Giro d’Italia 2027, nessuna tappa fra Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna: “E allora facciamo il Giro del Sud! Le montagne le abbiamo…”
Il percorso del Giro d’Italia 2027 è realtà da qualche giorno e il tracciato disegnato da RCS Sports potrà accontentare molti palati, considerando la presenza di grandi montagne, di arrivi in grandi città e di alcuni angoli dello Stivale fondamentalmente nuovi per il grande ciclismo. Di contro, però, spiccano alcune assenze. Nonostante non ci sia stata, questa volta, la scelta di organizzare la Grande Partenza all’estero, “guadagnando” quindi almeno due tappe piene da poter definire in Italia, il percorso della prossima Corsa Rosa non toccherà ben 9 regioni, praticamente la metà del territorio nazionale.
Non ci saranno infatti giornate di gara nel NordOvest, con l’esclusione di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, e non ce ne saranno a Sud, fatta eccezione per quella con l’arrivo ormai consueto a Napoli. Mancheranno infatti anche solo attraversamenti territoriali di Basilicata, Calabria, Molise, Puglia e anche delle due isole maggiori, Sardegna e Sicilia.
Detto che immaginare un percorso “nazionale”, che possa coniugare le esigenze sportive con quelle economiche e anche con la necessità ormai assodata di ridurre il più possibile l’entità dei trasferimenti fra tappa e tappa, è davvero molto complicato, c’è anche chi prova a pensare a qualcosa di completamente diverso. Siamo probabilmente nel campo delle utopie, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare…
“È da da queste occasioni che potremmo finalmente trovare la forza per rivendicare l’importanza del Sud – l’idea circolata in rete, fra i commenti all’articolo del Quotidiano di Puglia, che sottolineava proprio l’assenza di quella Regione dalla Corsa Rosa, per il secondo anno consecutivo – Ecco quindi il Giro del Sud – Terra del Sole, con 21 tappe, 3401 chilometri, 50250 metri di dislivello, gli stessi numeri del Giro 2027“.
L’idea è di Matteo Pagliara, che l’ha anche articolata con un notevole spunto creativo, arrivando a disegnare il percorso nel dettaglio: “Si parte da Palermo, si sale sull’Etna, si attraversano Sila e Pollino. Si arriva a Lecce, si scala il Gargano, si corre in Costiera e si chiude sul Gran Sasso prima della passerella a Napoli. Due cronometro, cinque arrivi in alta montagna. Le montagne le abbiamo. Le strade pure. Mancano risorse e una classe dirigente forte e visionaria“.
Il dettaglio delle partenze e degli arrivi delle 21 tappe “immaginate” lo potete leggere qui sotto: sei traguardi per velocisti, due cronometro individuali e una serie di arrivi decisamente stuzzicanti, sparsi fra l’Etna e le varie catene montuose del Meridione. Utopia, si diceva, per una lunghissima serie di motivi. Certo, ma a volte è anche bello sognare…
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