Mondiali Montréal 2026, Giulio Pellizzari crede nel gruppo azzurro: “Il podio… non è impossibile. Lo considero alla nostra portata”
Giulio Pellizzari è fiducioso in vista dei Mondiali di Montréal 2026 e nelle possibilità della squadra azzurra. Il corridore della Red Bull-BORA-hansgrohe ha vissuto una stagione fatta di alti e bassi. Nel 2026 sono arrivate complessivamente cinque vittorie, oltre al successo nella classifica generale del Tour of the Alps, accompagnato da numerosi podi e piazzamenti. Il classe 2003 ha però dovuto fare i conti con un Giro d’Italia al di sotto delle aspettative, condizionato da alcuni problemi fisici. La seconda parte di stagione ha contribuito a ridare fiducia al 22enne che ha saputo centrare una serie di successi e piazzamenti di rilievo. Pellizzari farà parte della squadra azzurra che prenderà il via della prova in linea ai Mondiali di Montréal e si presenta all’appuntamento motivato e con fiducia, alla ricerca di un risultato di prestigio per l’Italia.
“Sono motivatissimo, era da inizio stagione che ne parlavo con il ct Roberto Amadio. Siamo un gruppo bello e forte – ha dichiarato Pellizzari in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport – Viviamo le cose nel modo giusto ed è la chiave per il successo, secondo me. Non abbiamo il fenomeno in squadra, ma se correremo uniti, e divertendoci, potremo dire la nostra. Il podio… non è impossibile. Lo considero alla nostra portata”.
La sua preparazione in vista della rassegna iridata si è concentrata soprattutto sull’esplosività, una caratteristica che potrebbe rivelarsi fondamentale su un percorso come quello canadese. La corsa sarà lunga e l’obiettivo sarà quello di “cogliere tutte le opportunità che ci saranno”. Anche perché, in assenza del grande favorito Tadej Pogačar, la sfida si preannuncia particolarmente aperta. “Evenepoel, Seixas, Del Toro. Con il Belgio che avrà pure Van Aert, e dunque sarà la Nazione di riferimento insieme alla Francia. Ma senza Pogacar, gli scenari non si contano. Le dinamiche delle Nazionali sono diverse da quelle delle squadre di club. Sarà un Mondiale aperto come pochi, appassionante. Il dislivello non supera i 4000 metri, ma penso a una corsa abbastanza dura, con tante azioni da lontano”, ha spiegato il classe 2003.
Insieme a Pellizzari, saranno al via Giulio Ciccone, Alberto Bettiol, Christian Scaroni, Lorenzo Finn, Davide Piganzoli, Mattia Cattaneo e Matteo Trentin. Il classe 2003 non si considera un leader designato, ma una delle possibili carte a disposizione dell’Italia per andare a caccia del successo. “Leader… Non so se è la parola giusta, perché siamo in diversi ad andare forte. Il paragone è quello di un arco con diverse frecce, con la filosofia di mettere davanti a tutto il bene dell’Italia. Questo lo penso io, ma sono sicuro che lo pensano pure tutti gli altri”, ha concluso.
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