Red Bull-Bora-hansgrohe, Giulio Pellizzari vuole dimenticare il Giro 2026: “Ho ricevuto critiche folli, insinuavano che i problemi fisici fossero una scusa”

Giulio Pellizzari ha chiuso un 2026 decisamente altalenante, sul piano delle soddisfazioni, e vuole concentrarsi sul futuro. Per il marchigiano della Red Bull-Bora-hansgrohe gli ultimi mesi hanno portato diverse gioie, comprese sei vittorie (fino all’anno scorso era fermo a una…). Eppure, nell’arco del suo cammino stagionale c’è stato tanto spazio anche per la delusione e i rimpianti, considerando come è andato il Giro d’Italia 2026, che era il grande obiettivo della sua annata e che invece ha visto Pellizzari alle prese con problemi fisici che ne hanno condizionato il rendimento e lo hanno costretto a scivolare progressivamente sempre più indietro in classifica.

“Il Giro 2026 mi ha insegnato molte cose diverse fra loro – le parole di Pellizzari raccolte da Domestique a distanza di tempo dalla conclusione della Corsa Rosa – Ho capito come gestire i Grandi Giri e le varie situazioni che possono crearsi. E ho imparato anche a rimanere calmo, a isolarmi, a rimanere nel mio mondo ed a non preoccuparmi di quello che le altre persone dicono“.

Il tema delle critiche ricevute durante il Giro aveva colpito molto il corridore azzurro: “Avevo iniziato quella corsa riuscendo a tenere la ruota di Jonas Vingegaard e l’ho finita staccandomi in salita anche dai velocisti – aveva annotato Pellizzari durante il suo intervento a Triciclo Podcast – Ed è stato assurdo che qualcuno abbia pensato che io non stessi davvero male e che fosse una scusa per le prestazioni non all’altezza. C’era gente che insinuava che il mio livello in salita fosse proprio quello dei velocisti”.

Pellizzari non ha nascosto, comprensibilmente, una nota di orgoglio: “Io sono stato uno dei corridori più giovani della storia a chiudere fra i primi 10 due Grandi Giri nella stessa stagione, ma poi alcuni hanno deciso che non ero più un corridore da Grandi Giri. Persino ex corridori professionisti hanno messo in discussione le mie qualità. Quello mi ha fatto male, al punto da voler contattare queste persone e chiedere loro perché erano stati così duri nei miei confronti”.

Il marchigiano, classe 2003, si avvicina quindi alla stagione 2027 con una notevole voglia di riscatto. Nel suo programma, in base a quello che filtra da casa Red Bull, dovrebbe esserci proprio il Giro d’Italia: “Con Giulio, alla fine dell’anno, abbiamo imparato più dalle cose che sono andate male, rispetto alle corse che ha vinto o che ha chiuso fra i migliori – le parole del direttore sportivo della squadra tedesca, Zak Dempster –  Va ricordato che ha vinto 6 gare quest’anno, che è una cosa notevole. Quindi, anche senza aver fatto bene in classifica al Giro, possiamo dire che Pellizzari ha fatto dei bei passi avanti. E noi siamo impazienti di vederlo di nuovo all’opera nei prossimi Grandi Giri”.

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