Alec Segaert (Bahrain – Victorious): Il passistone belga era uscito deluso dalla crono in Toscana, dove ambiva almeno a una top ten. Poi ieri sera, mentre studiava il percorso, ha visto le caratteristiche del finale verso Novi Ligure e si è messo in testa l’idea di partire ai 3 chilometri dall’arrivo. Detto fatto, allungo potente, ottima impostazione delle curve per guadagnare il terreno finale e il capolavoro è servito. Primo successo in un Grande Giro e grande soddisfazione per questo ragazzo che di talento ne ha da vendere.
Afonso Eulálio (Bahrain – Victorious): Un’altra giornata in Maglia Rosa per il portoghese che si prende anche il gusto di guadagnare terreno sugli avversari al traguardo del Km Red Bull. 6 secondi di abbuono che sono nulla nell’economia di un Grande Giro, e lui è stato il primo a dirlo nel post tappa. Tuttavia questo ragazzo sta correndo con il piglio del leader e giorno dopo giorno dimostra di essere un degno possessore di questa maglia. L’avventura potrebbe chiudersi sabato, ma il messaggio mandato ai corridori piazzati dal terzo posto in poi è abbastanza eloquente: provate a prendermi.
Toon Aerts (Lotto – Intermarché): Il veterano del ciclocross sta vivendo il primo Grande Giro della sua carriera. Una edizione della Corsa Rosa nefasta per la sua squadra, che ha perso in ultima battuta anche Lennert Van Eetvelt. Lui tuttavia se la sta godendo, si è fatto una fuga nella tappa di Corno alle Scale, prendendosi anche le male parole dei suoi compagni d’attacco, e l’ha presa con il sorriso. Oggi a sorpresa ha vinto la volata di gruppo. A sorpresa per tutti, ma non per lui che aveva cerchiato in rosso questa giornata. Peccato che il connazionale Segaert lo avesse anticipato. Lui è inevitabilmente dispiaciuto, ma la prende con il sorriso.
Movistar Team, EF Education – EasyPost, NSN Cycling Team: Può essere ingeneroso dare il Flop alle tre squadre che hanno fatto esplodere la corsa? Forse sì, ma alla fine sono loro ad aver fatto male i conti. L’enorme sforzo fatto sul Bric Berton ci ha regalato un pomeriggio entusiasmante e anche il lavoro per respingere la rimonta di Jonathan Milan e Paul Magnier è stato ottimo. Tuttavia sono stai fatti male i conti: le squadre sono arrivate ai minimi termini negli ultimi chilometri, prestando il fianco a colpi di mano. C’è riuscito Segaert, ma alla fine nessuno dei capitani di queste tre compagini è riuscito a centrare un posto sul podio di giornata. Tanta fatica, per un pugno di mosche.
Jasper Stuyven: Un corridore della sua esperienza, con la sua capacità di leggere la corsa, oggi poteva far meglio. In libera uscita data la difficoltà di Paul Magnier, il belga centra il quinto posto allo sprint. Tuttavia guardando la cavalcata finale di Alec Segaert, in molti hanno pensato che anche uno come Stuyven ci avrebbe potuto provare. E invece si ‘accontenta’ di sprintare e il risultato ottenuto non cambierà la carriera di un corridore del suo spessore.
La dormita dei big: Vale la pena bruciare tante energie per 6 secondi di abbuono? No, tuttavia la facilità con cui la maglia rosa di Afonso Eulálio ha conquistato il traguardo del KM Red Bull, con il solo Ben O’Connor a tentare una parvenza di reazione, fa pensare. Vero che, come ha detto lo stesso portoghese, questo non cambierà la storia del Giro nella lotta per la maglia rosa, tuttavia anche per i piazzamenti secondari pochi secondi possono far la differenza. E in passato è già accaduto. Anche il ritardo di Eulàlio prima o poi andrà recuperato e, a parte Jonas Vingegaard, gli altri non sono così vicini. Distrazione, snobbismo o semplice calcolo? Non lo sapremo mai e forse tutto questo non cambierà nulla, però quando ci sono secondi in palio da ottenere con poco sforzo, bisognerebbe sempre farsi trovar pronti.