Giro d’Italia 2027, Beppe Conti sull’assenza del Piemonte dal percorso: “Quasi un’offesa alle origini e alla tradizione. Si dice che Cairo non abbia perdonato a Cirio gli accordi per Tour e Vuelta”

Presentato negli scorsi giorni, il percorso del Giro d’Italia 2027 ha incontrato l’approvazione di molti, ma ha suscitato anche qualche critica. A far discutere appassionati e addetti ai lavori è soprattutto il disegno della prossima Corsa Rosa, che toccherà sia luoghi che hanno fatto la storia della corsa, che località nuove, ma lascia anche fuori una buona fetta del territorio italiano, in particolare le regioni del Sud (e c’è chi, per questo, ha ipotizzato un Giro “alternativo”). Altro illustre assente sarà il Nord-Ovest, dato che non ci saranno tappe né in Liguria, né in Valle d’Aosta, né in Piemonte, e proprio riguardo all’assenza di quest’ultima regione, terra di grandi campioni e spesso scenario di molte giornate decisive del GT italiano, ha voluto dire la sua il giornalista Beppe Conti.

“È un motivo di grande tristezza, quasi un’offesa alle origini e alla tradizione – ha sostenuto Conti a La Repubblica parlando della mancanza di tappe piemontesi – Per anni, la tappa da Milano a Torino era quella inaugurale ed assegnava la prima maglia rosa, con arrivo solitamente al Motovelodromo”.

Secondo il noto giornalista, dietro alla decisione di non includere il Piemonte nel disegno del Giro c’è una ripicca: “Narra la leggenda che Urbano Cairo non abbia perdonato a Cirio (presidente della regione, ndr) gli accordi per il Tour de France e per la Vuelta. E il governatore del Piemonte ha già dichiarato che in occasione delle Atp Finals cercherà di porre le basi per altre presenze, qui, dei giri di Spagna e di Francia. Comunque sia andata, mi pare una brutta pagina. Ci rimettono il Piemonte e tanti appassionati“.

Da anni opinionista per le trasmissioni Rai, il 75enne esclude invece che il problema sia di natura economica, ovvero che portare il Giro sulle strade piemontesi sarebbe costato troppo: “La Regione Piemonte aveva commissionato uno studio alla Camera di commercio, dal quale era emerso che per ogni euro investito nel ciclismo ne tornano al territorio tra i 6 e i 7“.

Come sostenuto anche durante l’ultima puntata di RadioCorsa, il Piemonte punta comunque a ospitare altri eventi ciclistici importanti nei prossimi anni: “Il calendario internazionale del 2027 è già quasi tutto pieno, ma nel 2028 si potrebbe assistere a una grande tappa del Tour con passaggio sul Colle delle Finestre e arrivo al Sestriere: mi risulta essere un obiettivo concreto. Il Piemonte vorrebbe anche un’edizione dei Mondiali, però fino al 2031 sono assegnati. E allora si pensa a un campionato d’Europa“.

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