per le ambizioni di una grossa fetta del gruppo, rappresentando il perfetto trampolino di lancio per quanti vorranno evitare la volata.

Lo scollinamento sarà a soli 5600 metri dalla conclusione, ma i corridori più abili in discesa potranno provare ancora a fare la differenza nella successiva picchiata di 3,3 chilometri, molto tecnica (e anche piuttosto pericolosa, soprattutto in caso di strada bagnata) per la presenza di vari tornanti, curve e controcurve. Giunti in fondo mancheranno quindi 2300 velocissimi metri all’arrivo di Sanremo, in Via Roma, lasciando quindi spazio per qualche tentativo in contropiede o per un colpo da finisseur che a questo punto potrebbe anche rivelarsi decisivo. Resta in ogni caso valida la possibilità di assistere a una volata (comunque ristretta) e in tal caso sarà importante avere l’aiuto di un compagno di squadra per evitare di restare troppo presto al vento e sprecare le poche energie rimaste.

Salite Milano-Sanremo 2026

NOME DALLA PARTENZA ALL’ARRIVO LUNGHEZZA
Passo del Turchino 148,3 149,7 5,6 km al 2,9%
Capo Mele 246,4 51,6 1,8 km al 3,6%
Capo Cervo 251,3 46,7 2,1 km al 2,5%
Capo Berta 259,1 38,9 2,0 km al 6,3%
Cipressa 276,3 21,7 5,65 km al 4,1%, max. 9%
Poggio di Sanremo 292,4 5,6 3,7 km al 3,7%, max. 8%

Altimetria e Planimetria Milano-Sanremo 2026

Cronotabella Milano-Sanremo 2026

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