Giro d’Italia 2027, Vincenzo Nibali analizza percorso e favoriti: “Fatto un salto di qualità. Seixas farebbe bene a venire…”
Vincenzo Nibali fa le carte al percorso del Giro d’Italia 2027. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il corridore più volte in rosa degli ultimi 25 anni analizza quel che è stato svelato ieri all’Auditorium di Roma, dove la corsa si concluderà per il quinto anno consecutivo. Due volte vincitore e sei volte sul podio in otto partecipazioni, il siciliano conosce benissimo le strade, le salite e le insidie che si possono incontrare nel nostro paese, offrendo così un parere importante su quello che è il tracciato disegnato per la prima volta da Luca Guercilena, nuovo direttore delle corse di RCS Sport, che non ha nascosto di voler lasciare subito la sua impronta sull’evento.
“Si tratta di un Giro moderno, che continua a innovare non perdendo però il legame con la tradizione – sottolinea il messinese alla Gazzetta dello Sport – Ne avevo parlato con Luca Guercilena: magari non c’è più una tripletta consecutiva di tappe terribili, ma le difficoltà sono distribuite con più uniformità e questo è di sicuro un bene”. Un parere simile dunque a quello espresso nel corso della puntata di SpazioTalk registrata ieri da Davide Filippi, Luca Pellegrini e Leonardo Ubrig Delfino.
Per il classe 1984 dunque si tratta di “un Giro fantastico, bellissimo”, con il quale “è stato fatto un salto di qualità” e al quale bisogna arrivare subito pronti visto l’arrivo di Sassotetto nella quinta tappa, ma non solo. “Non è durissima, però l’interpretazione può fare la differenza – commenta – Considerando l’inizio in Friuli non troppo semplice, chi punta alla rosa di Roma non potrà trovare la forma strada facendo. Ormai è questa la tendenza”.
Non sarà poi semplice neanche la seconda settimana, con la salita di PIani di Bobbio che andrà “studiata con attenzione” perché “non c’è mai respiro”, mentre la cronometro “influirà ma meno rispetto a tutte le salite che ci sono”. A seguire l’ultimo giorno di riposo, poi si riparte con la tappa regina, un tappone “tremendo” per usare l’agettivo scelto da Nibali. “I metri di dislivello sono 5700, difficile anche il solo pensare di andarli a trovare…”, ammette vedendo anche la straordinarietà di questa giornata “storica, perché il Gavia in mezzo a un doppio Mortirolo, dal versante più duro, non si era mai visto”. Sarà pertanto, una “giornata brutale, potenzialmente decisiva”.
Ma ovviamente, la Corsa Rosa non sarà ancora finita, perché resteranno due tappe che possono lasciare il segno: “Prima dello Zoncolan, io non sottovaluterei la salita di Madonna di Campiglio. Insomma, nell’ultima settimana non si può sbagliare niente. E con lo Zoncolan al penultimo giorno, la corsa può rimanere aperta fino alla fine. Magari qualcuno potrebbe pedalare un po’ ‘di conserva’, anche se relativamente, e giocarsi il tutto per tutto sullo Zoncolan”.
E questi qualcuno chi potrebbero essere? Chi saranno i grandi favoriti di questa edizione secondo Nibali? “Tadej Pogacar, se venisse, sarebbe il chiaro favorito – non esita a rispondere – Il percorso lo ritengo molto adatto a Jonas Vingegaard, peraltro. Sarebbe una bella sfida per Remco Evenepoel. E Paul Seixas, dopo aver chiuso il Tour al quarto posto al debutto, farebbe bene a partecipare. Al Lombardia l’ho visto dal vivo e mi ha impressionato, penso sia pronto per lottare per vincere. Sale fortissimo e a crono non è fermo, tutt’altro…”
Gli italiani sono più dietro, ma hanno il percorso dalla loro: “Giulio Pellizzari, Davide Piganzoli, Giulio Ciccone: in un Giro così avranno terreno per esprimersi – analizza – Pellizzari ha tutto il tempo per sistemare qualche passaggio a vuoto, Piganzoli è in piena crescita, Ciccone troverà ulteriori stimoli dal cambio di squadra. Devono crederci”.
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